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| Oppio nei semi di papavero per uso alimentare |
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| di Cristina Gandola | |
| Venerdì 25 Novembre 2011 17:37 | |
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I semi di papavero, ricavati dalle piante della Specie Papaver somniferum L., vengono largamente usati in numerosi Paesi Europei per la preparazione di prodotti da forno dolci e salati, in molti piatti come ingrediente, condimento o decorazione e per produrre olio edibile. Sebbene i semi di papavero non contengano alcaloidi, possono essere contaminati quando le piante subiscono l'attacco di parassiti oppure in fase di raccolta. Il principale alcaloide presente nei semi contaminati è la morfina a cui seguono codeina, tebaina, noscapina e papaverina. Gli effetti avversi causati dall'ingestione di questi alcaloidi con i semi di papavero sono dovuti alla presenza di morfina e codeina che agiscono sul sistema nervoso centrale e periferico causando sedazione, sonnolenza e difficoltà respiratoria, la papaverina agisce invece come miorilassante. Effetti riferibili alla morfina sono stati osservati in concomitanza all'ingestione di semi di papavero contaminati con gli alcaloidi dell'oppio, tuttavia le segnalazioni su questo tipo di reazioni avverse sono poche. L'uso alimentare dei semi di papavero varia notevolmente da Paese a Paese, in alcune cucine tipiche delle regioni centro-orientali dell'Europa se ne fa largo uso soprattutto nel pane, nei dolci da forno e nei prodotti da pasticceria, mentre in altre regioni l'uso è limitato alla semplice decorazione degli alimenti. I prodotti di pasticceria risultano più ricchi di alcaloidi mentre nel pane e nei prodotti da forno le concentrazioni sono mediamente più basse. L'ingestione di grandi quantità di semi del papavero può portare ad una significativa esposizione agli effetti della morfina. Queste stime sono risultate valide soprattutto per 3 Paesi centro-europei in cui l'uso alimentare dei semi di papavero è molto diffuso e dove sono presenti dati scientifici a riguardo. L'esposizione alla morfina è risultata in alcuni casi superiore alla dose massima di riferimento, soprattutto nei bambini fra i 3 e i 10 anni che possono occasionalmente superare i 10 microgrammi di morfina per kg di peso corporeo. Il contenuto di alcaloidi nei semi di papavero può essere ridotto drasticamente, fino al 90%, pretrattando e processando i semi. I metodi più efficaci per abbattere il contenuto di alcaloidi e quindi ridurre il rischio di ingerire tali sostanze sono lavare, mettere in ammollo, macinare o trattare termicamente i semi. Appare pertanto chiaro che il rischio di assumere dosi significative di alcaloidi dell'oppio è legato principalmente al consumo dei semi di papavero non trattati. Infatti i dati provenienti dalla Germania - dove i cibi contenenti elevate quantità di semi di papavero sono molto diffusi - risultano simili a quelli di altri Paesi Europei dove i semi di papavero vengono impiegati come semplice decorazione o condimento. Ciò è dovuto al tipo di processo (cottura) a cui sono stati sottoposti gli alimenti prima di essere consumati. OppioIl papavero da oppio (Papaver somniferum L.) contiene nel suo lattice alcaloidi ad effetto narcotico come morfina e codeina, sostanze che vengono impiegate nella pratica clinica per il trattamento del dolore. Gli alcaloidi dell'oppio sono presenti nel lattice che permea tutti i tessuti della pianta ad eccezione dei semi. Il lattice rilasciato dall'incisione delle capsule immature viene essiccato e si chiama oppio. L'oppio ha un contenuto di alcaloidi compreso tra il 20% e il 25%. La morfina è in genere l'alcaloide più abbondante. |
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