Datazione delle curve dendrocronologiche

curve dendrocronologiche - Foto di Cristina GandolaDatare un campione ligneo significa misurare l’ampiezza e contare il numero degli anelli dal centro del tronco dell’albero verso la scorza. Le misurazioni, raccolte e rielaborate attraverso specifici software, forniscono le curve dendrocronologiche da cui è possibile trarre informazioni riguardo alla storia della pianta: idealmente dalla data in cui l’albero è germogliato alla data in cui è morto.

Le date indicate come nascita si riferiscono al primo anello di crescita cioè all’età cambiale, infatti, allontanandosi dalla base del tronco non si individua nel primo anello l’età in cui la pianta è germogliata, ma lo sviluppo apportato dall’attività annuale del cambio. Più ci si allontana dalla base del tronco, portandosi verso l’apice dell’albero, più il primo anello di crescita risulterà recente.
Le date indicate come morte si riferiscono all’ultimo anello presente nei campioni e non all’ultimo anello reale (sarebbe l’ultimo anello prima della scorza), infatti, il materiale ligneo viene spesso privato della scorza e variamente tagliato per scopi edili o artistici.

L’ottimo stato di conservazione dei campioni e un elevato numero di anelli sono il miglior punto di partenza per ottenere una datazione affidabile.

Per ottenere una buona datazione è importante avere a disposizione informazioni il più possibile precise e dettagliate riguardo al campione che si intende studiare così da poter risalire anche solo approssimativamente al periodo storico in cui poter collocare il reperto ligneo e valutare le eventuali interazioni con determinati eventi climatici, come ad esempio la Piccola Età Glaciale (PEG – il cui picco risale alla prima metà dell’Ottocento, 1816-1825), che possono aver interessato l’area in cui il campione è stato prelevato.
E’ utile ricordare che per ottenere una buona datazione bisogna usare come riferimento le curve di alberi appartenenti alla stessa specie o a specie affini al campione in studio, inoltre le curve di riferimento devono essere rappresentative dell’area geografica e climatica a cui appartiene il campione. Questo significa che le curve di riferimento devono rappresentare alberi che avevano vissuto in condizioni simili a quelle dei campioni da datare.

I campioni vanno preparati per lo studio dendrocronologico: il primo passo è la levigatura che ha lo scopo di rendere ben visibili gli anelli di accrescimento.
Spesso accade che durante la levigatura delle superfici dei campioni alcune porzioni rovinate tendano a staccarsi perciò è utile incollarle subito in modo accurato per evitare l’eventuale perdita di dati.

Per misurare e contare gli anelli di accrescimento si possono usare i tavoli di misurazione lineare digitale su cui va posta la sezione lignea da studiare.
Il dendrocronologo abbina al tavolo lineare digitale un microscopio e un computer, in questo modo è possibile ottenere misurazioni più sensibili dell’ampiezza degli anelli e registrare e rielaborare i dati al fine di ottenere la datazione.
I dati relativi all’ampiezza degli anelli di accrescimento vanno raccolti ed elaborati al computer con appositi software ottenendo per ogni singolo campione le curve dendrocronologiche derivanti dalle misurazioni effettuate.
Il numero di misurazioni dipende dalle caratteristiche del campione che si va ad analizzare: sulla sezione di una trave di un edificio antico si potranno effettuare tre o quattro misurazioni, se ne potranno ottenere una o due su una carota lignea.

Dalle misurazioni effettuate su ogni campione si ricava la curva media che servirà per le elaborazioni successive.

Le curve vanno corrette cioè cross-datate usando appositi programmi che consentono di rielaborare tali dati al computer e successivamente vanno indicizzate. Le curve che presentano i requisiti necessari possono essere datate mediante correlazione con curve di riferimento disponibili in Data Base.

Analizzando tutti i possibili matches trovati tra la curva di riferimento e la curva del campione da datare si possono attribuite le datazioni più probabili cioè quelle a più elevato valore statistico.

La cross-datazione di curve dendrocronologiche provenienti da siti anche lontani da quello studiato è giustificata dal fatto che generalmente le variazioni climatiche principali, che regolano la crescita degli alberi, si manifestano su larga scala.
Può essere utile ricordare che nella regione alpina le temperature mantengono una certa uniformità a differenza delle precipitazioni, caratterizzate da alta variabilità locale in funzione dell’orografia. Questo permette di capire fino a che distanza esistono connessioni che consentono di confrontare le cronologie.

Non sempre è possibile datare, infatti, non tutti i campioni hanno i requisiti per essere datati e fornire curve dendrocronologiche attendibili. Le cause sono molte: può capitare di avere campioni con sequenze anulari troppo brevi (inferiori o pari a trenta anelli), campioni con cicatrici che condizionano lo sviluppo della pianta e che pregiudicano l’attendibilità delle misurazioni effettuate su tali campioni, le sequenze possono essere sfalsate da ispessimenti o possono essere incomplete a causa di rotture e danneggiamenti.

Può capitare che la rielaborazione dei dati non permetta di evidenziare una data in comune per le diverse misurazioni di un campione. L’ipotesi più probabile è che per una casualità le sequenze cronologiche da datare si possono sovrapporre a sequenze molto antiche o troppo recenti rispetto al più probabile intervallo di tempo di vita delle piante da cui sono stati prelevati i campioni in studio. E’ quindi necessario scartare gli intervalli di tempo più improbabili andando a considerare un intervallo più ristretto.
La stessa procedura può essere necessaria anche per le curve medie dei campioni in studio e anche in questo caso si deve ricorrere all’indagine statistica: le possibili datazioni ottenute vanno messe in ordine decrescente di CDI.

Ad elevato CDI corrisponde un maggiore valore statistico del dato.

Si procede alla sovrapposizione delle curve medie alla curva di riferimento cercando di far corrispondere ad elevato CDI le date che più si avvicinano alla probabile età del reperto.

Dopo aver datato tutti i campioni è possibile iniziare la valutazione dei dati ottenuti al fine di ricostruire ad esempio la storia di un edificio antico, capire se alcune ale siano più antiche o più recenti o se la struttura sia stata danneggiata e quando, magari da un evento meteorologico come una nevicata, e successivamente riparata attraverso la sostituzione delle travi. Solitamente il legname per uso edile proviene da piante viventi abbattute allo scopo perciò la datazione dendrocronologia di tali reperti lignei è molto vicina alla reale data di costruzione dell’edificio, ciò è più difficile nel caso di opere d’arte poiché può trascorrere diverso tempo dall’abbattimento dell’albero all’utilizzo del suo legno.

La datazione delle curve è una fase di cruciale importanza nell’indagine dendrocronologia, infatti, da essa dipende la correttezza dei dati utili agli studi successivi. Le tecniche di indagine dendrocronologia sono applicabili in numerosi campi di ricerca come in ecologia, climatologia, geomorfologia e sono utili in ambito artistico per lo studio delle parti lignee di quadri e altre opere oltre che per lo studio di edifici storici e antichi.