Energia rinnovabile nel mare della Scozia

onde del mare - Foto di Timo BalkSono in progetto dieci nuovi impianti che sfrutteranno l’energia mareomotrice e l’energia delle onde marine per generare energia elettrica pulita nel mare a nord della Scozia.

Il governo inglese ha dato il via libera a nuovi e consistenti progetti per l’utilizzo dell’energia rinnovabile dal mare: si tratta di 6 progetti per l’energia delle onde e 4 progetti per l’energia delle maree.
Gli impianti verranno realizzati a partire dal 2013 attorno alle isole di Orkney in Scozia e potranno generare energia pari a 1,2 gigawatt.
Si tratta di un passo avanti molto importante per l’Inghilterra che fino ad ora ha installato solo impianti sperimentali e di piccole dimensioni.

“Le energie rinnovabili sono un settore in rapida crescita” afferma Martin McAdam, amministratore delegato di Aquamarine Power che, in collaborazione con Scottish and Southern Energy, garantisce energia per 200 megawatt e attualmente rappresenta il principale produttore di energia rinnovabile in Inghilterra.

Le acque che circondano la Scozia sprigionano grandi quantità di energia grazie alla loro posizione geografica strategica: schiacciate tra l’Oceano Atlantico e il Mare del Nord.
Le onde che raggiungono le coste delle isole di Orkney sono mediamente alte 2 metri e possono superare i 10 metri.
Da queste onde è possibile ricavare energia pari al 15-20% del fabbisogno totale inglese.

I dieci impianti scozzesi rientrano in un più ampio progetto dell’European Marine Energy Centre (EMEC) che sovvenziona in parte i lavori.

“Inizia a svilupparsi un mercato mondiale sia per l’energia mareomotrice sia per l’energia delle onde marine, questo è il motivo che spinge l’interesse delle grandi compagnie energetiche” afferma Amaan Lafayette, manager presso E.ON, azienda vincitrice di due licenze per la realizzazione dei nuovi impianti in Scozia.

I nuovi impianti dovranno dimostrare di poter affrontare una lunga permanenza in acque aperte, si tratta di una sfida molto impegnativa, infatti bisogna tenere presente che numerosi prototipi non hanno retto di fronte alla forza del mare – basta ricordare i prototipi per l’energia mareomotrice installati nell’East River di New York nel 2007 o i generatori della Pelamis Wave Power posti al largo del Portogallo, tra problemi tecnici e turbolenze marine inaspettate entrambi i progetti non sono andati a buon fine.

Il direttore dell’EMEC, Neil Kermode, spiega che le tecnologie per lo sfruttamento dell’energia marina sono ancora in fase di sviluppo e dovranno superare numerosi ostacoli prima di diventare completamente operative. Gran parte dei generatori che verranno installati nel mare attorno alle isole di Orkney sono dispositivi di seconda generazione, molto più progrediti e dotati di una migliore tecnologia rispetto ai generatori attuali.

Tra le tecnologie per l’energia marina è stato sviluppato Oyster di Aquamarine Power, si tratta di un convertitore idroelettrico di onde marine. Il dispositivo è costituito da un flap messo in moto meccanicamente dalle onde e collegato al fondo marino a circa 10 metri di profondità.
L’energia delle onde muove il flap che mette in funzione un pistone idraulico che invia acqua a elevata pressione ad una turbina elettrica posta a riva.
Oyster non ha parti mobili o generatori di energia posti in acqua e questo dovrebbe preservare il dispositivo da eventuali danni tecnici causati dalla lunga permanenza in mare.
L’azienda ha installato il suo primo prototipo di Oyster lo scorso ottobre ed ora sta realizzando l’impianto su grande scala: un dispositivo dotato di 3 flap che vanno ad alimentare una turbina da 2,5 megawatt. I test sono previsti all’EMEC il prossimo anno.

I dispositivi per l’energia mareomotrice che verranno installati nei siti scozzesi usano tutti turbine poste sotto il livello dell’acqua e saranno quindi silenziose e non visibili dalla superficie. Le turbine dell’azienda OpenHydro sfruttano una tecnologia semplice e robusta, saranno poste sul fondale marino senza pericolo per il traffico navale, le turbine di Marine Current Turbines e quelle di Hammerfest Strom assomigliano di più a impianti eolici mossi dalla corrente marina al posto che dal vento.

Affinché gli impianti su grande scala possano essere realizzati con un buon margine di sicurezza i costruttori auspicano di poter condurre sufficienti test su dispositivi in scala più piccola con lo scopo di verificare in ogni dettaglio la fattibilità dei singoli progetti.

Tutti i dispositivi che verranno installati in Scozia sono molto costosi da realizzare e i costruttori avranno particolari facilitazioni economiche già predisposte dal governo inglese nell’ambito dello sviluppo delle energie rinnovabili nel Paese.

Il governo inglese ha recentemente incluso gli impianti per lo sfruttamento dell’energia marina in un ampio piano di valutazione di impatto ambientale volto a tutelare lo sviluppo sostenibile delle coste. Per questo motivo i dieci siti che ospiteranno gli impianti dovranno essere analizzati anche sotto il profilo ambientale. “E’ necessario fare una specifica valutazione di impatto ambientale per ognuno dei siti e studiare in modo preciso il tipo di tecnologia più adatta in base alle caratteristiche del singolo sito” spiega Lafayette.

L’ESPRI (Electric Power Research Institute) mette in luce che l’energia delle onde marine e delle maree potrebbe soddisfare circa il 10% del fabbisogno energetico degli USA e potrebbe essere ottenuta ad un costo simile a quello sostenuto per gli impianti eolici presenti in numerosi stati americani come Hawaii, California, Oregon e Massachusetts.
Sono comunque in fase di valutazione ulteriori aspetti legati alla realizzazione degli impianti marini con l’obiettivo di fornire un quadro esaustivo di questo tipo di tecnologia entro il prossimo anno.

Se le nuove tecnologie per il rinnovabile hanno conquistato il mare della Scozia, potranno presto raggiungere ulteriori importanti traguardi in altre aree del Pianeta con nuovi progetti per lo sfruttamento delle onde del mare e delle maree. Proprio come accadde in Danimarca con l’installazione degli impianti eolici che, dagli anni ’70 e ’80 ad oggi, hanno conquistato posizioni importanti nel mercato energetico mondiale.