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| Farmacovigilanza in oncologia |
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| di Chiara Chiodini | |
| Sabato 06 Settembre 2008 13:19 | |
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Per altre neoplasie, invece, è possibile ottenere un efficace effetto palliativo, seguito da un prolungamento della sopravvivenza globale del paziente. Allo stato attuale, infatti, i Medici Oncologi hanno a disposizione oltre 40 farmaci antineoplastici. La chemioterapia come risposta al cancroEsistono diversi tipi di chemioterapia:
La chemioterapia può prevedere l'impiego di un solo farmaco (monochemioterapia) o di un'associazione di 2 o più farmaci (polichemioterapia). La polichemioterapia, in particolare, si prefigge lo scopo di aumentare l'efficacia terapeutica sfruttando il diverso meccanismo d'azione dei farmaci. La scelta della terapia più opportuna dipende comunque da diversi fattori, quali il tipo e le caratteristiche specifiche della neoplasia, l'età del paziente, le sue condizioni generali (PF, performance status) e l'eventuale presenza di malattie concomitanti. Effetti indesideratiGli effetti collaterali degli agenti antineoplastici costituiscono un aspetto molto importante della chemioterapia e vengono ritenuti quasi sinonimi dall'opinione pubblica. Queste manifestazioni tossiche si determinano in quanto, analogamente alle cellule tumorali, anche quelle sane sono sensibili ai vari farmaci chemioterapici. Le cellule dell’organismo maggiormente colpite dalla terapia sono quelle del midollo osseo, della cute, dei bulbi piliferi e delle mucose che rivestono la bocca e il tubo digerente. Paradossalmente, nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza il numero di reazioni avverse segnalate con questi medicinali è proporzionalmente più basso rispetto a quello dei normali farmaci. A che cosa è dovuto questo under-reporting? L’importanza della segnalazioneMolte tossicità legate all’utilizzo degli agenti antineoplastici, come, ad esempio, mielodepressione, mucositi, nausea, vomito e alopecia, sono attese (listed) e frequenti a causa del ristretto indice terapeutico di questi farmaci, ed interessano anche fino al 100% dei casi. Alcuni Medici sostengono che, a fronte di effetti avversi già noti, la necessità di segnalare ogni evento indesiderato impone un faticoso e inutile lavoro burocratico. Spesso, le nuove terapie hanno mostrato l’insorgere di effetti avversi e problematiche inaspettate. A fronte di ciò, la farmacovigilanza, come pratica e cultura della segnalazione, è di fondamentale importanza per individuare reazioni rare e gravi e per definire completamente il profilo di sicurezza del farmaco. Bisogna infatti considerare che, per i farmaci oncologici, è frequente il fenomeno della rapida immissione in commercio prima che si concluda la fase della sperimentazione. Si tratta di una procedura “accelerata”, basata su risultati d’efficacia intermedi. Questi farmaci, dunque, non sono ancora conosciuti nel loro profilo di sicurezza globale, elemento che permette di valutare il miglioramento della qualità di vita del paziente. Per questo motivo risulta di particolare importanza la segnalazione degli eventi avversi, anche se non gravi e già noti, al fine di poterli classificare non solo nella situazione particolare dei trials, ma anche nella pratica clinica quotidiana. Il registro dei farmaci oncologiciL’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha istituito, a questo proposito, il Registro dei farmaci oncologici sottoposti a monitoraggio. |
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