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Fitocenosi in cui si trova l'aconito Stampa E-mail
di Cristina Gandola   
Venerdì 27 Giugno 2008 00:00
Indice Articolo
Fitocenosi in cui si trova l'aconito
Praterie seminaturali: i pascoli a nardo
Le alte erbe
Alnete a ontano verde
Glossario
Bibliografia

Panorama Piani di Bobbio - Foto di Federico LiberatoIl genere Aconitum è originario dell’Asia centro orientale, da quelle regioni le piante antenate delle attuali si distribuirono progressivamente nelle aree limitrofe fino a raggiungere l’Europa e insediarsi nell’arco alpino durante il Terziario.
 
La presenza di aconito è oggi documentata in tutto l’arco alpino con numerose specie e sottospecie.

Gli aconiti, ed in particolare quelli del gruppo di Aconitum napellus, sono tipiche piante nitrofile che necessitano, per lo sviluppo, di un’elevata concentrazione di azoto nel suolo. Crescono principalmente nelle località in cui, per la presenza umana o a causa di processi naturali, sono presenti suoli nitrificati: dove tendono ad accumularsi i sali ammoniacali, i nitriti ed i nitrati.

Aconitum napellus si trova molto spesso legato ad ambienti fortemente antropizzati del piano subalpino, quindi in vicinanza delle malghe e delle stalle dove si ammassa il letame, nelle conche, dove le sostanze nutritive sono convogliate e negli arbusteti ad Ontano verde. Non è raro notare qualche pianta di aconito crescere ai bordi delle strade o dei sentieri percorsi dal bestiame per raggiungere i pascoli.

Dal piano subalpino può scendere a quote più basse nel piano montano oppure salire a quote più elevate nel piano alpino.
Il genere Aconitum cresce sia su suoli calcarei sia silicei di tutto l’arco alpino anche se per alcune sottospecie come Aconitum napellus ssp. neomontanum e Aconitum anthora, è riportata una preferenza per i suoli calcarei.

Le principali associazioni in cui è possibile trovare l’Aconito:

- Vegetazione dei riposi e delle stalle
- Praterie seminaturali: i pascoli a nardo
- Le alte erbe
- Alnete a ontano verde

Vegetazione dei riposi e delle stalle

L’inserimento dell’uomo nell’ambiente naturale ha portato radicali modifiche nelle strutture vegetazionali spontanee: spesso queste sono state del tutto rimosse e sostituite con nuovi tipi di vegetazione impostata e curata dall’uomo.
La presenza del bestiame sul pascolo comporta una parziale restituzione di sostanze organiche e minerali attraverso le deiezioni il cui valore ecologico è ben noto agli alpigiani che lo sfruttano come concimazione.
La concimazione azotata ha come effetto principale di esaltare lo sviluppo delle parti vegetative (foglie e fusti) in molte piante erbacee, aumentandone il valore foraggero.

Ci sono situazioni in cui l’accumulo di letame nel suolo è tale da superare la capacità di ossidazione della microflora. La conseguenza è uno stato edafico eccessivamente ricco di sostanze azotate che può essere tollerato solo da un ristretto gruppo di specie vegetali dette nitrofile.

Tra le specie nitrofile presenti nei nostri orizzonti alpino e subalpino ci sono ad esempio Aconitum napellus, Rumex alpinus e altri Romici, Senecio alpinus, Chenopodium bonus-henricus, Alchemilla pratensis, alcune Poaceae tra cui Poa pratensis.
Il Rumicetum alpini è la più frequente delle associazioni nitrofile alpine e subalpine che spesso sostituisce il Nardeto nei pressi di stalle e riposi.



 

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