Cinema Digitale: il futuro dell’immagine

Sala cinematografica - Foto di Michal WojciechowskiDopo oltre 100 anni il Cinema si appresta ad abbandonare il suo simbolo: la pellicola. Il Cinema Digitale sta provocando una vera e propria rivoluzione per il “grande schermo” iniziata in Italia nel 2005, si proporrà nei prossimi mesi come uno dei più grandi cambiamenti nella storia delle sale.

Il film, compresso in un file, viene proiettato su “grande schermo” attraverso un proiettore che si avvale di un potente server capace di gestire una grossa mole di dati producendo sullo schermo immagini a risoluzione molto elevata ad una definizione spettacolare.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione tecnologica che offrirà agli appassionati emozioni visive completamente nuove con immagini nitide e brillanti che fino ad oggi non era stato possibile garantire.

Il termine Cinema Digitale o D-Cinema fa riferimento alla tecnologia usata durante tutto il processo di produzione di un’opera cinematografica fino alla proiezione nelle sale.
Possiamo definire Cinema come l’arte di presentare immagini in movimento sul “grande schermo” con qualità audio e qualità immagine uniche.
L’aggettivo digitale aggiunto alla parola Cinema implica che la qualità immagine presentata dovrà essere uguale o maggiore rispetto alla prima copia della classica pellicola 35mm.
E’ possibile raggiungere questo risultato adottando in tutta la catena produttiva di un’opera cinematografica la tecnologia digitale, iniziando dalla produzione passando per la post-produzione fino ad arrivare alla distribuzione e proiezione del film.

l processo di produzione di una copia per cinema digitale (in inglese mastering) è complesso e richiede molta esperienza nel trattamento delle immagini digitali e del suono.

La risoluzione dell’immagine attualmente è 2K o 4K nei formati Flat (1.85) e Scope (2.39).
Nel caso in cui abbiamo una risoluzione 2K Flat (1.85) l’immagine risulterà di dimensioni 1998×1080 nel caso di 2K Scope (2.39) avremo 2048×858, per la risoluzione 4K avremo invece 3996×2168 in caso di aspect ratio 1.85 e 4096×1716 in caso di aspect ratio 2.39.
Ogni singola immagine durante il processo di mastering subisce un processo di  compressione utilizzando la codifica JPEG2000 con rapporto di compressione che va da 10:1 nel caso di risoluzione 2K e 30:1/40:1 in caso di risoluzione 4K.
Lo spazio colore utilizzato dalle specifiche è X’Y’Z’.
Per quanto riguarda l’audio non abbiamo processo di compressione in quanto nelle sale viene proposto audio non compresso con frequenza di campionamento a 48 KHz ed una definizione a 24 bit.

Il cuore di ogni sistema di proiezione per Cinema Digitale è un semiconduttore ottico, DMD Digital Micromirror Device, inventato nel 1987 dal dr. Larry J. Hornbeck. Questo semiconduttore ha cambiato per sempre il modo di proporre l’arte delle immagini in movimento.