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| I vantaggi di una dieta Mediterranea modificata |
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| di Cristina Gandola | |
| Mercoledì 01 Luglio 2009 12:58 | |
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Per questa malattia l'approccio terapeutico risulta particolarmente difficile sia nella prevenzione sia in fase di trattamento. Proprio per questo motivo è utile valutare l'importanza dello stile di vita, alimentazione compresa, infatti, una dieta appropriata ha dimostrato in numerosi studi di poter correggere anomalie metaboliche associate allo sviluppo di alcune malattie come il diabete di tipo 2 e le patologie cardiovascolari. La ricerca è volta a verificare se la dieta in studio possa svolgere un'azione positiva portando ad una riduzione dei fattori di rischio cardiometabolici con l'obiettivo di controllare la sindrome metabolica e l'ipercolesterolemia. I ricercatori hanno eseguito un controllo sulle sostanze capaci di innalzare la sensibilità insulinica mediante la modulazione delle protein chinasi: hanno identificato gli iso-alfa acidi del luppolo (Humulus lupulus L.) e le proantocianidine dell'acacia (Acacia nilotica (L.) Willd. ex Delile). Questa indagine preliminare è servita per individuare un insieme di sostanze utili per formulare la dieta ottimale. Per "dieta Mediterranea modificata a basso indice glicemico" si intende una dieta che include una varietà di alimenti a basso indice glicemico e un alto tenore di sostanze vegetali come le proteine della soia e i fitosteroli. Non tutte le diete considerate Mediterranee hanno un basso indice glicemico come non tutte le diete a basso indice glicemico sono ricche di sostanze vegetali attive. La dieta usata in questo studio si differenzia dalla classica dieta Mediterranea soprattutto per l'assenza di dolci, il ridotto apporto di bevande alcoliche e di cereali: 1 bicchiere di vino rosso al giorno e 1 porzione di cereali al giorno. Lo studio ha coinvolto 49 soggetti di età compresa tra 25 e 80 anni, affetti da sindrome metabolica e ipercolesterolemia. Il periodo di dieta, affiancato ad un programma di esercizi aerobici, è durato 12 settimane in cui un gruppo ha seguito la dieta Mediterranea a basso indice glicemico (MED) e un altro gruppo la stessa dieta arricchita però con fitosteroli, proteine della soia, iso-alfa acidi e proantocianidine (PED). La dieta PED prevede la supplementazione alimentare, somministrata sotto forma di bevanda in polvere o tavolette, delle sostanze vegetali utili per il trattamento. In particolare i soggetti coinvolti nello studio hanno assunto 30 g al giorno di proteine della soia (34 mg di isoflavoni della soia) e 4 g al giorno di steroli vegetali (pari al 40% di ß-sitosterolo). I soggetti hanno inoltre praticato attività fisica senza eccessivi sforzi fino a 150 minuti a settimana. Sebbene questa dieta non sia stata studiata per il dimagrimento, i partecipanti allo studio hanno avuto una perdita di peso corporeo pari a 5,7±1,0 kg nella dieta MED e 5,9±0,7 kg nella dieta PED. Alla perdita di peso è seguita anche una riduzione dei valori pressori, inoltre i valori ematici di colesterolo totale e LDL si sono progressivamente ridotti durante le settimane di dieta. Il colesterolo totale ha avuto una riduzione media percentuale del 14,5% nella dieta PED e del 6,3% nella dieta MED. Si sono ridotti anche i valori ematici di trigliceridi, LDL, VLDL e apo B. In particolare la dieta PED ha portato alla riduzione del colesterolo e dei trigliceridi con un aumento delle HDL e una riduzione del rapporto tra trigliceridi e HDL oltre a una riduzione del rapporto tra apolipoproteine apo B e apo A-I. Inoltre, il 43% dei soggetti che hanno seguito la dieta PED ha ottenuto la risoluzione della sindrome metabolica contro il 22% dei soggetti che hanno seguito la dieta MED. Entrambe le diete hanno portato alla riduzione delle concentrazioni di insulina e di glucosio a digiuno e di HbA1c. Questi risultati dimostrano che la supplementazione con specifiche sostanze naturali di origine vegetale aumenta l'efficienza della dieta Mediterranea modificata con un basso carico glicemico nei confronti di specifiche patologie quali la sindrome metabolica e le malattie cardiovascolari. Una dieta equilibrata e l'esercizio fisico sono gli strumenti di base per ridurre il rischio di sviluppare resistenza insulinica e sindrome metabolica. La dieta Mediterranea, ricca di vegetali e acidi grassi insaturi, povera di cibi raffinati, ha mostrato di ridurre il rischio di sviluppare patologie cardiovascolari e l'infiammazione associata alla sindrome metabolica. Il trattamento farmacologico è considerato appropriato quando il paziente non ottiene benefici da una dieta e da uno stile di vita adeguato. Il consumo eccessivo di alimenti non adatti: ricchi di calorie, altamente raffinati e facilmente assimilabili, poveri dal punto di vista nutrizionale, ha mostrato di provocare un aumento dell'infiammazione sistemica e la riduzione della sensibilità insulinica. Il consumo abituale di alimenti non adatti può comportare lo sviluppo della sindrome metabolica, uno stato fisiologico che comprende un insieme di anomalie metaboliche come dislipidemia, obesità centrale, ipertensione, intolleranza al glucosio. La sindrome metabolica deriva da un aumento costante della resistenza insulinica che risulta fortemente associato con l'assunzione alimentare di carboidrati e grassi saturi che portano ad un incremento dei livelli di trigliceridi e dei depositi di grasso viscerale. Le conoscenze attuali suggeriscono che ripristinare l'equilibrio delle chinasi è una promettente strategia per ridurre la resistenza insulinica e le anomalie metaboliche. Un recente studio ha dimostrato che una dieta Mediterranea associata al consumo alimentare di polifenoli potrebbe avere effetto sinegico con risultati positivi sul dismetabolismo postprandiale. In uno studio precedente i ricercatori del Functional Medicine Research Center hanno evidenziato che l'aggiunta delle proteine della soia e dei fitosteroli a una dieta Mediterranea a basso indice glicemico svolge un importante effetto positivo sulla riduzione del colesterolo e dei trigliceridi oltre che sulla pressione sanguigna in donne sovrappeso, ipercolesterolemiche in post-menopausa. In attesa di ulteriori studi a conferma dell'importante ruolo che possono svolgere le proteine della soia e i fitosteroli associati alla dieta Mediterranea sul nostro organismo, è sempre bene tenere presente che uno stile di vita sano che comprenda una dieta equilibrata e una moderata attività fisica sono sempre utili strumenti per mantenere la propria salute. |
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