Tè bianco e metabolismo dei grassi

tazza di tè - Foto di Philippe RamakersIl tè bianco, ricco di polifenoli e metilxantine, può rappresentare un aiuto per ridurre i grassi presenti nell’organismo. La concentrazione di tali sostanze “brucia grassi” risulta maggiore nel tè bianco rispetto al tè verde e al tè nero.

Nei Paesi industrializzati, la crescente incidenza dell’obesità e delle patologie ad essa associate, comprese le malattie cardiovascolari e il diabete, costituiscono un grave problema da arginare. Per questo motivo è necessario capire i meccanismi cellulari e molecolari che regolano il metabolismo dei lipidi e valutare quali siano le sostanze che agiscono a livello del tessuto adiposo.

A tale proposito sono note numerose sostanze naturali, tra cui i polifenoli e le metilxantine, che esercitano effetti biologici sugli adipociti.
Una combinazione di questi composti bioattivi è naturalmente presente nell’estratto di tè bianco che è fatto solo con le gemme o le prime foglie di Camellia sinensis ( o Thea sinensis) colte ed essiccate con i minimi processi indispensabili.
Per questo motivo la concentrazione di polifenoli e metilxantine risulta maggiore nel tè bianco rispetto al tè verde o al tè nero.

Tra i polifenoli presenti nel tè bianco il principale è l’epigallocatechina-3-gallato (EGCG).

Le metilxantine, come la caffeina (1,3,7-trimetilxantina), la teobromina (3,7-dimetilxantina) e la teofillina (1,3-dimetilxantina), vengono normalmente considerate alcaloidi purinici.

Nel corpo umano il tessuto adiposo bianco è presente come grasso viscerale e subcutaneo con depositi più o meno estesi. Questo tessuto svolge la funzione di principale riserva energetica dell’organismo, consente la mobilizzazione dei grassi durante le fasi di elevata richiesta e nei momenti di privazione di cibo.

Oltre alla regolazione del bilancio energetico dell’organismo, i fattori secreti dal tessuto adiposo bianco svolgono un ruolo chiave nella modulazione dei processi metabolici, sensibilità insulinica e risposte immunologiche.

Il tessuto adiposo dell’uomo adulto mantiene la capacità di aumentare il numero di adipociti, suggerendo che la differenziazione dei preadipociti può avvenire in qualunque momento in risposta a stimolazioni nutritive e ormonali.

Un aumento del tessuto adiposo bianco coinvolge principalmente due processi: aumento della dimensione degli adipociti (ipertrofia degli adipociti) e aumento del numero degli adipociti (iperplasia degli adipociti).
La formazione dell’adipocita maturo da una cellula adiposa precorritrice, detta preadipocita, rappresenta il ciclo vitale della cellula. Esso include la proliferazione dei preadipociti, la differenziazione in adipociti (adipogenesi), l’attività lipolitica e l’apoptosi dei preadipociti o degli adipociti maturi.

Per valutare come determinate sostanze naturali influiscono sull’adipogenesi e sulla lipolisi, un gruppo di ricercatori tedeschi ha condotto uno studio, pubblicato questo mese sulla rivista Nutrition & Metabolism, testando gli effetti dell’estratto di tè bianco su adipociti e preadipociti umani in vitro, verificando le conseguenze sull’accumulo di grasso e sull’espressione di specifici geni coinvolti.

L’estratto è una soluzione acquosa contenente circa il 3% di tè bianco e comprende alti livelli di EGCG (epigallocatechina-3-gallato), che risulta essere il componente principale, e numerosi altri polifenoli come epigallocatechina, epicatechina, oltre a metilxantine come teobromina e caffeina.
Per la sperimentazione l’estratto è stato diluito a diverse concentrazioni (dallo 0,1% al 2%).

I risultati dimostrano che l’estratto di tè bianco modula l’attività degli adipociti: inibisce l’adipogenesi e stimola l’attività lipolitica.

Aumenta, inoltre, la liberazione di glicerolo: il trattamento degli adipociti con l’estratto di tè bianco al 2% induce, infatti, un aumento del glicerolo libero.

Tali effetti risultano associati ad una diminuzione dell’espressione dei fattori di trascrizione legati all’adipogenesi e alla regolazione dell’espressione del gene Sirt1.

L’aumento dell’attività lipolitica pare essere dovuto alla presenza delle metilxantine, mentre i polifenoli (EGCG) riducono l’assorbimento dei trigliceridi durante l’adipogenesi.

L’estratto di tè bianco provoca una significativa riduzione dose-dipendente dell’accumulo dei trigliceridi (fino al 70%) negli adipociti e preadipociti umani durante l’adipogenesi senza provocare alcuna alterazione della vitalità cellulare.
I dati sperimentali indicano che le colture di controllo mostravano cellule con accumuli di trigliceridi e goccioline di grasso che riempivano quasi tutta la cellula spingendo il citoplasma verso la periferia, mentre le cellule incubate con l’estratto di tè bianco allo 0,5% non mostravano tali accumuli di grasso.

La riduzione dell’assorbimento dei trigliceridi durante l’adipogenesi è in parte mediata dall’azione inibente di EGCG su tale processo e in parte alla capacità delle altre componenti del tè bianco di stimolare l’attività lipolitica come evidenziato dall’aumento di conversione dei trigliceridi in acidi grassi e glicerolo. Proprio attaverso la misurazione dei livelli di glicerolo rilasciato, i ricercatori hanno dimostrato che l’estratto di tè bianco aumenta l’attività lipolitica negli adipociti.

Il grado di attività lipolitica indotta dalle sostanze presenti nell’estratto di tè bianco non basta però per spiegare completamente la riduzione dell’assorbimento dei trigliceridi osservata sperimentalmente.

Si può ipotizzare che l’estratto di tè bianco inibisca l’adipogenesi modulando l’espressione di fattori di trascrizione.

E’ stato infatti osservato che i preadipociti, in presenza dell’estratto di tè bianco, mostrano una diminuzione dei livelli dei fattori trascrizionali legati all’adipogenesi.

La complessa sequenza della differenziazione dei preadipociti è innescata dalla trascrizione di fattori attivanti. Ci sono tre classi di fattori trascrizionali direttamente coinvolti nella regolazione dell’adipogenesi, quello dominante è PPARy ( peroxisome proliferator-activated receptor y) la cui espressione risulta ridotta dall’azione delle sostanze presenti nell’estratto di tè bianco.

Questi risultati sono stati ottenuti su cellule adipose umane subcutanee mentre non sono state ottenute riduzioni significative testando cellule adipose viscerali umane. Una possibile spiegazione è che l’attività di PPARy è considerevolmente ridotta negli adipociti viscerali umani.

Il ruolo della sirtuina nel metabolismo lipidico

La sirtuina appartiene ad una famiglia di enzimi implicati in numerosi processi tra cui l’invecchiamento, l’apoptosi e il metabolismo degli acidi grassi.
Nell’uomo la famiglia di geni Sir2 comprende 7 membri tra cui Sirt1 che regola l’adipogenesi attraverso l’inibizione dell’espressione genica che controlla la differenziazione degli adipociti e l’accumulo di trigliceridi nelle cellule.
La sovra espressione di Sirt1 determina una maggiore presenza dell’enzima Sirt1 che porta ad una riduzione dei fattori di trascrizione associati all’adipogenesi. Ciò indica che Sirt1 agisce come repressore dei geni che controllano la differenziazione degli adipociti.

A tale scopo va ricordato che il resveratrolo (uno stilbene, derivato polifenolico) attiva Sirt1, inibendo l’adipogenesi.

In base a questi dati, i ricercatori hanno valutato opportuno chiarire se gli effetti dell’estratto di tè bianco sull’adipogenesi si manifestano anche attraverso l’alterazione dell’espressione del gene Sirt1 e del corrispondente enzima.

Hanno scoperto che l’estratto di tè bianco provoca la diminuzione dei livelli di mRNA di PPARy, uno dei principali fattori di trascrizione che regolano l’adipogenesi. I dati, inoltre, mostrano una lieve riduzione dell’espressione del gene Sirt1 suggerendo che i polifenoli presenti nel tè bianco non riducono l’adipogenesi modulando i livelli di Sirt1 in modo diretto.
Serviranno quindi ulteriori studi per capire i meccanismi che regolano l’attività di Sirt1 e i possibili effetti svolti dall’estratto di tè bianco sul metabolismo lipidico.