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| Ecologia degli aconiti |
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| di Cristina Gandola | ||||||||
| Sabato 28 Giugno 2008 00:00 | ||||||||
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Piante tipicamente alpine, alcuni aconiti possono spingersi a scendere anche a basse quote come Aconitum vulparia e Aconitum paniculatum, che possono vivere tra i 200 e i 2000 metri s.l.m.. Le numerose sottospecie in cui il gruppo di Aconitum napellus viene suddiviso presentano un particolare ciclo biologico adatto alle condizioni ambientali rigide e poco favorevoli per la crescita che perdurano per parecchi mesi all’anno; le piante alpine, infatti, devono essere in grado di fiorire e fruttificare rapidamente. Le gemme sono in grado di distendersi solo se hanno attraversato un periodo di temperature basse durato mesi; questo serve ad evitare che in seguito ad occasionali e momentanei aumenti di temperatura durante autunno ed inverno, la gemma inizi a sbocciare. I fiori, numerosi e provvisti di nettare, hanno colore intenso e struttura complessa. Queste caratteristiche li rendono vistosi e attraenti per gli insetti pronubi di cui la pianta si avvale per l’impollinazione. Maggiori saranno queste caratteristiche, migliore sarà la riproduzione e questo serve per assicurare una maggiore resa in semi e quindi migliori garanzie per la sopravvivenza della specie. |
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