Obesità e infiammazione cronica del tessuto adiposo

uomo obeso - Foto di Michal ZacharzewskiE’ stato individuato un fattore chiave che collega obesità e infiammazione cronica. La proteina Angptl2 sembra avere un ruolo cruciale nel promuovere l’infiammazione correlata allo sviluppo della resistenza insulinica e delle patologie metaboliche.

L’infiammazione cronica a livello del tessuto adiposo è nota come fattore che promuove numerose patologie associate all’obesità, dal diabete alle malattie cardiovascolari.

In questo ambito, il ruolo della proteina Angptl2 (angiopoietin-like protein 2) consiste nell’innescare la cascata infiammatoria.

La scoperta potrà aprire la strada allo studio di terapie più appropriate per limitare l’impatto dell’obesità e delle patologie metaboliche sulla salute umana.

I risultati dello studio, condotto da un team di ricercatori giapponesi della Kumamoto University, guidati da Yuichi Oike, sono stati pubblicati sulla rivista Cell Metabolism.

La proteina Angptl2 (angiopoietin-like protein 2), identificata su modello murino, mostra livelli elevati in numerosi organi ed in particolar modo nel tessuto adiposo.
Tali livelli aumentano ulteriormente in condizioni di ridotta ossigenazione che si riscontra tipicamente nel tessuto adiposo degli individui obesi.

Angptl2 è stata trovata anche nell’essere umano: sono stati riscontrati alti livelli della proteina a livello ematico in soggetti con elevato indice di massa corporea e alti livelli di insulina.

I ricercatori hanno condotto le proprie indagini su modello murino verificando che la delezione di Angptl2 riduce l’infiammazione a livello del tessuto adiposo e la resistenza insulinica nei topi obesi, mentre la sovra espressione di questa proteina causa l’aumento dello stato infiammatorio locale e della resistenza insulinica in topi non obesi.

Angptl2 è una proteina secreta nel tessuto adiposo i cui livelli ematici risultano correlati all’obesità, alla resistenza insulinica e all’infiammazione sia nei topi sia nell’uomo.
Questa proteina innesca una cascata infiammatoria a livello delle cellule endoteliali attraverso le integrine, causa il rimodellamento dei vasi sanguigni e la chemotassi dei macrofagi.

L’attivazione costitutiva della proteina Angptl2 in vivo causa l’infiammazione del tessuto vascolare che risulta in una abbondante adesione dei leucociti sulle pareti dei vasi e in un aumento della permeabilità.

I risultati della ricerca portano a pensare che Angptl2 sia un mediatore dello stato infiammatorio derivato dagli adipociti e che rappresenti un fattore chiave che collega l’obesità alla resistenza insulinica.

Questa proteina è quindi un nuovo target molecolare che potrebbe essere impiegato per migliorare la diagnosi e il trattamento dell’obesità e delle patologie metaboliche ad essa legate.

Sebbene il ruolo della proteina Angptl2 non sia stato ancora del tutto chiarito negli animali e negli esseri umani sani, la ricerca mostra che i topi in cui è stato silenziato il gene per Angptl2 risultano completamente normali sia alla nascita sia durante lo sviluppo. Per questo motivo i ricercatori pensano che lo sviluppo di trattamenti farmacologici volti a ridurre l’espressione della proteina avrebbero una elevata utilità e un basso impatto per quanto riguarda gli effetti avversi.