Polifenoli e omega 3 per ridurre il rischio cardiovascolare

Bicchiere di vino - Foto di Erika ThorpeIl vino è noto da tempo per le sue proprietà cardioprotettive dovute alla presenza di derivati polifenolici quali gli stilbeni come ad esempio il resveratrolo. Altre sostanze, oltre ai polifenoli, concorrono nel determinare l’effetto positivo del vino nel ridurre il rischio cardiovascolare. Queste sostanze sono gli acidi grassi a lunga catena omega 3.

Un moderato consumo di vino può così ridurre il rischio cardiovascolare grazie all’aumento del colesterolo HDL, all’incremento della fibrinolisi e al miglioramento della funzionalità endoteliale, alla riduzione dell’aggregazione piastrinica e dei fattori della coagulazione.

Lo studio IMMIDIET (Dietary Habit Profile in European Communities with Different Risk of Myocardial Infarction: the Impact of Migration as a Model of Gene-Environment Interaction) mette in evidenza che il consumo moderato di vino può aumentare la concentrazione plasmatica di acidi grassi omega 3.
Al contrario, un consumo eccessivo di vino induce l’effetto opposto cioè abbassa la concentrazione di omega 3 nel sangue.

Poiché questi acidi grassi hanno un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare, si potrebbe dedurre che, almeno in parte, l’effetto positivo di un moderato consumo di vino nella riduzione del rischio cardiovascolare sia dovuto proprio alla presenza degli omega 3.

Lo studio ha preso in considerazione le abitudini alimentari di 1604 persone (802 uomini e 802 donne) di età compresa tra 26 e 65 anni, provenienti da Belgio, Inghilterra e Italia. La valutazione del comportamento alimentare è stata effettuata tramite questionari ed ha avuto la durata di un anno.
Il consumo alimentare di alcol sotto forma di vino è stato positivamente associato con le concentrazioni plasmatiche di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) nelle donne mentre negli uomini solo l’EPA ha mostrato una correlazione positiva con l’assunzione di vino.

Tali risultati positivi sono stati ottenuti per il consumo di alcol sotto forma di vino, ma non per altre bevande alcoliche come la birra o i superalcolici.

Queste osservazioni suggeriscono che l’aumento degli omega 3 sia dovuto in parte all’azione dell’alcol sul metabolismo degli acidi grassi e in parte all’azione antiossidante fornita dai polifenoli del vino.

Proprio come avviene con il consumo alimentare di pesce anche il consumo moderato di vino incrementa le concentrazioni plasmatiche di acidi grassi a lunga catena omega 3, nel primo caso l’aumento è dovuto all’elevata presenza di questi acidi grassi nell’alimento mentre nel secondo caso è dovuto all’azione combinata di alcol e polifenoli.

Il vino, se bevuto con moderazione, riduce il rischio cardiovascolare e, tra i numerosi fattori che concorrono nel determinare questa azione protettiva, i polifenoli come il resveratrolo e l’incremento dei livelli plasmatici degli acidi grassi omega 3 giocano un ruolo molto importante.

Il resveratrolo

Appartiene alla classe degli stilbeni. Fu isolato per la prima volta nelle radici di Verathrum grandiflorum ed è presente nella buccia dei frutti di Vitis vinifera (uva).
Il resveratrolo mostra numerose proprietà terapeutiche:
inibisce la ciclossigenasi, inibisce l’angiogenesi, ha effetti antiossidanti, è antiaggregante piastrinico, ha azione vasodilatante, ha effetti fitoestrogenici.