Aconito

Aconitum napellus - Foto di Cristina GandolaFin dai tempi antichi l’Aconito ha suscitato interesse per la sua tossicità. Veniva usato per avvelenare frecce, uccidere lupi e altri predatori, somministrato a condannati a morte. L’estratto di aconito è considerato uno dei veleni vegetali più attivi. La droga è costituita dalle radici tuberizzate che contengono alcaloidi molto tossici, il principale è l’aconitina già letale per un uomo alla dose di 3-6 mg pari a circa 3-4 g di tubero fresco.

Attorno alla figura dell’aconito come pianta bella ma velenosa, si sono sviluppati miti e leggende popolari soprattutto in ambito europeo dove questa ranunculacea era nota in antichità più che altro per le sue proprietà tossiche e presunte proprietà magiche.

Nell’area asiatica, da sempre le preparazioni a base di estratti di aconito sono fonte sia di potenti veleni sia di ottimi rimedi medicinali.
Al giorno d’oggi l’aconito viene usato prevalentemente in fitoterapia. Si adopera quasi sempre sotto forma di tintura.
Da secoli la medicina popolare cinese e giapponese prevede l’uso di preparati a base di aconito per un grande numero di affezioni dolorose come nevralgie, emicranie, odontalgie.

Questa pianta, suscita grande interesse da parte degli scienziati sia per i possibili futuri impieghi terapeutici nella medicina ufficiale, sia in ambito sistematico. Così se da una parte il contenuto in metaboliti secondari viene indagato per le applicazioni farmacologiche, dall’altra questi composti risultano avere impiego in chemotassonomia. Lo studio della distribuzione dei composti secondari del metabolismo vegetale, come alcaloidi e flavonoidi, può essere infatti un utile strumento per classificare le specie dubbie e difficili da inquadrare in ambito sistematico con i soli caratteri morfologici, mentre la morfologia esterna è maggiormente influenzata dalle variazioni ambientali, i costituenti chimici risultano più stabili.

Aconitum napellus è un gruppo di piante erbacee perenni con radici tuberizzate, appartenente alla famiglia delle Ranunculaceae. Ha fusto eretto, poco ramificato con foglie alterne palmato-partite in 3-7 segmenti, la cui pagina superiore è verde scura lucente mentre quella inferiore è più chiara. L’infiorescenza, molto appariscente, all’apice del fusto, è composta da fiori grandi, blu-viola intenso con il caratteristico sepalo superiore a forma di elmo.
Al genere Aconitum appartengono oltre 350 specie diffuse in Asia, Europa e Nord America. La presenza del genere Aconitum in Italia è oggi documentata in tutto l’Arco Alpino con numerose specie e sottospecie.

 

Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superphylum Spermatophyta
Phylum Magnoliophyta o Angiospermophyta
Classe Magnoliopsida o dicotiledoni
Sottoclasse Magnoliidae
Ordine Ranunculales
Famiglia Ranunculaceae
Genere Aconitum
Specie Aconitum napellus
Sottospecie Aconitum napellus ssp. vulgare

Famiglia delle Ranunculaceae

Questa famiglia appartiene all’ordine delle Ranunculales che comprendono piante dall’habitus prevalentemente erbaceo, ma non mancano specie legnose o lianose.
Tale famiglia è tipicamente caratterizzata dalla presenza di specie che producono composti di natura alcaloidica oppure glicosidi cardiotonici.

Le Ranunculaceae rappresentano la famiglia più importante di tutto l’ordine e, pur essendo considerata naturale, comprende generi che presentano caratteri anche molto diversi tra loro.
Si possono annoverare circa 2000 specie riunite in 50 generi, molti dei quali sono noti come piante ornamentali (Aquilegia, Anemone, Ranunculus) o per i principi attivi in esse contenuti (Aconitum, Adonis, Helleborus).

Le Ranunculaceae hanno una distribuzione cosmopolita, con centri di origine nelle regioni temperate e fredde dell’emisfero boreale. Sono generalmente considerate una famiglia primitiva, di grande interesse ai fini della sistematica. L’interesse economico è legato ai generi che contengono principi attivi potenzialmente utili per lo sviluppo di nuovi farmaci ed ai generi ad uso ornamentale per i giardini.

Caratteri delle Ranunculaceae

Le specie appartenenti alla famiglia delle Ranunculaceae comprendono piante prevalentemente erbacee ed in parte lianose o arbustive; sono annue o perenni ed hanno spesso fusti sotterranei metamorfosati, rizomatosi o tuberosi.
Appartengono alla famiglia, forme ermafrodite e forme dioiche, entomofile e anemofile.

Foglie: a volte aggregate alla base, sono generalmente alterne, in alcuni casi opposte. Semplici o composte, per lo più stipolate, hanno la lamina che quando semplice, è settata (palmata o ancor più divisa) o intera. I margini fogliari sono interi, crenati o dentati.

Fiori: solitari, spesso peduncolati o aggregati in infiorescenze semplici o composte (cime, racemi o pannocchie), terminali o ascellari, sono generalmente actinomorfi (Ranunculus, Anemone) oppure zigomorfi (Aconitum, Delphynium). Hanno perianzio ipogino, doppio se distinto in calice e corolla con i petali (di colore verde, bianco, giallo, rosso, porpora, blu) in numero uguale o maggiore di quello dei sepali (3-6 raramente persistenti), talora trasformati in nettari e posti alla base dei sepali stessi (Ranunculus, Adonis), oppure con un solo verticillo di 3-6 o più sepali petaloidei (Anemone, Helleborus), oppure del tutto privi di perianzio (Thalictrum).
I nettari sono generalmente presenti; la secrezione del nettare avviene dal perianzio o dall’androceo (dalla base dei petali, considerati di origine staminoide).
Hanno numerosi stami liberi tra di loro e inseriti a spirale sul ricettacolo convesso. Sono gli stami più esterni che si trasformano in nettari o assumono un aspetto petaloideo.
Sul ricettacolo si trovano gli ovari, apocarpici, pluricarpellari (i carpelli rimangono indipendenti e formano tanti pistilli quanti sono i carpelli), raramente monocarpellari e sempre superi.

Frutti: sono degli acheni indeiscenti o dei follicoli deiscenti, raramente capsule. Si trovano uno o più semi per ovario; hanno un abbondante albume.
Il polline è tri-multiaperturato.

Le piante appartenenti a questa Famiglia non sono laticifere e non possiedono succhi colorati né olii essenziali, mentre sono presenti frequentemente glucosidi cardiotonici ed alcaloidi.

Caratteri del Genere Aconitum

A questo genere appartengono oltre 350 specie mesofile, il cui habitat si estende dalle regioni subalpine a quelle alpine.
Il maggior numero di specie è presente in Asia centro-orientale, le restanti sono in Europa e Nord America.
Aconitum è un genere filogeneticamente molto compatto, in cui tutte le specie presentano cariotipi simili, producono alcaloidi diterpenici e hanno morfologia fiorale comune.
Questo genere comprende piante erbacee perenni a portamento eretto o rampicante.
Sono caratterizzate da fiori il cui vessillo è composto da 5 sepali petaloidi disuguali e da un verticillo di 5 – 8 petali trasformati in nettari. Il sepalo posteriore, più grande degli altri, è a forma di elmo ed abbraccia con il suo lembo i due sepali laterali, che sono simmetrici.
I due sepali laterali contornano a loro volta i due sepali anteriori, molto sottili, che si prolungano in avanti e fungono da base d’appoggio per gli insetti pronubi.

Specie di Aconito presenti in Italia

Il genere Aconitum in Italia è presente sia nella zona alpina e subalpina sia nella zona appenninica.
Questo genere comprende diversi gruppi:
A fiori gialli o biancastri:

  • Aconitum vulparia Rchb.
  • Aconitum lamarckii Rchb.
  • Aconitum anthora L.

A fiori violetti o blu:

  • Aconitum variegatum L.
  • Aconitum paniculatum Lam.
  • Aconitum napellus L.
  • Aconitum angustifolium Bernh.

Aconitum vulparia:
si tratta di un aconito a fiore giallo, il suo habitat sono le faggete, forre montane, consorzi di malerbe boschive dai 300 ai 1200 m s.l.m.

Aconitum anthora:
ha fiori gialli, il suo habitat sono le radure montane e le zone di malga.

Aconitum variegatum:
presenta fiori bianchi, violetti o variegati ed il suo habitat sono le forre umide ed i boschi tra 500 e 2000 m s.l.m.

Aconitum paniculatum:
ha fiori violetti, lo si può trovare nei boschi, specialmente faggete, forre e radure tra i 300 e i 2000 m s.l.m.

Aconitum angustifolium:
ha fiori violetti, la presenza di questo aconito in Italia è limitata alla zona prealpina friulana. Si pensa che questo aconito sia derivato dall’incrocio tra Aconitum variegatum/Aconitum paniculatum x Aconitum napellus. Si trova nei pendii umidi, malghe dai 750 – 1600 m s.l.m.

Aconitum napellus:
presenta fiori azzurro-violetti o violetti. Il suo habitat sono i pascoli alpini e le malghe tra 600 – 2600 m s.l.m.
Aconitum napellus presenta diverse sottospecie: vulgare, neomontanum, corsicum, tauricum.

Aconitum napellus L.

Aconitum napellus è considerato dal punto di vista tassonomico un gruppo comprendente diverse forme debolmente differenziate fra loro. Queste forme presentano caratteri morfologici che possono comunque permettere di raggruppare specie, sottospecie e varietà.
La difficoltà della classificazione è dovuta alla presenza frequente di forme intermedie, probabilmente ibridi, ed alla tendenza alla comparsa di forme a stretta localizzazione geografica.

È una pianta erbacea, perenne, con radici tuberiformi o fascicolate allungate. Il gruppo presenta individui con fusto eretto, poco ramificato.

Foglie: palmato-partite, divise in 3 – 7 lacinie lanceolato-lineari, con margini incisi e dentati. La pagina superiore è verde scura lucente, quella inferiore più chiara. Ha foglie basali e cauline, foglie prossimali peduncolate, distali sessili o quasi; le foglie cauline sono alternate.

Le forme delle foglie e dell’elmo, data la loro estrema variabilità, non costituiscono un carattere sicuro d’identificazione.
L’infiorescenza è per lo più terminale, a volte anche ascellare, composta da racemi o pannocchie fino a 28 cm. L’asse dell’infiorescenza può essere glabro o coperto di peli.

Fiori: ermafroditi e zigomorfi, di color blu-viola cupo, innestati su peduncoli terminali, accompagnati da brattee a forma di foglia non formanti involucro. Il calice ha 5 sepali petaloidei: il superiore è più grande ed ha forma di elmo, i due laterali sono più piccoli e reniformi, mentre gli inferiori sono allungati e stretti e formano un piano d’appoggio per gli insetti pronubi.
I nettari si originano dalla modificazione di due petali e sono nascosti sotto la parte superiore del sepalo petaloide a forma di elmo. Ogni nettario presenta un lungo peduncolo terminante in una piccola struttura di forma tondeggiante che produce ed immagazzina il nettare.
I sepali non sono persistenti in frutto.
Gli stami sono inseriti a spirale sul ricettacolo, sono numerosi e filamentosi con base espansa ed antere biloculari quasi sempre pelose.
Il gineceo è formato da 3 – 5 carpelli liberi alla sommità del ricettacolo e ciascuno di questi origina un ovario uniloculare e pluriovulato con 10 – 20 ovuli; lo stilo è presente.

Frutto: è composto. Si tratta di 3 – 5 follicoli deiscenti, divergenti, sessili, oblunghi, profondamente venati lateralmente in direzione trasversale, con becco terminale robusto. Questi frutti contengono diversi piccoli semi neri, lucidi e di forma tetraedrica che presentano a volte piccole lamelle membranose trasversali. I semi sono alati sui tre spigoli per favorire la dispersione ad opera del vento.

Al momento della fioritura, che avviene prevalentemente in Agosto, sono presenti generalmente 2 radici tuberizzate accoppiate: la radice principale è in continuazione con la pianta fiorita, l’altra radice è attaccata lateralmente con un corto peduncolo. La prima, dopo la maturazione dei semi, va incontro ad un processo di appassimento, mentre la radice laterale si accresce. All’apice di quest’ultima si trova una gemma capace di superare la stagione invernale protetta da terreno, detriti, foglie morte e occasionalmente anche foglie verdi basali. Sarà questa radice che l’anno seguente originerà un nuovo fusto e da una gemma laterale si formerà in seguito un’altra radice tuberizzata giovane.
Entrambe le radici tuberizzate hanno forma di cono rovesciato e sono munite di radici lunghe e sottili.

Il gruppo di Aconitum napellus è presente in tutta Europa, le sottospecie più diffuse sono: Aconitum napellus ssp. vulgare, Aconitum napellus ssp. neomontanum, Aconitum napellus ssp. tauricum. Queste sottospecie, presenti in tutto l’arco alpino e prealpino, hanno areali non facilmente delimitabili poiché in alcune zone si possono avere sovrapposizioni con sviluppo di forme ibride.

Aconitum napellus ssp. vulgare Rouy et Fouc

Le piante appartenenti alla sottospecie vulgare sono alte tra i 20 ed i 170 cm.

Foglie: caulinari sono suddivise in segmenti lineari e sottili, larghe non oltre i 2-3 mm. La suddivisione del lembo fogliare è molto profonda. Le lacinie sono per lo più glabre, solo raramente presentano radi peli.
L’infiorescenza è per lo più semplice o solo con pochi e ridotti grappoli laterali e quasi mai ramificata. L’asse dell’infiorescenza presenta peli semplici. Il peduncolo è affiancato da brattee lineari di 3-5 mm.

Fiore: blu-viola intenso con l’elmo piuttosto grande e ricoperto esternamente da scarsa pelosità. I nettari hanno il filamento piegato a martelletto.
I carpelli sono di norma 3, ma più raramente 2, 4 o 5, anche in fiori portati sulla stessa pianta.
La sottospecie vulgare si distingue dalla sottospecie neomontanum, ad essa affine, per gli apici delle lacinie più stretti, per l’incisione del lembo fogliare più profondo, per l’infiorescenza per lo più non ramificata. In Italia Aconitum napellus ssp. vulgare è presente sulle Alpi, dal Trentino Alto Adige, dalla Val Passiria e Venosta alla Val d’Aosta.

Glossario

Achenio: frutto secco indeiscente che racchiude un unico seme, il cui tegumento non aderisce al pericarpo cuoioso.
Anemofilia: impollinazione che avviene ad opera del vento.
Brattea: foglia modificata che accompagna fiori o infiorescenze con funzione protettiva.
Carpello: foglia modificata che partecipa alla formazione del pistillo.
Caule: fusto.
Entomofilia: impollinazione che avviene ad opera di insetti.
Fiori actinomorfi: a simmetria raggiata.
Fiori zigomorfi: a simmetria bilaterale.
Follicolo: frutto secco deiscente simile al legume che si apre lungo una sola linea di sutura.
Forra: fossato ripido, scosceso, prodotto dall’erosione delle acque.
Lacinia: incisione irregolare.
Malga: costruzione rustica, parte in muratura e parte in legno, per temporanea dimora di persone e di bestiame sui pascoli alpini. Pascolo alpino.
Peduncolo: parte allungata, prominente di un organo. Struttura più o meno sottile che sostiene un organo, specialmente la porzione terminale del ramo che porta il fiore.
Perianzio: involucro, spesso appariscente e colorato, che circonda le parti fertili del fiore.
Piante dioiche: piante che portano fiori maschili con i soli stami su un individuo e fiori femminili con i soli pistilli su un altro della stessa specie.
Ricettacolo: parte terminale dilatata del peduncolo fiorale, sulla quale originano i pezzi fiorali.
Rizoma: fusto orizzontale simile a una radice, sotterraneo o strisciante in superficie, con squame in luogo delle foglie, che costituisce un organo di riserva; da esso si dipartono le radici e lo scapo fogliare e fiorifero.
Sepali: foglie trasformate che costituiscono il calice del fiore; possono essere saldate alla base o completamente libere e sno generalmente verdi.
Specie mesofila: pianta che vive in ambienti con umidità media e poco variabile.
Stipola: espansione di aspetto fogliaceo posta all’inserzione del picciolo.
Tubero: porzione di fusto sotterraneo ingrossata per accumulo di materiale di riserva, più o meno globosa e priva o quasi di foglie.
Verticillo: insieme di più organi che si dipartono da un medesimo livello, intorno a un asse comune.

Bibliografia

Amico A., 1980 – Botanica farmaceutica – Ed. Del Circuito, Cassano M., Bari

Baroni E., 1986 – Guida botanica d’Italia – Ed. Cappelletti, Bologna

Barth F.G., 1986 – Insects and flowers, the biology of a partnership – Princeton, New Jersey

Brinck D.E., Woods J.A., Stern K. R., 1994 – Bulbiferous Aconitum (Ranunculaceae) of the Western United States. Sida 16: 9 -15.

Http://biodiversity.uno.edu/delta/Cappelletti

E.M., Poldini L., 1983 – Seed morphology in some european aconites. Plant Sist. Evol. 144

Dalla Fior G., 1985 – La nostra flora, Casa Editrice Monauni, Trento

Fassina G., 1964 – Lezioni di farmacognosia – Ed. CEDAM, Padova

Gerola F.M., 1997 – Biologia Vegetale, sistematica filogenetica. III edizione, UTET Torino

Katz A., Staehelin E., 1979 – D.C. untersuchung der europaischen Aconitum napellus gruppe – Pharm. Acta Helv. 54 (910): 253 – 265

Landolt E., Kauffmann G. 1962 – La nostra flor alpina – Edizione Club Alpino Svizzero

Lisi Scardavi A., 1974 – Atlante iconografico delle piante officinali – Tamburini Editore, Milano

Maugini E., 1994 – Botanica Farmaceutica – Ed. Piccin, Padova

Negri G., 1976 – Erbario figurato. Ed. Hoepli, Milano

Pignatti S., 2003 – Flora d’Italia. Ed. Agricole, Bologna

Seitz W., 1969 – Die taxonomie der Aconitum napellus-Gruppe in Europa. Feddes repertorium 80: 1 – 76

Senatore F., 2004 – Biologia e botanica farmaceutica. Ed. Piccin, Padova

Tutin T.G., Butges N.A., Charte A.O., Edmondson J.R., Heywood V.H., Moore D.M., Valentine D.H., Walters S.M., Webb D.A., 1993 – Flora Europaea.
Cambridge University Press

Watson L., Dallwits M. J., 1992 – The families of flowering plants: description, illustration, identification and information retrieval