Dagli scarti dell’industria ai prodotti cosmetici

Pomodoro - Foto di Neil GouldBucce e semi di pomodoro possono essere usati per la preparazione di cosmetici, integratori alimentari e profumi.
E’ il risultato di un progetto europeo che propone l’uso di un sistema di ultrafiltrazione ad alta pressione per estrarre gli antiossidanti dagli scarti dell’industria conserviera.

L’estrazione è molto efficiente e non richiede l’uso di solventi organici che potrebbero alterare le capacità antiossidanti del prodotto.
Le proprietà antiossidanti del pomodoro sono infatti dovute alla presenza di flavonoidi, acidi fenolici e antocianine. Il sistema permetterà di estrarre antiossidanti oltre che dai pomodori anche da altri vegetali quali carote, limoni, ciliegie, mele, pesche, albicocche e kiwi.

Gli sviluppi nella tecnologia degli alimenti e della nutrizione hanno migliorato nell’ultimo secolo la qualità, la sicurezza e la disponibilità degli alimenti a vantaggio dei consumatori.
Lo svantaggio è dato dalla produzione di scarti vegetali che l’industria alimentare ha cercato di smaltire come concime con scarsi risultati e costi elevati. L’ultrafiltrazione permette invece di usare questi scarti per ottenere prodotti che possono essere impiegati allo stato puro dalle industrie farmaceutiche, cosmetiche e alimentari.

Questo risultato è frutto della collaborazione tra Spagna (Centro di Ricerca sul sistema di ultrafiltrazione e industrie conserviere), Germania (apparecchiatura per l’ultrafiltrazione), Svezia (industria degli aromi), Ungheria (industria dei farmaci naturali), Italia (industria cosmetica e centro di ricerca per gli studi di efficacia), Francia (industria farmaceutica).

Gli antiossidanti

Gli antiossidanti sono composti chimici che rallentano o impediscono il processo di ossidazione, costituiscono una categoria ampia di sostanze accomunate dalla capacità di contrastare efficacemente l’azione dei radicali liberi.
I principali antiossidanti sono le vitamine (A, C, E, gruppo B), il coenzima Q10 (utile per contrastare l’invecchiamento della pelle), flavonoidi, acidi fenolici e antocianine.

Gli antiossidanti vengono utilizzati nell’industria alimentare per evitare che l’esposizione all’aria e alla luce provochi una rapida degradazione dei cibi ad opera dai radicali liberi.

Le piccole quantità di antiossidanti aggiunte agli alimenti consentono il mantenimento di caratteristiche quali sapore, colore, composizione e valore nutritivo.
La vitamina C e la vitamina E, riprodotte in laboratorio (acido ascorbico e tocoferolo), sono tra gli antiossidanti attualmente più utilizzati come additivi alimentari, riconoscibili sulle etichette dei cibi confezionati per la sigla E 300 – E 301 dove E sta per Europa in quanto fanno parte di un elenco di sostanze consentite dalla normativa europea.