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| Energia solare nel deserto |
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| di Cristina Gandola | |
| Giovedì 06 Agosto 2009 15:57 | |
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Questa iniziativa industriale, denominata Desertec, prevede l’analisi e lo sviluppo delle strutture tecniche, economiche, politiche, sociali ed ecologiche necessarie per la produzione di energia pulita. L’iniziativa industriale Desertec si appresta a diventare una compagnia GmbH, in base alla legge tedesca, entro ottobre 2009. E’ previsto che, dopo la costituzione della compagnia, altre aziende si uniranno al progetto. La Germania si conferma quindi uno dei Paesi più disponibili a porsi in prima linea per lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili e i benefici di tali progressi tecnologici potranno essere goduti da tutta Europa e da numerosi Paesi africani e della Penisola Arabica. Così, mentre in Italia si pianificano centrali nucleari che probabilmente saranno già obsolete appena ultimate, in Germania si guarda al futuro e si progetta la realizzazione di impianti solari che entro i prossimi dieci anni produrranno energia per coprire almeno il 15% del fabbisogno energetico europeo e una consistente parte delle necessità energetiche dei Paesi produttori. Tutto questo avverrà trasformando vaste aree del deserto del Sahara e della Penisola Arabica in una grande e inesauribile fonte di energia solare senza emissioni di gas nocivi e senza scorie da smaltire. Il solare termico è attualmente più efficiente del fotovoltaico, infatti, consente la produzione di elettricità anche di notte e nelle giornate nuvolose poiché prevede lo stoccaggio del calore prodotto. Studi scientifici rivelano che un network di impianti solari pari al 3% della superficie del deserto del Sahara potrebbe essere sufficiente nel prossimo futuro per soddisfare il fabbisogno di energia elettrica mondiale. L’avvio del progetto Desertec è stato preceduto da tre studi scientifici condotti tra il 2004 e il 2007 con lo scopo di valutare la fattibilità potenziale del rinnovabile nella regione del MENA con particolare riguardo alle necessità energetiche e idriche da oggi al 2050 oltre a fornire utili informazioni sulla realizzazione di un network per il trasporto dell’energia elettrica che colleghi le regioni del MENA e dell’Unione Europea. Le ricerche condotte tramite l’uso delle tecnologie satellitari hanno dimostrato che l’impiego di meno del 3% dell’area desertica nelle regioni del MENA potrebbe fornire abbastanza elettricità e acqua desalinizzata per il fabbisogno dei Paesi produttori e dell’Europa. Il progetto potrebbe essere operativo già dal 2019 e, in base agli studi condotti, entro il 2050 il contributo energetico potrebbe arrivare a coprire fino al 20 - 25% del fabbisogno europeo. Il progetto prevede sia la costruzione di una rete elettrica che colleghi tutti gli impianti sia di una rete che, passando sotto al Mar Mediterraneo, trasporti l’energia dal deserto all’Europa. Una delle principali difficoltà che ha impedito la realizzazione di progetti come questo fino ad oggi è l’eccessiva dispersione di energia lungo il trasporto su grandi distanze. Il progetto Desertec e la costituzione dell’iniziativa industriale aprono nuove prospettive di proficue relazioni internazionali tra Unione Europea, Nord Africa e Medio Oriente sia sotto il punto di vista politico e economico sia sotto quello ecologico in base al principio di uno sviluppo energetico globale per la sicurezza del clima e del miglioramento della qualità della vita umana. Accanto alle opportunità economiche e di sviluppo tecnologico per le aziende coinvolte nel progetto, la creazione, utilizzo e mantenimento degli impianti solari produrrà grandi benefici: Tali vantaggi saranno apprezzabili già nei prossimi anni e rappresenteranno un passo molto importante verso lo sviluppo sostenibile. Oltre alle enormi potenzialità del solare termico, bisogna ricordare che la produzione di energia eolica è particolarmente attiva in Marocco e nei Paesi dell’area circostante il Mar Rosso. L’energia solare ed eolica potrebbe essere trasportata nelle diverse regioni attraverso un sistema di reti di corrente ad alto voltaggio (High Voltage Direct Current - HVDC) e giungere in Europa con una perdita pari a solo il 15%. Se le tecnologie e i finanziamenti renderanno possibile la realizzazione degli impianti, rimangono ancora dubbi sulla fattibilità politica di tale progetto a causa dell’elevata instabilità di alcuni Paesi nord africani. Ad oggi le innovazioni tecnologiche stanno rendendo sempre più economica la realizzazione di impianti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili. |
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