Password dimenticata?
Home Salute Omega 3 e tumore alla prostata
Share to Facebook Share to Twitter Share to MySpace Stumble It Share to Reddit Share to Delicious Share to Google Buzz 
Omega 3 e tumore alla prostata Stampa E-mail
di Cristina Gandola   
Martedì 19 Maggio 2009 14:43
Olio

L'acido alfa linolenico (ALA), un grasso omega 3 presente nei vegetali, potrebbe aumentare lievemente il rischio di cancro alla prostata nell'uomo.

Gli acidi grassi omega 3 sono molto importanti per mantenere in salute il nostro organismo, sono fondamentali in gravidanza per il corretto sviluppo fetale e contribuiscono a ridurre il rischio di patologie cardiovascolari.

Questi acidi grassi si trovano principamente negli oli di pesce e negli oli vegetali.

Il tipo di grasso contenuto nel pesce non risulta associato a rischi per la salute, mentre recenti studi mettono in luce che l'acido alfa linolenico, presente nei vegetali come germogli di soia, olio di canola, olio di semi di lino e noci, pare essere implicato come possibile fattore di rischio per il tumore alla prostata.

Tale rischio risulta comunque molto modesto e riguarda, ovviamente, solo il sesso maschile. Ciò non toglie che la maggior parte degli omega 3 consumati sono di origine vegetale e quindi ALA.

I ricercatori della University of California San Francisco, guidati da Joel Simon, medico e professore di medicina clinica, epidemiologia e biostatistica, hanno condotto uno studio recentemente pubblicato sulla rivista American Journal of Clinical Nutrition, in cui hanno unito tutti i risultati ottenuti dalle ricerche svolte su ALA dal 1963 al 2007 con lo scopo di verificare una possibile associazione con il rischio di tumore alla prostata. Inizialmente, nei dati raccolti, era stato riscontrato un aumento del 20% del rischio di tumore alla prostata.
Tale valore è stato ottenuto comparando i livelli più alti con quelli più bassi di ALA, misuranti in base al consumo alimentare, ai livelli presenti nel sangue e ai livelli di tessuto adiposo.

Vista l'eterogeneità degli studi analizzati, i ricercatori non potevano trarre conclusioni statisticamente significative.
Solo a questo punto hanno valutato opportuno considerare anche i bias di pubblicazione.

I bias di pubblicazione sono dovuti alla tendenza dei ricercatori a non pubblicare risultati neutri o negativi.

In questo contesto sono i risultati che non indicano l'associazione tra ALA e tumore alla prostata.
Includendo nelle loro analisi anche questo consistente insieme di dati, i ricercatori hanno verificato che il rischio di tumore alla prostata scompariva.

Un altro dato interessante riguarda l'analisi dei risultati ottenuti in ricenti studi prospettici mirati alla ricerca dei fattori di rischio per il tumore alla prostata, in base ai quali non è stato trovato alcun nesso con il consumo alimentare di ALA.

Sebbene queste informazioni possano rassicurare tutti gli assidui consumatori di acidi grassi omega 3, bisogna comunque prendere i risultati con cautela, infatti "alti livelli di consumo di ALA potrebbero comportante un lieve aumento del rischio di sviluppare tumore alla prostata" afferma Simon.

In attesa di ulteriori studi, si può quindi affermare che non c'è alcun pericolo per la salute adottando un normale consumo di alimenti vegetali ricchi in omega 3, l'importante è non esagerare.

 

L'esperto risponde

Il Farmacista Risponde
Vai alle risposte

Newsletter

GRATIS sulla tua casella di posta la newsletter di ScienzeNews.IT


Segnalaci un evento scientifico
info@scienzenews.it

ULTIME NOTIZIE
Leggi gli ultimi articoli pubblicati

APPUNTAMENTI
Eventi selezionati da ScienzeNews.IT

ARCHIVIO APPUNTAMENTI

CD e DVD Personalizzati

Tag Clouds