Evoluzione del colore del pelo negli animali domestici

Cane dalmataL’uomo ha iniziato ad addomesticare gli animali utili al suo sostentamento circa 10.000 anni fa. Dal punto di vista biologico si tratta di un tempo abbastanza ridotto, ma é bastato per produrre tutta una serie di variazioni fenotipiche osservabili oggi tra gli individui appartenenti ai taxa domestici.

Molte caratteristiche tipiche degli animali domestici attuali sono, infatti, il risultato della selezione operata dall’uomo che ha contribuito in modo attivo a numerosi cambiamenti tra cui il colore e l’aspetto del mantello degli animali domestici e da lavoro: ha selezionato, nel corso dei millenni, gli esemplari con il pelo del colore a lui più gradito.

Le variazioni nel colore del mantello degli animali domestici sono talmente importanti per l’uomo da essere annotate nel passato in appositi registri, le prime testimonianze di queste documentazioni risalgono a 5000 anni fa in Mesopotamia.

Una ricerca pubblicata sulla rivista “Plos Genetics” dimostra come l’uomo sia riuscito a selezionare il colore del mantello degli animali e spiega perché il pelo degli animali selvatici é cosí diverso da quello degli animali domestici: costante e uniforme il primo, molto variabile il secondo.

I ricercatori hanno studiato un gruppo di maiali (Sus scrofa) di fattoria e un gruppo di maiali selvatici appartenenti a sottospecie provenienti da Europa e Asia.
Hanno indagato le diverse sequenze che codificano per MC1R (il recettore dalla melanocortina-1) responsabile delle variazioni del colore del pelo nei cavalli, volpi, maiali, pecore, cani e altri animali.

MC1R è un recettore per le proteine G, viene espresso principalmente nei melanociti e svolge un ruolo molto importante nella melanogenesi poiché determina l’intensità del colore dei pigmenti bilanciando eumelanina e feomelanina: quando l’ormone MSH si lega a MC1R si ha la sintesi di eumelanina altrimenti i melanociti producono solo feomelanina.
L’allele wild-type permette la piena espressione sia della feomelanina rosso/gialla sia della eumelanina scura dando al pelo dell’animale un colore misto che lo rende mimetico nei confronti dei predatori.

I ricercatori hanno scoperto che il numero di mutazioni tra i due gruppi è simile, ma tutte le mutazioni negli esemplari selvatici risultano silenti e perciò viene mantenuto il tipico colore scuro-misto del pelo, mentre 9 delle 10 mutazioni individuate negli esemplari domestici alterano il colore del pelo.

L’ipotesi formulata dagli scienziati é che entrambi i gruppi di maiali abbiano subito una forte pressione selettiva.
Nel caso degli animali selvatici la selezione è stata probabilmente operata dai predatori, qualunque mutazione sfavorevole al colore del pelo rispetto al wild-type (che garantisce un ottimo mimetismo criptico) viene rapidamente eliminata, infatti, solo gli animali con un mantello dai colori mimetici hanno maggiori probabilità di sfuggire alla predazione.
Fra gli animali domestici la selezione viene operata dall’uomo che incoraggia l’affermarsi di determinate caratteristiche nel mantello. I ricercatori, infatti, hanno scoperto che la maggior parte degli alleli domestici MC1R differiscono per più di una mutazione dal wild-type e hanno una elevata presenza di omozigosi, questo dimostra che la selezione operata dall’uomo per ottenere la caratteristica desiderata si è protratta per lungo tempo con incroci successivi.

Secondo Greger Larson, archeologo del team di ricercatori che hanno condotto questo studio, i primi allevatori decisero di modificare il mantello del loro bestiame per motivi pratici come differenziare i propri capi dalle mandrie selvatiche, facilitare il riconoscimento degli animali nella boscaglia qualora si fossero persi e infine perché, proprio come oggi, l’uomo desidera modificare l’aspetto dei propri animali domestici per puro gusto estetico.

Questa ricerca conferma che la diversità dei mantelli tra animali selvatici e animali domestici appartenenti alla stessa specie e tra gruppi di animali domestici provenienti da allevamenti diversi è dovuta inizialmente ad un rilassamento della pressione selettiva nei gruppi domestici poiché il colore del pelo non influisce più sulla sopravvivenza dei singoli individui, su queste basi iniziò e proseguì la selezione operata dall’uomo.