Omega 3 per ridurre il rischio di ictus

Pesci - Foto di Hans ThoursieGli acidi grassi omega 3 sono un valido aiuto per ridurre il rischio di patologie come ictus, declino cognitivo e demenza negli anziani. Le persone che mangiano pesce, alimento naturalmente ricco di omega 3 (DHA ed EPA), almeno tre volte a settimana, mostrano un rischio di sviluppare lesioni cerebrali inferiore del 26% rispetto a coloro che non mangiano pesce regolarmente.

E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Neurology, giornale ufficiale dell’American Academy of Neurology.
Il Dott. Jyrki Virtanen e colleghi, dell’Università di Kuopio (Finlandia), hanno sottoposto 3660 persone, di età superiore a 65 anni, ad esami per rivelare l’eventuale presenza di ictus di lieve entità o di piccole lesioni in grado di causare riduzione delle capacità cognitive e demenza. Tali esami sono stati ripetuti a distanza di 5 anni su 2313 partecipanti, associando questionari con lo scopo di capire stile di vita e di alimentazione.
I risultati dello studio dimostrano che consumare con regolarità tonno ed altri pesci ricchi di acidi grassi omega 3 riduce sensibilmente il rischio di ictus e declino cognitivo: la riduzione stimata è del 26% se il consumo di pesce avviene 3 volte a settimana e del 13% se si mangia pesce una volta a settimana.
Virtanen puntualizza che il pesce, per mantenere le sue caratteristiche protettive offerte con grande probabilità dall’elevato contenuto di omega 3, non va fritto.

Tra le numerose specie ittiche ricche di acidi grassi poliinsaturi omega 3 (DHA ed EPA), i livelli più elevati si riscontrano in: salmone, merluzzo, aringhe, sardine e alici.

Saranno necessari ulteriori studi per capire e valutare con precisione quale sia il ruolo che svolgono gli omega 3 nel ridurre il rischio di icus.

Studi precedenti dimostrano che includere il pesce nella dieta, una o più volte a settimana, permette di ridurre il rischio di ictus ischemico nell’anziano sia uomo sia donna.

Tale abitudine alimentare rallenta il declino cognitivo associato all’età, come hanno dimostrato i ricercatori del Rush University Medical Center di Chicago. L’assunzione di pesce si associava, infatti, ad un più lento declino cognitivo nei pazienti con oltre 65 anni di età, sottoposti a test cognitivi. Il declino era il 10% più lento tra chi assumeva pesce una volta a settimana e del 13% più lento tra le persone che consumavano pesce 2 o più volte a settimana.

Ictus in Italia

Nei Paesi industrializzati l’ictus è la terza causa di morte dopo l’infarto miocardico e il cancro.
In Italia rappresenta la seconda causa di morte e la prima di invalidità permanente.
Il 6,5% della popolazione italiana over 65 è colpita ogni anno da ictus. Nel 2008 le previsioni sono di quasi un milione di vittime.
Oggi sono disponibili validi supporti medici chirurgici come l’Endoarteriectomia carotidea e lo stenting medicato carotideo, ma bisogna puntare soprattutto sulla prevenzione.
Nella popolazione italiana la prevalenza stimata nel 1990 era di circa 730.000 soggetti, cresciuta ad oltre 950.000 nel 2008.
L’incidenza cresce progressivamente con l’età ed è maggiore nei maschi. Nelle persone di età superiore a 80 anni l’incidenza è massima e interessa ambo i sessi in ugual misura. In Italia sono sono previsti oltre 206.000 nuovi casi nel 2008.

La prevenzione

I principali fattori di rischio, oltre l’età, sono: l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia, il fumo, il diabete.
Per prevenire l’ictus è importante praticare con regolarità un’attività fisica moderata come ad esempio una passeggiata, almeno 30 minuti ogni giorno. L’attività fisica influenza numerosi parametri coinvolti nell’aterogenesi e nel rischio di ictus: riduce la pressione arteriosa, il peso, l’aggregazione piastrinica, inoltre aumenta il colesterolo HDL e la sensibilità all’insulina.
All’attività fisica è bene associare una dieta equilibrata, ricca di acidi grassi poliinsaturi come gli omega 3, fibre, vitamine, folati.

Glossario

Ictus: secondo la definizione dell’OMS l’ictus è l’improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale e/o globale (coma) delle funzioni cerebrali, di durata superiore alle 24 ore o ad esito infausto, non attribuibile ad altra causa apparente se non a vasculopatia cerebrale. L’ictus è una emergenza medica (“attacco cerebrale”) e deve essere prontamente diagnosticato e trattato in ospedale a causa dell’elevato rischio di disabilità e di morte che esso comporta. Per quanto riguarda l’eziologia, l’85% degli ictus è di natura ischemica, mentre il restante 15% è di natura emorragica.

Bibliografia

J. K. Virtanen, D. S. Siscovick, W. T. Longstreth, Jr, L. H. Kuller, and D. Mozaffarian, Neurology. 2008 Aug 5;71(6):439-46
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