Insetti e aconito

Galeruca laticollis - Foto di Federico LiberatoMolti insetti sono immuni ai veleni vegetali, infatti, hanno la capacità di metabolizzare queste sostanze grazie alla presenza di specifici enzimi, oppure non hanno i recettori bersaglio per rendere attive e pericolose determinate sostanze.
Alcuni insetti possono accumulare nei propri tessuti le tossine ingerite e servirsene come deterrente contro i predatori.


Galeruca laticollis

L’aconito è la principale pianta ospite di Galeruca laticollis, coleottero della famiglia Chrysomelidae.
Le larve di Galeruca si sviluppano in primavera a livello del suolo, sotto le foglie morte. Nel periodo di risveglio vegetativo, durante il quale le gemme di Aconitum napellus e Trollius europeus crescono e si distendono le prime foglie, le larve di questo crisomelide salgono lungo il fusto e si nutrono dei giovani germogli. Le immagini di Galeruca laticollis si possono trovare sulle stesse piante nei mesi di luglio e agosto.
A fine agosto è possibile trovare un gran numero di individui adulti su Aconitum napellus, essi si nutrono delle foglie e, in questo periodo, si accoppiano. Poco dopo i maschi muoiono mentre le femmine depongono le uova. Successivamente, a settembre, anche le femmine muoiono e a fine mese non è più possibile trovare individui adulti.
Le uova, ricoperte di muco che si scurisce dopo poche ore, passano l’inverno al suolo sotto le piante morte o sotto le foglie secche e quindi possono sopportare temperature relativamente fredde.
La schiusa si verifica dopo un periodo d’incubazione invernale, in primavera.

Galeruca laticollis - Foto di Federico LiberatoDESCRIZIONE: Elitre fortemente ma poco profondamente punteggiate, non carenate, talvolta solo con tracce della prima o seconda carena; il margine laterale molto stretto e nascosto verso la base sotto la convessità delle spalle. Il capo nero come la parte ventrale del corpo, le zampe e le antenne. Pronoto, scutello ed elitre di colore bruno-rossiccio. Antenne sottili, gli articoli subapicali molto più lunghi che larghi.
Lunghezza del corpo: 6-9 mm.
Galeruca laticollis si trova nella regione alpina su Ranunculaceae: Aconitum napellusThalictrum flavum e Trollius europeus.


Ceramica pisi

Ceramica pisi - Foto di Federico LiberatoPuò capitare di trovare una larva di Ceramica pisi, lepidottero appartenente alla famiglia dei Noctuidae, stazionare su di una pianta di aconito. Non è chiaro se il bruco si cibi di aconito, Ceramica pisi infatti si trova generalmente su Pteris, Cytisus e Scabiosa e non su Aconitum.
La larva potrebbe in ogni caso alimentarsi di altre specie vegetali non ancora citate in letteratura. Bisogna comunque considerare che spesso i Noctuidi non sono particolarmente esigenti dal punto di vista alimentare.

Molti bruchi di Noctuidae sono soliti acquisire i metaboliti tossici delle piante di cui si nutrono. Questo non dovrebbe essere il caso di Ceramica pisi, anche se sarebbe interessante analizzare i metaboliti secondari contenuti nei tessuti del bruco per capire se possono essere riferibili agli alcaloidi presenti in Aconitum. Solo a questo punto si potrebbe sapere se la larva si nutre veramente di aconito ed ipotizzare che i metaboliti così accumulati possano renderla inappetibile ad altri animali.

L’adulto usa trascorrere il giorno al suolo o fra le erbe.

DESCRIZIONE: ali anteriori marrone purpureo acceso, parzialmente sfumate di giallo; ali posteriori bianco giallastre sfumate di bruno. Apertura alare: 36 – 42 mm.
Le larve (o bruchi) di questo lepidottero sono verdi o bruno-porpora con punti neri. Linea subdorsale gialla orlata di nero. Linea spiracolare gialla o verde pallida, orlata inferiormente di nero. Capo verde pallido o ocreo rosato, zampe per lo più rosee.
Il bruco vive da luglio a ottobre su Pteris, Cytisus, Scabiosa; di giorno rimane scoperto al pascolo e spesso viene trovato disteso sopra la pianta nutrice, ma si nutre principalmente di notte.
La pupa sta in un fragile bozzolo composto di terriccio nel quale sverna.
La farfalla si può occasionalmente rinvenire tra le erbe, ma normalmente di giorno si nasconde al suolo. Di notte viene facilmente alla melata sebbene non numerosa. I suoi luoghi favoriti sono i terreni selvatici, prati, colline, larghe pianure, acquitrini.
Vola da maggio a luglio e, nelle località favorevoli, anche in agosto e settembre in una seconda generazione.
Specie eurasiatica, diffusa sulle alpi dove sale sino a 2000 m s.l.m.

Un altro insetto associato all’aconito è un coleottero le cui larve si sviluppano all’interno delle radici…