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| Tecnologie ottiche innovative |
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| di Cristina Gandola | |
| Martedì 13 Ottobre 2009 17:31 | |
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Fibre otticheLe fibre ottiche trasportano i dati e formano l’impalcatura di Internet. All’epoca le fibre ottiche non sembravano promettenti a causa dell’elevata attenuazione, infatti, solo l’1% della luce inviata veniva trasmessa a 20 metri di distanza. Charles Kao ebbe il merito di prestare maggiore attenzione alle proprietà del materiale piuttosto che alla fisica della luce così scoprì le cause dell’attenuazione nella fibra ottica: impurità di ferro causavano l’assorbimento e la dispersione della luce. Dopo numerosi studi volti a capire come viaggia la luce alle diverse lunghezze d’onda attraverso diversi materiali, Kao e colleghi trovarono che il biossido di silicio (la silice) risulta essere il materiale migliore sebbene difficile da lavorare. Sulla base del lavoro di Kao, nel 1970 i ricercatori della Corning Glass Works realizzarono le prime fibre ottiche a bassa dispersione mediate una camera di reazione ad alta pressione. Nello stesso periodo altri gruppi di ricerca perfezionarono la tecnica al fine di ridurre i costi di produzione. Le fibre ottiche moderne sono perfino migliori rispetto alle più rosee previsioni di Kao: perdono appena il 5% della luce su una distanza pari a un chilometro. Nel 1988 la prima fibra ottica intercontinentale, lunga 6000 chilometri, collegò l’Europa con l’America ed oggi sono presenti più di un miliardo di chilometri di fibre ottiche nel mondo. Charge-Coupled DeviceIl CCD (Charge-Coupled Device), sviluppato nel 1969 da Boyle e Smith, è un dispositivo che converte le immagini in segnali elettrici rivoluzionando il mondo della fotografia e del digital imaging. Boyle e Smith crearono un chip di silicone la cui superficie risulta coperta da una griglia di semiconduttori che stoccano gli elettroni in modo proporzionale all'intensità della radiazione elettromagnetica che colpisce il singolo condensatore. Il vantaggio del CCD rispetto alle pellicole sensibili alla luce e perfino rispetto all’occhio umano è la sua elevata sensibilità. Un anno dopo l’invenzione, Boyle e Smith misero a punto il prototipo di una videocamera basata sulla tecnologia del sensore digitale e nel 1981 vennero sviluppate le prime videocamere CCD. Oggi la tecnologia CCD è in competizione con un altro chip per il digital imaging, il CMOS (complementary metal-oxide-semiconductor). Entrambi si basano sull’effetto fotoelettrico però CMOS sfrutta un sistema che permette il risparmio di energia e prolunga quindi la durata della batteria. Tuttavia i sensori CMOS non sono sensibili quanto quelli CCD che rimangono pertanto la migliore soluzione per le applicazione avanzate come nel campo dell’astronomia e della medicina. |
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