GRATIS sulla tua casella di posta la newsletter di ScienzeNews.IT
| Psoriasi e tessuti |
|
|
| di Chiara Chiodini | |
| GiovedĂŹ 15 Aprile 2010 14:06 | |
|
La cute riveste un ruolo fondamentale nel proteggere l'organismo umano dall'ambiente esterno. La protezione della cute, invece, viene espletata dagli indumenti indossati dallâuomo. Inizialmente, le fibre naturali di tipo cellulosico e di tipo proteico hanno rappresentato lâindumento utilizzato dai nostri antenati al solo scopo di proteggere il corpo da qualsiasi insulto che potesse danneggiarlo. Alla fine del secolo scorso, grazie ai progressi compiuti in ambito chimico, è stato possibile sintetizzare polimeri complessi da sostanze chimiche semplici, arrivando alla produzione delle diverse tipologie di fibre artificiali. Gli indumenti devono sovrapporsi in modo armonico al mantello cutaneo, favorendo lo svolgimento delle varie attivitĂ fisiologiche della cute. Un buon tessuto, infatti, dovrebbe proteggere senza modificare in modo negativo la qualitĂ del rapporto cute-ambiente esterno. Interazione fra cute e tessutiAttraverso il contatto diretto con la pelle, i tessuti possono prevenire alcune patologie o migliorare l'andamento di altre giĂ esistenti, come avviene, ad esempio, attraverso lâutilizzo di tessuti elastocompressivi, impiegati nelle patologie venose. Dermatite da contatto Il quadro clinico delle dermatiti causate da prodotti tessili è rappresentato principalmente dalla dermatite allergica da contatto. Questa situazione è caratterizzata da manifestazioni cutanee che, secondo la fase evolutiva, possono essere eritemato-edematose, vescicolari, crostose, desquamative, o piĂš spesso polimorfe. Si possono manifestare forme acute, acute-recidivanti o croniche. In particolare, la dermatite allergica da contatto è piĂš spesso causata dal contatto con indumenti nei quali siano presenti coloranti sintetici di tipo azoico e antrachinonico. Le singole fibre determinano, poi, specifici e differenti quadri clinici: la lana, ad esempio, è in grado di causare fenomeni irritativi acuti e cronici, il nylon può causare dermatite e orticaria da contatto. La seta La seta è una fibra proteica di origine animale che viene prodotta da alcuni insetti della specie Bombyx mori. E' composta fondamentalmente da due proteine: la fibroina e la sericina che vengono sintetizzate nelle ghiandole serigene - la fibroina cristallizza e assume una struttura spaziale caratteristica insolubile formando due lunghe catene fibrose orientate, la sericina invece forma una soluzione concentrata solubile, con funzioni idratanti, protettive, lubrificanti e di collante per i filamenti di fibrina. Grazie alla struttura simile a quella dei capelli umani, la seta è stata a lungo indicata come il tessuto maggiormente biocompatibile. Recenti evidenze di letteratura, invece, hanno dimostrato come la sericina sia responsabile di alcune irritazioni cutanee e, piĂš raramente, di alcune forme di sensibilizzazione allergica. Psoriasi e tessutiLa psoriasi causa unâeccessiva secchezza della pelle, che porta a un prurito intenso e ad una dermatite cronica. La pelle di un paziente psoriasico appare calda in quanto infiammata, a superficie rugosa, per la presenza di squame secche, e ricoperta spesso di medicamenti untuosi. Uno dei maggiori disagi di tale condizione è il prurito derivante dal contatto con alcuni tipi di tessuti particolarmente aggressivi. Pertanto, lâutilizzo sulla pelle psoriasica di indumenti freschi, estremamente lisci e con alto potere di oleorepellenza può offrire un importante contributo al miglioramento della qualitĂ della vita di questi pazienti. Nuovi studi sulla gestione della psoriasiPer cercare una soluzione efficace alle complesse problematiche causate dal contatto tra indumenti e lesioni psoriasiche, il Prof. Lo Scocco, primario del reparto di Dermatologia dellâOspedale di Prato, ha avuto lâidea del tutto innovativa di ricercare un tessuto che rispondesse alle specifiche esigenze del paziente che soffre di psoriasi. In una prima fase, è stata richiesta la compilazione di un questionario a risposta multipla e aperta da parte di 100 pazienti psoriasici di entrambi i sessi e di etĂ compresa fra i 18 e i 75 anni. Scopo del questionario era raccogliere dati circa le problematiche personali relative al rapporto tra la dermatosi conclamata e gli indumenti indossati quotidianamente per il lavoro e il tempo libero. In questo modo, è stato possibile individuare le caratteristiche che dovrebbe possedere un tessuto speciale confezionato per soggetti affetti da psoriasi. Il tessuto in grado di rispondere ad ogni esigenza segnalata nel questionario si chiama Tepso ed è stato realizzato nei laboratori del Gruppo Lenzi in collaborazione con il prof. Bartolini, direttore dei laboratori dellâIstituto tecnico âT. Buzziâ di Prato. Il Gruppo Lenzi è specializzato nel settore dei tessuti non convenzionali ed ha recentemente realizzato il primo tessuto al mondo capace di soddisfare le particolari esigenze dei malati di Psoriasi. Tepso è realizzato con una speciale fluoro-fibra sintetica ed ha la capacitĂ di svolgere unâazione antimicrobica e antimicotica.  Il tessuto Tepso è stato testato clinicamente nel reparto di Dermatologia dellâOspedale di Prato. Tra giugno e settembre 2009, contestualmente alla compilazione di un ulteriore questionario, sono stati selezionati 12 pazienti a cui è stato fornito un kit completo di capi realizzati con il nuovo tessuto. l Gruppo Lenzi ha intanto creato una linea di abbigliamento e biancheria intima, commercializzata in tutto il mondo con il marchio TepsoÂŽÂ , coperto da brevetto internazionale. Caratteristiche del nuovo tessuto Si tratta di un filato altamente tecnologico, usato finora solo in chirurgia oftalmologica, per abiti ad alta resistenza allo sfregamento e per ricoprire superfici sottoposte ad alte temperature. Tepso è stato realizzato impiegando diverse tipologie di fibre derivanti da macromolecole lineari, ottenute a partire da monomeri alifatici fluorurati. Il filato si presenta ad alta densitĂ , con bassi livelli di frizione e di abrasione, e in grado di consentire, di fatto, una riduzione drastica dellâirritazione dellâepidermide. Inoltre, la sua elevata oleo-repellenza e la notevole resistenza allâusura, rendono tale tessuto ideale per lavaggi frequenti, agevolando la rimozione dei materiali estranei depositatesi sulla fibra (in particolare creme e unguenti). La compilazione di un ulteriore questionario, al termine del periodo di prova, ha permesso di evidenziare come, anche dal punto di vista soggettivo, sia stato riferito un basso coefficiente dâattrito della nuova fibra fluorurata rispetto al tessuto tradizionale; i pazienti hanno riferito, infatti, un immediato senso di freschezza, in grado di favorire il sollievo della pelle malata e una notevole scivolositĂ che riduce i fastidiosi effetti dello sfregamento dei tessuti tradizionali. Nessuna differenza è stata rilevata, invece, rispetto ai capi normalmente utilizzati per le macchie dâunto che, in ogni caso, appaiono facilmente asportabili se emulsionate. I pazienti, inoltre, hanno sottolineato come il nuovo tessuto abbia una resistenza allâusura superiore rispetto ai tessuti normalmente utilizzati.
Si ringrazia per la consulenza il Professor Giovanni Lo Scocco, primario del reparto di Dermatologia dell'Ospedale di Prato |