GRATIS sulla tua casella di posta la newsletter di ScienzeNews.IT
| Omega 3 in gravidanza |
|
|
| di Cristina Gandola | |||||||
| Domenica 29 Giugno 2008 21:09 | |||||||
Pagina 1 di 5
L’aumento di peso materno in gravidanza è correlato all’aumento di peso del feto, ciò è dovuto alle crescenti richieste energentiche per lo sviluppo fetale. In genere, i neonati che pesano tra 2.8 e 4.0 Kg hanno meno problemi di salute rispetto ai neonati di basso peso (meno di 2.3 Kg). La supplementazione di acidi grassi omega 3 nelle madri può migliorare la prognosi nei neonati prematuri in cui il livello di acidi grassi polinsaturi è inferiore a quello dei neonati a termine. La disponibilità di acidi grassi polinsaturi nella madre condiziona infatti l’assunzione di queste sostanze da parte del feto. Durante la gravidanza si verifica un forte trasferimento di lipidi, in particolar modo DHA, che vengono mobilizzati dai depositi materni verso il feto attraverso la placenta. Per questo motivo gli acidi grassi plasmatici diminuiscono notevolmente nella madre durante la gravidanza così come durante il periodo di allattamento. Questo si verifica sebbene i livelli di acidi grassi polinsaturi materni siano più elevati rispetto alle donne non gravide. In gravidanza la conversione di AGP-CC ad AGP-LC (che normalmente è poco efficiente) nella madre è più elevata a causa della maggiore richiesta da parte del bambino, ma tale processo non basta, infatti si ha mobilizzazione di lipidi dalla madre verso il feto con la possibilità di carenza di questi nutrienti e una maggiore deplezione di tali depositi in gravidanze successive. Il fabbisogno nutrizionale in gravidanza può essere soddisfatto da una dieta varia e bilanciata. Una importante eccezione è per il ferro che deve essere integrato alla dieta. |
ULTIME NOTIZIE
Leggi gli ultimi articoli pubblicati
APPUNTAMENTI
Eventi selezionati da ScienzeNews.IT