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| Cromatografia liquida ad alta prestazione |
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| di Cristina Gandola | |
| Giovedì 02 Settembre 2010 21:02 | |
![]() L'HPLC (cromatografia liquida ad altra prestazione) sfrutta pressioni elevate, ha un buon grado di risoluzione e consente di ottenere con rapidità la separazione delle sostanze. E' una tra le tecniche cromatografiche maggiormente in uso sia in ambito industriale sia nella ricerca medica e scientifica. L'HPLC, tecnica cromatografica diffusa, efficace e versatile, rappresenta la naturale evoluzione strumentale della cromatografia su colonna a bassa pressione e delle sue varianti, infatti le elevate prestazioni che si possono ottenere con l'HPLC ne giustificano ampiamente il nome: in pochi minuti si possono separare miscele anche molto complesse ed è possibile determinare la composizione quantitativa oltre ad ottenere informazioni sulla natura chimica delle sostanze sottoposte ad analisi. L'HPLC è uno strumento di analisi rapido e di facile impiego che consente di indagare un ampio range di sostanze. L'obiettivo principale di una analisi cromatografica è: ottenere una separazione completa di una miscela in tempi relativamente brevi. Se una specie chimica non è eccessivamente volatile ed è abbastanza stabile in soluzione e si individua il solvente adatto, esistono buone probabilità di poterla separare dalle sue miscele tramite HPLC – capace di sfruttare bene il potere solvente di entrambe le fasi per avere condizioni ottimali di separazione così da migliorare la selettività del sistema. Fra i campi di applicazione più tipici dell'HPLC è possibile ricordare quello dei farmaci e dei polimeri, è usato ampiamente per la separazione di miscele di origine biologica e per l'analisi di ioni inorganici. Analisi con HPLCIl campione va opportunamente preparato affinché risulti il più limpido possibile, sciolto nel solvente migliore e ad una concentrazione idonea - nell'ordine delle ppm. Il tempo intercorso tra il momento dell’iniezione e la comparsa del picco è detto tempo di ritenzione ed è un elemento identificativo della sostanza corrispondente a quel picco. Gli spettri di assorbimento delle sostanze separate in colonna sono ottenuti grazie al sistema di rivelazione che è solitamente costituito da uno spettrofotometro, da un fluorimetro o da uno spettrometro di massa. Con HPLC è possibile eseguire analisi di tipo analitico e semipreparativo: Il computer collegato al sistema è dotato di appositi software che permettono di impostare il programma di analisi più idoneo e di operare un controllo sulle analisi oltre che archiviare e consentire confronti tra gli spettri ottenuti dal campione in esame e quelli presenti in libreria spettrale – si tratta di una raccolta di spettri corrispondenti a specifiche sostanze ottenuti da analisi precedentemente effettuate - indicandone la somiglianza espressa con un indice percentuale. Separazione delle sostanze: le interazioni con fase mobile e fase stazionariaLa separazione avviene grazie alla diversa polarità delle sostanze e alla loro diversa interazione con le fasi mobile e stazionaria. La fase stazionaria è posta in colonna e si tratta di un solido poroso costituito da particelle di dimensioni dell’ordine di μm. Nel caso si utilizzi una miscela, si può avere una eluizione isocratica se la percentuale relativa dei solventi viene mantenuta costante oppure si avrà un'eluizione in gradiente di polarità se la percentuale relativa dei solventi viene fatta variare durante l’analisi - questa possibilità consente spesso di separare meglio le diverse sostanze migliorando la risoluzione e ottimizzando i tempi di lavoro. La colonnaLa cromatografia liquida ad altra prestazione permette ottime separazioni grazie all’uso di colonne di acciaio inossidabile capaci di sopportare alte pressioni. Per preservare la colonna in modo che non perda prematuramente il suo potere risolutivo, è utile installare una precolonna tra l’iniettore e la colonna vera e propria con lo scopo di trattenere eventuali impurità presenti nel campione che altrimenti finirebbero nella colonna. Oggi si tende ad usare colonne sempre più corte e di diametro stretto, con fase stazionaria di granulometria fine (3 micrometri) ma, nella pratica comune, una tipica separazione con HPLC prevede ancora l'uso di una colonna da 25 cm di lunghezza e 4-5 mm di diametro riempita con una fase stazionaria da 5 micrometri, in genere il flusso applicato è di 1 ml/minuto. Il potere di risoluzione di una colonna cromatografica aumenta all’aumentare della lunghezza della colonna stessa e del numero di piatti teorici presenti per unità di lunghezza, ma esistono limiti alla lunghezza di una colonna in relazione all’allargamento dei picchi. I solventiÂI solventi usati per HPLC devono essere puri, anche piccole tracce di contaminanti alterano le caratteristiche della colonna e interferiscono con il sistema di rivelazione. I solventi puri per HPLC devono essere degassati prima dell'uso, lo scopo è di evitare la formazione di bolle di gas nelle pompe. Il solvente viene degassato mediante: riscaldamento, agitazione vigorosa con agitatore magnetico, o sottovuoto, con ultrasuoni o facendo gorgogliare elio nel recipiente che lo contiene. BibliografiaCozzi R., Protti P., Ruaro T. - Elementi di analisi chimica strumentale. Ed. Zanichelli |
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