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| 3° millennio: la crociata contro il fumo |
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| di Chiara Chiodini | |
| Venerdì 19 Settembre 2008 14:55 | |
La legge Sirchia ha rivoluzionato il mondo dei fumatori, infatti, da quando è entrata in vigore nel gennaio 2005 ha sancito il divieto di fumare negli ambienti pubblici, quali bar, ristoranti e luoghi di lavoro. Grazie a queste iniziative intraprese dal Ministero della Salute e dalle aziende farmaceutiche e fitoterapiche, il numero dei fumatori negli ultimi cinque anni, secondo i sondaggi Doxa, è calato di 2,5 milioni di unità . Un po’ di storia“Il 6 novembre 1492 sbarcarono sul continente Rodrigo de Xeres e Luigi de Torres. Essi incontrarono per la strada molte persone che tornavano al proprio villaggio e sia gli uomini che le donne tenevano in mano un carbone acceso e delle erbe per gustarne il profumo così come era loro usanza. (…) (I carboni) erano accesi ad una estremità e dall'altra la gente li succhiava e li assorbiva”. Così viene descritto il primo incontro tra l’Europa e la sigaretta, secondo quanto riportato sul diario di bordo della Pinta di Cristoforo Colombo. Tabagismo e danni alla saluteI componenti del fumo di tabacco sono ossidanti, irritanti e cancerogeni che fanno della sigaretta la principale causa di morte per tumore al polmone. La nicotina, inoltre, causa un aumento della frequenza cardiaca e difficoltà respiratorie, mentre il monossido di carbonio è responsabile di un minor nutrimento dei tessuti, ingiallimento della pelle, caduta dei capelli ed invecchiamento precoce. Nel fumo di sigaretta sono inoltre contenute alcune sostanze a carattere irritante e polveri fini, che causano un accumulo di muco nei bronchi, enfisema polmonare e bronchite cronica. I provvedimenti anti-fumoAttualmente in Italia i fumatori rappresentano il 25,6% della popolazione. Dal mese di maggio 2003, inoltre, l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato ha emanato una circolare con cui limitare l’uso dei distributori automatici da parte dei minori di 16 anni e dal gennaio 2004 le macchine automatiche per il commercio dei tabacchi vengono chiuse nelle ore diurne. Fra i “pentiti” ve ne sono 500.000 che hanno smesso la dipendenza da nicotina dopo l’entrata in vigore della legge Sirchia. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità anche all’interno delle famiglie sta prendendo piede la cultura del non-fumo e nel 54,6% delle case italiane l’ospite fumatore può concedersi soltanto una sigaretta sul balcone. Secondo l’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Istituto Superiore di Sanità , le ragioni che hanno indotto 500 mila persone a smettere di fumare non sono da ricercarsi strettamente nell’applicazione della nuova legge Sirchia ma sarebbero correlate alle patologie derivanti dal fumo e a ragioni di salute. Solo il 3,5% degli ormai ex-fumatori sostiene di avere smesso a seguito dei divieti e delle restrizioni imputabili alla legge. Nonostante ciò, la sensazione che emerge dai dati presentati è che la legge Sirchia abbia portato un valore aggiunto alla secolare lotta contro il fumo. Le linee guida dell’ISSL’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha promosso in questi giorni le nuove linee guida per la disassuefazione dal fumo di sigaretta. Il nuovo metodo si basa sul principio della riduzione come gesto portante per la dismissione definitiva. I fumatori vengono suddivisi in due grandi categorie: coloro che non hanno particolari fattori di rischio, con una bassa priorità d’intervento, e i tabagisti già malati o con patologie concomitanti che necessiterebbero di una immediata cessazione dell’assunzione di nicotina. In entrambe le categorie, la terapia sostitutiva rappresenterebbe un presidio farmaceutico fondamentale. Inoltre, la diminuizione del 50% delle sigarette fumate si tradurrebbe in una significativa riduzione dei danni provocati dal fumo. IL METODO:
Per smettere, farmaci e motivazioneI farmaci indicati per il trattamento della dipendenza da nicotina riducono la sintomatologia legata all’astinenza e favoriscono la disassuefazione dal tabagismo nei fumatori motivati a smettere. Questi farmaci presentano come principio attivo la nicotina o la nicotina-beta e si presentano sottoforma di cerotti transdermici, da applicare in qualsiasi zona del corpo priva di peli, e compresse sublinguali da sciogliere lentamente. La compressa impiega mediamente 30 minuti per una completa disgregazione. I cerotti regolano il rilascio di nicotina attraverso una membrana che ne consente un apporto continuo e costante nella giornata e sono disponibili in diversi dosaggi, o fasi, per consentire al fumatore di diminuire gradualmente la propria dipendenza. Numerose evidenze pre-cliniche hanno dimostrato come la nicotina sia una molecola dalle caratteristiche non mutageniche né genotossiche. Rilasciata dal sistema transdermico, viene assorbita in modo efficace dalla pelle e la sua biodisponibilità raggiunge livelli pari all’80-100%. Dal punto di vista clinico, non sono state riscontrate differenze significative nell’assorbimento con un’applicazione del cerotto sul gluteo, nella parte superiore del braccio o sul petto. Dagli studi eseguiti su un gruppo di volontari sani si è potuto osservare che la nicotina è rintracciabile nel plasma anche 24 ore dopo la prima dose somministrata senza per questo accumularsi nell’organismo e produrre un effetto tossico. Nell’uso dei farmaci anti-fumo, una particolare attenzione dev’essere rivolta ai pazienti affetti da problemi cardiovascolari, renali ed epatici e ai soggetti diabetici. In quest’ultimo caso, infatti, le catecolamine rilasciate dalla nicotina potrebbero influenzare il metabolismo dei carboidrati. Nel corso della terapia anti-fumo, si possono manifestare alcuni disturbi associati alla dismissione della nicotina, quali irritabilità , aggressività , disforia, ansia, aumento dell’appetito, disturbi del sonno e difficoltà di concentrazione. Nel 20% dei pazienti che fanno uso del cerotto transdermico si manifestano reazioni cutanee locali nel corso della prima settimana di trattamento. La dose di nicotina ben tollerata da un adulto o da un adolescente fumatore può essere invece fortemente tossica nei bambini in età infantile risultando anche fatale; per questo motivo il medicinale deve essere tenuto fuori dalla loro portata. Anche la fitoterapia può risultare utile per smettere di fumare. Dal momento che il tabacco distrugge le scorte di vitamina C ed indebolisce le difese immunitarie, si può assumere la rosa canina in forma di estratto secco, grazie alla sua azione anti-ossidante. Le erbe anti-fumo per eccellenza sono rappresentate dal timo (Thymus vulgaris L.), dall’erisimo (Sisymbrium officinale (L.) Scop.) e dal crescione (Nasturtium officinale R. Brown); mentre fumaria (Fumaria officinalis L.), dulcamara (Solanum dulcamara L.), salsapariglia (Smilax aspera L.) e liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.) hanno azione denicotinizzante. |
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