Gli integratori alimentari

Integratori in pillole - Foto di Kroma KromalskiPer sopperire alle carenze di un’alimentazione scorretta, dimagrire o recuperare la condizione ottimale dopo un allenamento intenso, attingiamo spesso al variopinto corredo di erbe medicinali e integratori alimentari disponibili sul mercato. Ma qual è la reale efficacia di questi prodotti? Gli integratori fanno bene oppure male? Si tratta realmente di sostanze di “supporto” o sono veri e propri medicinali venduti sotto diverso nome?

Tipologie di integratori

Esistono in commercio molti tipi di integratori, che possono essere assunti a seconda delle necessità.

Gli integratori alimentari sono prodotti specifici volti a favorire l’assunzione di determinati principi nutritivi in presenza di una alimentazione scorretta o in caso di aumentato fabbisogno di alcuni nutrienti. Non hanno dunque proprietà curative, ma servono a integrare una normale dieta, completandola.

Gli integratori di sali minerali, proteine e aminoacidi sono un utile apporto alla dieta degli sportivi, dal momento che la sudorazione causa la perdita di notevoli quantità di sali minerali. Inoltre, l’attività sportiva richiede una massa muscolare sempre efficiente.
Gli integratori proteici, inoltre, hanno l’importante funzione di recuperare le perdite e rifornire l’organismo di energia e nutrienti in misura adeguata al bisogno, in modo da evitare stanchezza ed affaticamento eccessivi.

Gli integratori di vitamine sono utili se l’organismo manifesta una carenza di questi micronutrienti.

Le vitamine vengono assunte in piccole quantità, ma la loro presenza è di fondamentale importanza per il metabolismo umano.
La loro esistenza venne scoperta agli albori del XIX secolo, in seguito allo studio di malattie nutrizionali come lo scorbuto e la pellagra, tipiche manifestazioni di avitaminosi.

Ad eccezione della D, le vitamine non sono sintetizzabili dall’organismo umano e devono perciò essere introdotte con la dieta. Le piante, invece, le producono normalmente, rappresentando quindi la risorsa vitaminica di tutto il regno animale.

Gli integratori sostitutivi del pasto sono prodotti a basso contenuto calorico, solitamente assunti per tenere il peso corporeo sotto controllo. Il normale pasto viene sostituito con prodotti contenenti l’esatta razione giornaliera di principi nutritivi.

Gli integratori energetici, infine, sono a base di zuccheri semplici o composti e vengono solitamente integrati con vitamine del gruppo B, C ed E. Questi integratori favoriscono il mantenimento di alcune attività involontarie quali la respirazione, la digestione e il battito cardiaco.

Gli integratori nel panorama attuale

Commercializzati in varie forme – pasticche, capsule, fiale, gocce – gli integratori alimentari sono in continua evoluzione e, grazie anche alle scoperte scientifiche, si arricchiscono sempre di nuovi elementi.
E’, per esempio, il caso del the verde, i cui estratti sono stati inseriti in molti prodotti da quando sono state scoperte alcune proprietà utili a contrastare l’azione dei radicali liberi.

In occasione di Cosmofarma 2008, la FederSalus (Federazione Nazionale Produttori Prodotti Salutistici) ha presentato un’indagine su un campione di 500 persone relativa all’uso degli integratori alimentari.
I risultati hanno mostrato che un italiano su tre ricorre regolarmente all’uso degli integratori per ottenere benessere psico-fisico (46,1%) e per specifiche esigenze di salute (42,8%).

L’acquisto di questi prodotti avviene per lo più in farmacia, anche se sono in aumento le vendite in erboristeria e supermercati.

Quanto alle preferenze, al primo posto figurano integratori di vitamine e minerali (52,5%), seguiti da fermenti lattici (36%) o integratori energetici sportivi a base di vitamine, sali minerali, aminoacidi e proteine (14,4%), particolarmente apprezzati dagli uomini. Non mancano, poi, gli integratori dietetici a base di crusca e altre fibre (8,3%), gli estratti vegetali, come aloe o papaia (7,8%), ginseng, pappa reale e tonici (7,4%).

Dallo studio è emerso, inoltre, che circa due terzi dei consumatori sono donne (66%) con un livello di istruzione medio-alto (51,7%). L’indagine ha esaminato anche il diverso tipo di acquisti in base al negozio di riferimento: in farmacia gli acquirenti più fedeli comprano, oltre ai medicinali, anche gli integratori alimentari (45,7%), i prodotti per l’igiene personale (36,7%) e i cosmetici (32,3%), confidando nella professionalità del farmacista. In erboristeria, invece, i clienti prediligono l’acquisto di tisane e infusi, erbe officinali, cosmetici e altri prodotti di bellezza.

Questioni aperte

Il grande successo riscosso dagli integratori nel corso degli ultimi anni è dovuto probabilmente al messaggio positivo che viene trasmesso ad un’ampia fascia della popolazione. Le massicce campagne pubblicitarie rafforzano, nell’immaginario collettivo, l’idea che gli integratori siano una conditio sine qua non per migliorare il benessere e proteggere l’individuo dal processo di invecchiamento.

L’utilizzo indiscriminato da parte della popolazione di una gamma così ampia di questi prodotti pone, tuttavia, il problema della loro validità scientifica e della loro utilità.

In Italia non sembrerebbe giustificata un’assunzione generalizzata, dovuta alla carenza di fattori nutrizionali.
Sull’ utilità degli integratori, in particolare di quelli vitaminici e vitaminico-minerali, vi sono inoltre opinioni contrastanti. Secondo la National Academy of Sciences americana, non vi è prova che alte dosi di antiossidanti (vitamine A e C e β-carotene) possano ridurre il rischio di malattie legate ai fenomeni di ossidazione e invecchiamento. Secondo gli esperti di questa società scientifica, inoltre, le vitamine dovrebbero essere opportunamente assunte con gli alimenti e non con gli integratori. In questo modo, infatti, si ridurrebbero i rischi da sovradosaggio di vitamina A e β-carotene.

Secondo l’ OMS, inoltre, l’effetto protettivo di un nutriente assunto sotto forma di alimenti non implica che l’assunzione di tale nutriente sotto forma di integratore abbia lo stesso effetto benefico.

Interazioni

Un abuso nell’utilizzo degli integratori può comportare rischi di varia gravità per la salute, conseguenti a possibili effetti farmacodinamici per elevati dosaggi; fenomeni di accumulo, specialmente quando l’assunzione non risulta motivata da reali esigenze di ridotta sintesi o aumentato fabbisogno dei principi attivi contenuti nel prodotto; intolleranza verso i costituenti dell’integratore stesso.

Bisogna porre particolare attenzione anche nella cosomministrazione di medicinali e integratori naturali, quali, ad esempio, le erbe medicinali. Maggiore è il numero delle piante associate tra loro e più alto è il rischio di interferenze farmacologiche, allergie ed effetti collaterali.

La spremuta di pompelmo (Citrus paradisi Macf.), ad esempio, può aumentare di molto l’assorbimento di farmaci e la loro biodisponibilità (in particolare antistaminici, sedativi, ansiolitici e calcio antagonisti).

Il Ginkgo (Ginkgo biloba L.) è in grado di ridurre l’aggregazione piastrinica e, in letteratura, sono descritti diversi casi di emorragia derivante dall’interazione degli estratti della pianta con farmaci antiaggreganti.

L’allina, principio attivo dell’aglio (Allium sativum L.), sembra, invece, aumentare la gastrolesività degli antinfiammatori di uso comune (FANS) e può causare interazioni con anticoagulanti orali ed inibitori dell’aggregazione piastrinica.

Integrare è necessario?

E’ quindi opportuno adottare un atteggiamento prudenziale e teso ad una certa cautela nell’uso degli integratori, tenendo conto che gli effetti sulla salute devono essere ascritti alla dieta nella sua globalità, più che ai suoi singoli componenti.
Inoltre, dal punto di vista della salute pubblica, vi è il rischio che la grande diffusione di preparazioni a base di concentrati nutritivi, con le promesse di beneficio per la salute ad essi attribuito, determini una sempre maggiore disattenzione nei confronti della normale e corretta razione alimentare, e, in particolare, della necessità di una alimentazione varia e ricca di ortaggi, cereali e frutta.

Il consiglio del farmacista appare quindi fondamentale per cercare una posizione di equilibrio. In questo modo viene sottolineato il ruolo di presidio sanitario che una farmacia deve svolgere.