Acido folico in gravidanza

prima della nascita - Foto di Liz Van DhalLa supplementazione con acido folico prima e durante la gravidanza previene eventuali patologie del sistema nervoso del nascituro e riduce il rischio di parto pretermine.

L’acido folico è associato a una riduzione delle nascite premature: la supplementazione, almeno un anno prima del concepimento, porta ad una riduzione del 70% del rischio di parti spontanei pretermine tra la 20esima e la 28esima settimana di gestazione, e una riduzione del 50% tra la 28esima e la 32esima settimana.

E’ quanto riporta uno studio, recentemente pubblicato sulla rivista Plos Medicine, in cui i ricercatori hanno analizzato i dati raccolti su una coorte di 34.480 donne in gravidanza.

L’acido folico o folacina è una vitamina del gruppo B (vitamina B9) essenziale per l’organismo. Non può essere sintetizzata perciò deve essere assunta con la dieta. Si trova soprattutto nella verdura a foglia verde, uova, legumi. Tale sostanza viene consigliata da tempo come supplemento alimentare in gravidanza per prevenire difetti del tubo neurale.

La maggior parte delle gravidanze dura circa 40 settimane, ma a volte il nuovo membro della famiglia arriva prima.

Gran parte delle nascite premature sono spontanee e, sebbene in alcuni casi siano indicate a causa di complicanze materne o fetali, comportano quasi sempre deficit fisici e cognitivi temporanei o duraturi nel neonato oltre al rischio di sviluppare con maggiore probabilità patologie cardiovascolari e diabete in età adulta.
La gravità dei problemi dipende dal livello di nascita prematura: i bambini nati tra la 34esima e la 36esima settimana di gestazione sviluppano molto raramente disabilità, mentre un quarto dei bambini nati prima della 28esima settimana sviluppa gravi disturbi duraturi e metà di loro ha problemi comportamentali e di apprendimento.

Sebbene siano stati individuati alcuni fattori di rischio, come ad esempio il fumo, allo stato attuale non è possibile prevenire i parti pretermine.

Un’alimentazione povera di nutrienti durante il periodo del concepimento e nelle prime fasi della gravidanza risulta spesso associata ad un maggior rischio di parto pretermine e numerosi studi evidenziano che l’assunzione di minori quantità di acido folico è correlata a una minore durata della gravidanza.
A tale scopo è utile assumere supplementi alimentari.

L’assunzione di supplementi alimentari deve avvenire sotto controllo medico in base alle specifiche caratteristiche ed esigenze della donna durante le fasi della gravidanza. Va ricordato che un eccesso di alcuni nutrienti può essere pericoloso.

La supplementazione non sempre porta ai risultati sperati, la causa più probabile è che la durata della gravidanza rifletta le condizioni dei primi momenti successivi al concepimento o addirittura prima.

I ricercatori hanno messo in luce che l’assunzione di acido folico va iniziata prima del concepimento al fine di poter ridurre il rischio di parto prematuro, infatti esiste una correlazione inversa tra durata della supplementazione con folati e rischio di parto pretermine.

In genere viene consigliato di assumere acido folico a partire da alcuni mesi prima del concepimento, ma i risultati forniti in questo studio rivelano che il minor rischio di parto prematuro risulta correlato all’assunzione di acido folico per almeno un anno prima del concepimento.

Alcuni studi clinici rivelano che la supplementazione con molti micronutrienti in gravidanza non offre benefici ulteriori rispetto all’assunzione di soli acido folico e ferro. Alcuni micronutrienti come la vitamina C e la vitamina E sono stati associati con un basso peso del bambino alla nascita, inoltre la supplementazione con zinco è stata correlata ad una riduzione dei benefici effetti dell’acido folico e del ferro.

Una possibile spiegazione riguardo all’effetto dell’acido folico nella prevenzione delle nascite premature riguarda le sue proprietà antiinfiammatorie: in uno studio randomizzato la supplementazione di folati ha ridotto i marcatori dell’infiammazione durante la gravidanza.
Il parto pretermine spontaneo, specialmente nelle prime fasi della gravidanza, risulta infatti fortemente associato a infezioni intrauterine a cui corrisponde una ridotta presenza di acido folico nel sangue.

Il fatto che nello studio sia stato osservato un ridotto rischio di parto pretermine associato all’assunzione di acido folico prima e durante la gravidanza non esclude che ci siano altri fattori che possano concorrere al risultato ottenuto. La supplementazione regolare può semplicemente indicare che la donna è attenta alla sua salute e assume tutto un insieme di comportamenti alimentari e uno stile di vita che contribuiscono a migliorare il decorso della gravidanza.

Dalla ricerca emerge l’importanza della supplementazione con acido folico per il buon esito della gravidanza, sebbene serviranno comunque ulteriori studi per confermare i risultati ottenuti.
I ricercatori suggeriscono di condurre un trial randomizzato e controllato, poichè sono necessari dati precisi sulla compliance delle partecipanti (le donne hanno riportato le informazioni riguardo alla supplementazione solo in un secondo tempo), inoltre, i dati ottenuti sono il risultato di un’analisi secondaria eseguita su uno screening volto ad individuare la Sindrome di Down.