Pochi carboidrati e tante proteine: una dieta pericolosa per il sistema cardiovascolare

Pasta - Foto di Zsuzsanna KiliánLe diete povere di carboidrati e ricche di proteine inducono una rapida perdita di peso, ma poco si sa sugli effetti a lungo termine che questo tipo di regime alimentare può avere sulla salute. Sembra infatti che la drastica riduzione di carboidrati nella dieta si rifletta in un aumento del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari.

Pochi carboidrati e tante proteine portano ad un aumento significativo dell’aterosclerosi con un conseguente aumento del rischio cardiovascolare ed in particolare di infarto. Questa dieta ha come ulteriore conseguenza la compromissione della capacità dell’organismo di vascolarizzare nuovamente i tessuti privati del flusso sanguigno a causa dell’infarto.

E’ quanto ha dimostrato un team di ricercatori della Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC) – a teaching hospital of Harvard Medical School, che ha condotto uno studio pubblicato sulla rivista PNAS.

Questa ricerca nasce dalle osservazioni di Shi Yin Foo, cardiologa presso il laboratorio di Rosenzweig al BIDMC, che notò numerosi problemi cardiaci di pazienti che seguivano una dieta povera di carboidrati.

I ricercatori hanno quindi iniziato a investigare il modello murino di aterosclerosi sottoponendo 3 gruppi di topi a una dieta povera di carboidrati e ricca di proteine per 12 settimane.
Questi topi “ApoE” sono stati suddivisi in 3 gruppi:

  • uno a dieta standard (65% di carboidrati, 15% di grassi, 20% di proteine),
  • uno a “dieta occidentale” (43% di carboidrati, 42% di grassi, 15% di proteine e 0,15% di colesterolo)
  • uno a dieta povera di carboidrati e ricca di proteine (12% di carboidrati, 43% di grassi, 45% di proteine e 0,15% di colesterolo).

Sono state eseguite le analisi dopo 6 e dopo 12 settimane di dieta.

Coerentemente con quanto osservabile nell’uomo, i topi nutriti con il cibo povero di carboidrati e ricco di proteine sono ingrassati del 28% in meno rispetto al gruppo nutrito con la “dieta occidentale”. Le analisi però hanno rilevato che il primo gruppo ha un maggior grado di aterosclerosi, misurato tramite l’accumulo di placche: il 15,3% per la dieta povera di carboidrati e ricca di proteine contro l’8,8% della “dieta occidentale”.

Come ci si aspettava, il gruppo a dieta standard ha mostrato minime tracce di aterosclerosi in confronto agli elevati livelli evidenziati negli altri due gruppi.

“E’ molto complesso valutare come e quanto una dieta possa influire sul sistema cardiovascolare, proprio per questo motivo ci affidiamo a marcatori serici. La nostra ricerca suggerisce che, almeno su modello animale, le diete povere di carboidrati e ricche di proteine possono avere effetti avversi sul sistema cardiovascolare. Tali effetti però non vengono evidenziati dai semplici marcatori serici” afferma Anthony Rosenzweig, direttore della ricerca cardiovascolare presso il CardioVascular Institute della BIDMC e professore alla Harvard Medical School.

Infatti, i ricercatori hanno analizzato i livelli di colesterolo, trigliceridi, stress ossidativo, insulina e glucosio oltre ad alcune citochine ed hanno osservato che i marcatori standard del rischio cardiovascolare non risultano modificati tra il gruppo a “dieta occidentale” rispetto al gruppo a dieta povera di carboidrati e ricca di proteine sebbene ci siano chiare prove di un aumento dell’aterosclerosi e quindi del rischio per il sistema cardiovascolare.

Rosenzweig e colleghi hanno quindi spostato la loro attenzione sulle cellule vascolari progenitrici (EPC) scoprendo che l’incremento delle placche nei vasi sanguigni e la compromissione della capacità di formare nuovi vasi risultano associati ad una riduzione delle cellule EPC che, provenienti dal midollo osseo, potrebbero avere un importante ruolo nella crescita e nella capacità rigenerativa dei vasi sanguigni.

“Abbiamo osservato una riduzione del 40% delle cellule EPC nel midollo osseo dei topi sottoposti a dieta povera di carboidrati e ricca di proteine” afferma Rosenzweig.

“Sebbene il ruolo di queste cellule non sia stato ancora completamente indagato, i risultati dello studio supportano l’idea che gli eventi dannosi possano essere bilanciati dalla capacità del corpo di ripararsi. La compromissione di questa capacità potrebbe essere all’origine degli effetti avversi che si sono verificati sul sistema cardiovascolare dei topi sottoposti alla dieta povera di carboidrati e ricca di proteine” spiega Rosenzweig.

I risultati della ricerca mettono in luce che ci potrebbe essere una separazione tra perdita di peso, marcatori serici e salute cardiovascolare. In particolare quest’ultima potrebbe essere influenzata non solo da grassi e colesterolo, ma anche da altri macronutrienti come le proteine e i carboidrati.

“La comprensione dei meccanismi alla base di questi processi come anche della capacità rigenerativa cellulare che potrebbe contrastare le patologie cardiovascolari, sarebbe di aiuto al Medico per migliorare le condizioni di numerosi pazienti, soprattutto alla luce della crescente diffusione dell’obesità e delle patologie ad essa associate” afferma Rosenzweig.

Una dieta sana ed equilibrata, come quella mediterranea, affiancata ad un corretto stile di vita che comprenda una regolare attività fisica sono, ad oggi, il miglior modo per mantenere in salute il proprio corpo.