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| Un approccio alternativo per la diagnosi precoce del tumore |
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| di Cristina Gandola |
| Lunedì 04 Aprile 2011 14:01 |
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Per cercare una spiegazione i ricercatori hanno indagato in numerosi settori valutando cause virali, immunologiche e genetiche senza mai raggiungere un risultato apprezzabile e risolutivo. Le ricerche condotte dal dott. Armando Vecchietti portano invece ad un nuovo e diverso approccio alla malattia: il cancro non è la malattia di una cellula, ma la malattia di tutto l’organismo e scaturisce da una situazione bio energeticamente debole dell'individuo.
Le cellule iniziano a riempirsi di vescicole che mostrano una spiccata tendenza ad aggregarsi e a fondendosi tra loro. Queste nuove aggregazioni progrediscono a spese della cellula originale che progressivamente ma inesorabilmente perde la sua originale identità . Dalla ulteriore maturazione di queste nuove strutture si forma sempre una cellula particolare: la cellula a forma di clava. La cellula a forma di clava è una cellula completamente nuova ed molto importante nell’evoluzione del processo canceroso poiché anticipa e preannuncia la formazione della prima massa tumorale sebbene non indichi il punto esatto in cui ciò accadrà . Tutte queste modificazioni cellulari avvengono in tempi relativamente lunghi ma assumono un ritmo continuo, lento e incessante. Riconoscere tali modificazioni in tempo e nei vari stadi di sviluppo, significa poter fare una precocissima diagnosi di cancro ancora prima che si formi la massa tumorale o la cellula cancerosa pienamente sviluppata. Le nuove cellule a forma di clava inizialmente immobili hanno una evoluzione ulteriore fino a diventare capaci di movimento e in tal modo raggiungono il punto più alto del loro ciclo vitale. Quando si notano queste cellule la massa tumorale è ben presente e la malattia sviluppata è molto avanzata. Tale processo si auto-alimenta con la morte delle cellule cancerose stesse. La putrefazione generata dalla loro morte innesca una nuova reazione vescicolare delle cellule ancora sane che replicano e perpetuando il processo fin qui descritto fino alla morte dell’individuo. Pertanto il processo canceroso può essere suddiviso in due fasi contrapposte:
Mentre la prima fase può durare anni senza che il paziente se ne accorga, la seconda fase dura solo poche settimane. Con i test energetici è possibile capire con largo anticipo se l’organismo sta scivolando o meno verso una patologia cancerosa appunto osservando le varie fasi sopra descritte. Per concludere:
Per chi volesse saperne di più, per approfondimenti, osservazioni e contatti con il dott. Vecchietti è possibile visitare il sito www.cellulacancerosa.it
Si ringrazia il dott. Armando Vecchietti per la collaborazione |
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