Psoriasi: questione di pelle e di psiche

psoriasi - Foto Catola & PartnersI ricercatori sembrano avere ormai le idee abbastanza chiare sulla psoriasi, malattia che interessa milioni di persone in tutto il mondo. Ma noi, quanto sappiamo realmente? La gente attribuisce ancora un alone di mistero e di terrore a quelle imbarazzanti chiazze rosse in grado di sconvolgere in un qualsiasi momento la vita di ogni giorno.

La psoriasi è una infiammazione cronica della pelle che interessa il 2 – 4% dell’intera popolazione, in modo particolare la razza bianca.
Si tratta di una dermatite eritemato-squamosa ad andamento cronico che colpisce entrambi i sessi con uguale frequenza e in qualsiasi età, ma più frequentemente tra i 20 e i 30 anni. È caratterizzata dall’insorgenza di tipiche chiazze rossastre dai margini ben definiti, che si ricoprono in breve tempo di squame secche, bianco-argentee, associate talvolta a lesioni pustolose e, spesso, a prurito.
Le chiazze psoriasiche possono variare per forma e grandezza (da pochi millimetri a svariati centimetri), ma in genere in uno stesso individuo si presentano abbastanza uniformi. Possono interessare aree tipiche del corpo (gomiti, ginocchia, cuoio capelluto, unghie, mani, piedi, genitali) fino a ricoprire l’intera superficie corporea. Nei casi più gravi la psoriasi è in grado di attaccare anche le articolazioni.

Abitudini di vita, infezioni, traumi e farmaci sono solo alcuni tra i fattori di rischio individuati nell’insorgenza di questa patologia. In modo particolare, si è visto che un terzo dei malati di psoriasi presenta parenti con la stessa malattia, suggerendo l’ipotesi della predisposizione genetica.

Le lesioni della psoriasi sono dovute a:

  • iperproliferazione dei cheratinociti, che si dividono circa 7-9 volte più rapidamente che in una cute normale, con conseguente alterazione del normale ricambio. Nell’epidermide normale il ciclo di sviluppo, maturazione e desquamazione dei cheratinociti ha una durata di circa 26 giorni, mentre in un paziente affetto da psoriasi il turnover si riduce a 4 giorni. I cheratinociti maturi si portano verso la superficie cutanea e si accumulano, producendo le caratteristiche squame;
  • sviluppo anomalo dei cheratinociti, che non si suddividono più nei caratteristici 5 strati. Lo strato granuloso è ridotto o assente, mentre lo strato corneo è significativamente aumentato a causa dell’accumulo di cheratinociti. La distribuzione delle varie forme di cheratina è inoltre alterata rispetto alla cute normale a causa di un ritardo nello sviluppo dello strato basale dell’epidermide psoriasica.
  • infiltrazione di cellule infiammatorie nella cute, numerose cellule del sistema immunitario migrano verso la cute psoriasica, provocando infiammazione. I macrofagi e i linfociti T predominano nelle lesioni precoci.

Forme di psoriasi

La psoriasi può manifestarsi in diverse forme:

Psoriasi Volgare: è la forma classica caratterizzata da chiazze eritemato-squamose. Sembra prediligere sedi come gomiti e ginocchia, cuoio capelluto, la regione lombo-sacrale, il palmo delle mani, la pianta dei piedi, mentre il volto è interessato di rado. Insorge generalmente nella seconda o terza decade di vita.

Psoriasi Eruttiva o Guttata: è caratterizzata dalla comparsa eruttiva di numerose chiazzette lenticolari che vanno incontro a desquamazione, localizzate sul tronco e sulle estremità prossimali.
È più frequente nell’infanzia e nell’adolescenza ed è spesso associata ad un’infezione delle vie respiratorie superiori da parte dello streptococco-emolitico di gruppo A in soggetti geneticamente predisposti alla psoriasi.

Psoriasi Pustolosa: si tratta di una forma rara e tra le più severe. Si presenta in due varietà: una localizzata che interessa soprattutto la sede palmo-plantare (Barber) e una diffusa (Von Zumbusch), più grave, che compromette gravemente le condizioni generali del paziente con febbre elevata, brividi, sensazioni di bruciore, squilibri idroelettrolitici e ipoalbuminemia. Caratterizzata dalla presenza di pustole amicrobiche di colore giallastro dal diametro di alcuni millimetri.
Sono inoltre frequentemente associati eritrodermia, interessamento articolare, interessamento ungueale (onicopatia od onicolisi) e lingua fissurata. Artralgie e compromissione dello stato generale del paziente completano il quadro clinico.

Psoriasi Eritrodermica: rappresenta generalmente la complicanza di una psoriasi volgare dovuta all’assunzione di farmaci (FANS, beta-bloccanti, sali di litio ed antimalarici) o a una brusca sospensione di una terapia corticosteroidea topica (ovvero ad una terapia topica non tollerata che determina un fenomeno di Koebner generalizzato) o sistemica. Questa forma di psoriasi si presenta con cute eritematosa, finemente desquamante e più o meno edematosa. Lo stato generale del paziente può essere gravemente compromesso con linfoadenite superficiale, febbre e disturbi della termoregolazione, disturbi intestinali, oliguria, dimagrimento. Le possibili complicanze sono rappresentate da broncopneumopatie infettive, setticemia, complicanze cardiovascolari, anemia.

Psoriasi Inversa: relativamente frequente, ha una localizzazione “inversa” rispetto alla classica, interessando le pieghe inguinali, ascellari, cavi ascellari e dei gomiti. La cute si presenta intensamente rossa, liscia, a limiti netti, mentre la componente desquamativa è minima o assente.

Terapia

La psoriasi è una malattia curabile da cui non si guarisce. Non esiste ad oggi un’unica cura risolutiva, ma sono disponibili differenti trattamenti ad personam con cui è possibile tenerla sotto controllo. La scelta della terapia deve tener conto di diversi fattori quali la forma della malattia, la gravità, le condizioni generali del paziente, l’esistenza di controindicazioni, la risposta a precedenti terapie.

Terapie topiche
Le terapie topiche vengono applicate direttamente sulla cute infiammata e sono indicate nelle forme lievi di psoriasi da sole o in associazione con fototerapia o con trattamenti sistemici in caso di malattia di grado più severo.
Si tratta di semplici emollienti a base di oli vegetali per ammorbidire le squame, lozioni a base di antralina e derivati del catrame minerale, di corticosteroidi, unguenti a base di acido salicilico, derivati della vitamina A (retinoidi), analoghi della vitamina D3.

Fototerapia
La fototerapia sfrutta l’azione della luce ultravioletta (UV) sulla cute, per eliminare o migliorare notevolmente le lesioni. E’ indicata nelle forme di psoriasi di grado moderato e severo.
La fototerapia include UVB (radiazione ultravioletta di tipo B) a banda stretta e a banda larga e UVA (radiazione ultravioletta di tipo A) talora associati all’uso di psoraleni (fotochemioterapia o terapia PUVA).

Terapie sistemiche
Le terapie sistemiche sono in genere riservate al trattamento della psoriasi di grado severo a causa dei possibili effetti collaterali tossici. Si tratta di retinoidi (acitretina), immunosoppressori (ciclosporina-A e methotrexate), farmaci biologici.

Farmaci biologici
Si tratta di farmaci comparsi sul mercato negli ultimi anni, che non sono sintetizzati chimicamente ma sono ottenuti mediante tecniche di ingegneria. Il successo di questi farmaci è dovuto alla loro selettività d’azione, che consente di ottenere, nella maggior parte dei casi, una buona efficacia terapeutica in tempi brevi, con meno effetti collaterali rispetto alle terapie tradizionali. Ne sono esempio gli anticorpi monoclonali, la classe dei farmaci biologici comprende anche citochine (interferoni e interleuchine), proteine di fusione e fattori di crescita tessutali: il loro obiettivo è quello di interferire in modo selettivo, a vari livelli e con modalità di azione differenti, nei processi immunologici che scatenano e sostengono la psoriasi.

Per il trattamento della psoriasi e delle sue varianti, attualmente sono utilizzate le seguenti molecole: etanercept, infliximab, adalimumab.

Ripercussioni psicologiche

La psoriasi è un malattia che colpisce la pelle ma ha spesso importanti risvolti psicologici.
Il problema estetico causa disagi psicologici e sociali talvolta invalidanti nelle persone che ne sono affette, con pesanti ripercussioni sui rapporti interpersonali, sullo svolgimento delle attività quotidiane e sulla qualità della vita.
Il timore che la presenza delle chiazze possa apparire agli occhi della gente come un sintomo di una malattia contagiosa, provoca insicurezza, perdita di autostima e depressione nei malati di psoriasi, soprattutto nelle donne.
In alcuni casi i pazienti cercano perfino l’isolamento a causa del loro aspetto e in casi più gravi si verificano anche tentativi di suicidio.

La pelle

La pelle è l’organo più esteso del nostro corpo con uno spessore che varia a seconda delle regioni.
È costituita da uno strato superficiale, l’epidermide, e da uno interno, il derma, che a sua volta ricopre il sottostante ipoderma, un tessuto connettivo che non fa parte della pelle ma che ricopre tutto il corpo. L’insieme di queste tre componenti forma una barriera in grado di proteggere gli organi interni dai traumi esterni, dalla penetrazione dei batteri, dalla disidratazione, di regolare la temperatura corporea, e di recepire gli stimoli di dolore, di freddo e pressione.

L’epidermide
L’epitelio stratificato che caratterizza l’epidermide, è costituito da diversi tipi cellulari: i cheratinociti, la popolazione più numerosa che produce la cheratina, una proteina fibrosa che protegge la pelle; i melanociti, che si dispongono nello strato più profondo dove producono la melanina, un pigmento in grado di assorbire le radiazioni UV e minimizzarne i danni all’interno del nucleo cellulare; le cellule di langherans, la componente con attività immunocompetenti e le cellule di Merkel che rappresentano la componente nervosa sensitiva della pelle.
I cheratocinociti si dispongono in cinque strati distinti, tra i quali gli altri tipi cellulari si annidano in zone specifiche, rispettivamente noti come strato basale o germinativo, strato spinoso, strato granuloso, strato lucido e strato corneo.
L’epidermide è un tessuto in continuo rinnovamento: lo strato basale, quello più profondo, è ricco di cheratinociti staminali che moltiplicandosi danno origine a nuove staminali e a cheratinociti maturi che, migrando verso l’alto, vanno a sostituirsi a quelle cellule morte o danneggiate dello strato più superficiale, lo strato corneo.

Fonti

Schering-Plough
Ministero della Salute

 

Si ringrazia per la consulenza il Professor Giovanni Lo Scocco, primario del reparto di Dermatologia dell’Ospedale di Prato