Il rapporto Passi: italiani pigri, grassi e fumatori

Donna - Foto di Preben HansenGli italiani sono soddisfatti del proprio stato di salute, ma sono sedentari, hanno chili di troppo e non rinunciano alle sigarette.
Il Ministero del Welfare ha comunicato il rapporto Passi 2007 (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia) sullo stile di vita degli italiani, si tratta dei risultati ottenuti da uno studio continuativo dei comportamenti dei cittadini, condotto attraverso interviste telefoniche.

Passi è un sistema di sorveglianza promosso dal Ministero del Welfare e portato avanti dalle regioni con il coordinamento del Centro Nazionale di Epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità (CNESPS).
Passi effettua una raccolta continua dei dati sui principali fattori di rischio per la salute.

L’indagine ha preso in considerazione un campione di 21.498 persone di età compresa tra i 18 e i 69 anni, la rilevazione è stata effettuata in 149 aziende sanitarie di 20 Regioni italiane.

Secondo il rapporto nazionale Passi il 65% degli italiani intervistati nel corso del 2007 è complessivamente soddisfatto o molto soddisfatto del proprio stato di salute, nonostante questo dato sia incoraggiante, bisogna considerare che gli italiani con livello di istruzione basso e difficoltà economiche hanno una percezione meno positiva della propria salute.

Sebbene la maggioranza degli italiani si senta in forma, dall’indagine risulta che il 28% non pratica attività fisica e questa sedentarietà porta ad un maggior rischio di incremento del peso corporeo, infatti, il 43% è in sovrappeso e i veri e propri obesi rappresentano l’11% del campione intervistato. Solo il 33% dichiara di aderire alle raccomandazioni sull’attività fisica però il consumo alimentare di frutta e verdura risulta abbastanza diffuso anche se solo il 10% rispetta le raccomandazioni internazionali: consumare cinque porzioni tra frutta e verdura al giorno.

Per quanto riguarda il rischio cardiovascolare, il 17% non ha mai misurato la pressione, il 22% è iperteso e, tra questi, il 71% è trattato con farmaci. Il 23% non ha mai controllato il colesterolo e solo il 7% ha valutato il proprio rischio cardiovascolare con il medico.

Tra le abitudini scorrette degli italiani c’è il fumo: il 31% degli intervistati ha dichiarato di essere fumatore, e l’alcol: il 61% ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’ultimo mese e il 16% ha abitudini di consumo d’alcol a rischio (beve principalmente fuori pasto o smodatamente).

La depressione colpisce 1 italiano su 10. Il 9% del campione riferisce infatti di aver avuto di recente sintomi di depressione e, tra questi, il 47% non ha chiesto aiuto, mentre il 40% si è rivolto a un medico.

Pochi si vaccinano contro l’influenza, solo il 28% delle persone tra i 18 e i 64 anni con almeno una condizione a rischio per le complicanze dell’influenza (malattie respiratorie croniche, diabete, tumore, malattie cardiovascolari) ha dichiarato di essersi vaccinato durante la stagione 2006-2007.
Il rapporto mostra anche una scarsa diffusione della vaccinazione anti rosolia: la percentuale di donne suscettibili o con stato immunitario sconosciuto è pari al 45%, mentre per eliminare la rosolia congenita è necessario che il numero di donne suscettibili sia inferiore al 5%.

Tra gli italiani la prevenzione è scarsa, sebbene l’83% delle donne abbia effettuato almeno un Pap test nella vita, solo il 73% delle intervistate di età compresa tra i 25 e i 64 anni ha eseguito negli ultimi tre anni questo tipo di analisi. Per quanto riguarda lo screening del tumore alla mammella, l’84% delle donne ha fatto almeno una mammografia, ma solo il 68% si è sottoposta all’esame negli ultimi 2 anni. Inoltre solo il 19% delle persone tra i 50 e i 69 anni ha eseguito, a scopo preventivo, un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci negli ultimi due anni e il 9% una colonscopia negli ultimi cinque anni.

I dati riguardanti la sicurezza stradale fanno capire che l’uso dei dispositivi di sicurezza non è ancora del tutto soddisfacente, sebbene l’82% usa sempre la cintura di sicurezza nei posti anteriori, solo il 19% usa la cintura nei sedili posteriori; il 13% ha dichiarato di aver guidato sotto l’effetto dell’alcol nel mese precedente l’intervista e il 10% di essere stato trasportato da un conducente che guidava in stato di ebrezza.

Gli italiani sottovalutano i rischi in casa, infatti, nonostante l’elevata frequenza degli infortuni, il 91% del campione ritiene che gli infortuni domestici siano a basso rischio se non nullo e solo il 28% ha ricevuto informazioni sui pericoli che si possono correre in casa.

Se l’invito è migliorare le abitudini e i comportamenti, bisogna comunque pensare che la situazione degli italiani non è affatto tra le peggiori in Europa – ha osservato il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio – come dimostrano le stime riguardanti la più lunga aspettativa di vita nel nostro Paese.

Il progetto Passi, con un investimento di 1 milione di euro, ha un’importanza strategica – osserva Fazio – perchè misura gli stili di vita ed è utile per valutare gli strumenti di prevenzione da attuare. E’ necessario migliorare le abitudini per quanto riguarda le attività sportive, l’alimentazione, il fumo.
Il consumo di alcol è da considerarsi moderato, secondo Ferruccio Fazio, in relazione alla cultura enologica del nostro Paese.
Il Ministero sta attuando campagne contro fumo e alcol – puntualizza Fazio – ed è in valutazione un programma nazionale che pone lo sport come rimedio “per affrontare i problemi degli anziani”.