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| La proteina che rallenta l'invecchiamento |
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| di Cristina Gandola | |
| Lunedì 11 Maggio 2009 15:48 | |
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Nello studio, pubblicato sulla rivista Science, i ricercatori della University of Washington hanno scoperto che il nematode Caenorhabditis elegans vive più a lungo se il suo corredo genetico consente alle cellule di attivare la risposta ipossica (reazione protettiva delle cellule in condizioni di scarsità di ossigeno) anche in normali condizioni di ossigeno. Non solo questi nematodi vivono di più ma le loro cellule risultano anche relativamente libere da proteine tossiche che si accumulano con il passare del tempo. La definizione dei meccanismi molecolari che prevengono l'accumulo di queste proteine nelle cellule potrebbe essere il punto di partenza per lo studio di nuovi target terapeutici per le numerose malattie degenerative che colpiscono l'uomo in età avanzata. Matt Kaeberlein e colleghi hanno scoperto il ruolo "allunga vita" della risposta ipossica mentre studiavano i meccanismi attraverso cui le restrizioni alimentari rallentavano l'invecchiamento nei nematodi. Le restrizioni alimentari sono note per aumentare la lunghezza della vita in numerosi organismi, sono stati svolti studi in particolare su nematodi, mosche e topi. Lo stesso team di ricercatori aveva in precedenza scoperto che le restrizioni alimentari proteggono anche contro l'aggregazione tossica di proteine nei modelli animali (nematodi) di Alzheimer e Corea di Huntington. Gli studi genetici, tuttavia, hanno mostrato che l'aumento di longevità dato dalla risposta ipossica è indipentente dai risultati ottenuti con le restrizioni alimentari. "Queste scoperte suggeriscono che la risposta ipossica promuove la longevità e riduce l'accumulo di proteine tossiche attraverso un meccanismo che differisce sia da quello indotto dalle restrizioni alimentari sia rispetto alla risposta insulinica. Il fattore chiave che controlla la risposta ipossica è la proteina HIF, a sua volta regolata dall'espressione di un'altra proteina chiamata VHL-1. VHL-1 determina la degradazione di HIF da parte del proteasoma ed è proprio la degradazione della proteina che evita l'innesco della risposta ipossica in condizioni di ossigenazione nella norma. I ricercatori hanno scoperto che i nematodi incapaci di sintetizzare VHL-1 mostravano una maggiore persistenza di HIF anche in presenza di ossigeno. Gli animali carenti in VHL-1 risultavano anche più resistenti nei confronti delle proteine tossiche note per causare Alzheimer e Corea di Huntington, inoltre le loro cellule accumulavano meno lipofuscina, pigmento che si pensa essere un indicatore della salute animale durante l'invecchiamento. "Queste osservazioni potrebbero suggerire che la risposta ipossica non solo aumenta la longevità , ma aumenta anche lo stato di buona salute e protegge contro i processi molecolari che portano allo sviluppo di malattie neurodegenerative" afferma Kaeberlein. La capacità di risposta ipossica come anche le proteine HIF e VHL-1 sono presenti in tutti gli organismi, dai nematodi all'uomo. Con tutte le cautele del caso, questo potrebbe aprire in futuro nuove possibilità riguardo alla modulazione dell'attività di HIF come parte di un trattamento volto a ridurre l'incidenza delle patologie associate all'età e forse perfino a rallentare l'invecchiamento nell'uomo. HIF regola l'attività di numerosi fattori coinvolti nella crescita e nella resistenza allo stress. Uno o più di questi fattori potrebbe essere la chiave per capire come la proteina HIF svolga un'azione protettiva nei confronti dell'invecchiamento negli animali, questo è il principale traguardo a cui mirano i ricercatori al momento. "Se riusciremo a capire in modo molto approfondito come HIF rallenta l'invecchiamento, potremmo sviluppare terapie efficaci per trattare le patologie legate all'età " afferma Kaeberlein. LipofuscinaE' un pigmento bruno o giallo parzialmente solubile nei grassi. |
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