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| Alzheimer: migliorare la comunicazione |
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| di Cristina Gandola | |
| Venerdì 08 Gennaio 2010 20:07 | |
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L'Alzheimer erode lentamente il significato delle parole, il malato perde progressivamente la capacità di comunicare e questo è causa di gravi stati di frustrazione e di rabbia. Questa condizione porta a continui fraintendimenti che vanno a minare un sereno rapporto sociale e possono rendere la vita incredibilmente frustrante. Con la progressione della patologia sarà sempre più difficile per il malato sia richiamare alla mente le parole sia ricordarne il significato e quindi capire frasi e concetti. In queste situazioni il malato potrebbe sostituire le “parole mancanti” in modo errato o inventare nuove parole prive di senso. Oltre alla perdita del significato delle parole, il malato tende a perdere la capacità di seguire un pensiero logico e di ordinare in modo corretto le parole per comporre una frase. Il risultato inevitabile è che gli servirà sempre più tempo per capire ciò che viene detto, e sempre più tempo per formulare una risposta. Per aiutare il malato di Alzheimer è necessario ricordare che le sue difficoltà sono frutto della progressione della malattia quindi è perfettamente inutile arrabbiarsi. E' invece utile mostrare interesse durante la conversazione: in questo modo il malato si sentirà al centro dell'attenzione e questa sensazione positiva andrà a ridurre l'ansia e la rabbia indotta dalla difficoltà di espressione verbale. Per facilitare il riconoscimento degli oggetti è bene indicarli e mostrarli durante il discorso, ad esempio si può portare il malato davanti alla poltrona prima di chiedergli se si vuole sedere. L'Alzheimer distrugge le capacità di giudizio e di ragionamento, pertanto non bisogna contraddire il malato o cercare di convincerlo perché l'unico risultato sarebbe soltanto un aumento della rabbia e dell'agitazione. Anche se queste condizioni creano un grave senso di frustrazione alle persone che accudiscono il malato è fondamentale rimanere calmi e rilassati. Bisogna ricordare che la comunicazione non verbale, compresi il tono della voce e le espressioni del volto, rappresentano un'importante componente del messaggio che trasferiamo a chi è in ascolto e, proprio per questo motivo, se le parole che vengono pronunciate non corrispondono al modo in cui vengono espresse si creerà ulteriore confusione. Affrontare i conflittiScoprire che un proprio caro è affetto dalla malattia di Alzheimer può gettare nello sconforto e nel panico gli altri membri della famiglia. E' bene minimizzare i conflitti famigliari per ottimizzare la collaborazione e migliorare la qualità dell'assistenza al malato. Quando la malattia è ancora gestibile tra le mura domestiche, è fondamentale che i diversi membri della famiglia si suddividano le mansioni in base alle singole capacità ed al tempo che ciascuno dispone. La chiave del successo di una buona gestione assistenziale è mantenere sempre aperta la comunicazione tra i membri della famiglia, informare in modo tempestivo riguardo a problemi e difficoltà personali e sopratutto chiedere aiuto appena si avverte il bisogno. Oltre all'onestà nel comunicare i propri limiti e le proprie difficoltà bisogna rispettare anche le esigenze degli altri famigliari e ricordare che possono essere messi in atto molti possibili approcci assistenziali validi ed efficaci. La malattia di Alzheimer è quasi sempre fonte di tensioni e problemi famigliari, è quindi utile appianare i conflitti, eventualmente rivolgendosi a Specialisti capaci di fornire un aiuto concreto e suggerire le soluzioni più appropriate caso per caso. Lo scopo è di fare fronte comune verso le reali difficoltà della gestione della malattia. Spesso è difficile per un famigliare ammettere di non riuscire più a gestire l'assistenza al malato, ciò accade principalmente perché manca la capacità di riconoscere i propri limiti e “fermarsi in tempo” chiedendo aiuto ad altri membri della famiglia o a personale specializzato. Appena si avvertono i sintomi dello “stress da accudimento” in un proprio famigliare o amico che assiste un malato di Alzheimer è fondamentale prendere immediati provvedimenti oltre ad essere molto persistenti nell'offrire il proprio aiuto ricordando in continuazione che nessuno si può prendere cura di qualcun'altro se non ha la capacità di prendersi buona cura di se stesso per primo. |
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