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| Obesità e infiammazione cronica del tessuto adiposo |
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| di Cristina Gandola | |
| Lunedì 07 Settembre 2009 18:45 | |
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L’infiammazione cronica a livello del tessuto adiposo è nota come fattore che promuove numerose patologie associate all’obesità , dal diabete alle malattie cardiovascolari. In questo ambito, il ruolo della proteina Angptl2 (angiopoietin-like protein 2) consiste nell’innescare la cascata infiammatoria. La scoperta potrà aprire la strada allo studio di terapie più appropriate per limitare l’impatto dell’obesità e delle patologie metaboliche sulla salute umana. La proteina Angptl2 (angiopoietin-like protein 2), identificata su modello murino, mostra livelli elevati in numerosi organi ed in particolar modo nel tessuto adiposo. Angptl2 è stata trovata anche nell’essere umano: sono stati riscontrati alti livelli della proteina a livello ematico in soggetti con elevato indice di massa corporea e alti livelli di insulina. I ricercatori hanno condotto le proprie indagini su modello murino verificando che la delezione di Angptl2 riduce l’infiammazione a livello del tessuto adiposo e la resistenza insulinica nei topi obesi, mentre la sovra espressione di questa proteina causa l’aumento dello stato infiammatorio locale e della resistenza insulinica in topi non obesi. Angptl2 è una proteina secreta nel tessuto adiposo i cui livelli ematici risultano correlati all’obesità , alla resistenza insulinica e all’infiammazione sia nei topi sia nell’uomo. L’attivazione costitutiva della proteina Angptl2 in vivo causa l’infiammazione del tessuto vascolare che risulta in una abbondante adesione dei leucociti sulle pareti dei vasi e in un aumento della permeabilità . I risultati della ricerca portano a pensare che Angptl2 sia un mediatore dello stato infiammatorio derivato dagli adipociti e che rappresenti un fattore chiave che collega l’obesità alla resistenza insulinica. Questa proteina è quindi un nuovo target molecolare che potrebbe essere impiegato per migliorare la diagnosi e il trattamento dell’obesità e delle patologie metaboliche ad essa legate. Sebbene il ruolo della proteina Angptl2 non sia stato ancora del tutto chiarito negli animali e negli esseri umani sani, la ricerca mostra che i topi in cui è stato silenziato il gene per Angptl2 risultano completamente normali sia alla nascita sia durante lo sviluppo. Per questo motivo i ricercatori pensano che lo sviluppo di trattamenti farmacologici volti a ridurre l’espressione della proteina avrebbero una elevata utilità e un basso impatto per quanto riguarda gli effetti avversi. |
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