Cellule staminali per migliorare la cura delle malattie

DNALe cellule staminali pluripotenti indotte (cellule iPS) potrebbero aiutare i ricercatori a migliorare i modelli di studio di numerose patologie dell’essere umano e cambiare per sempre il modo in cui i nuovi farmaci vengono sviluppati e testati.

Le cellule iPS sono un tipo di cellule staminali ingegnerizzate ottenute per la prima volta nel 2007 da cellule staminali umane provenienti dalla pelle. Il lavoro di ricerca, guidato dal professor James Thomson, cofondatore della Cellular Dynamics e direttore di biologia rigenerativa presso il Morgridge Institute della University of Wisconsin, ha permesso di ottenere cellule staminali partendo da cellule adulte a cui venivano aggiunti quattro geni che risultano normalmente attivi solo negli embrioni.

Anche un altro gruppo di ricerca, guidato da Shinya Yamanaka, ha ottenuto staminali impiegando un metodo simile a quello di Thomson.

Le cellule staminali pluripotenti indotte possono replicare un elevato numero di volte e sono capaci di sviluppare qualsiasi tipo cellulare del corpo umano.
Non vengono impiegati embrioni umani per ottenere le cellule iPS pertanto i ricercatori sono riusciti a bypassare sia il problema etico sia la scarsa quantità di materiale a disposizione che rendevano complesso l’uso delle cellule staminali embrionali.

Le cellule iPS rappresentano la prima fonte illimitata di tutti i tipi cellulari umani.

Secondo Thomson il contributo più importante che le cellule iPS potrebbero fornire alla medicina sarebbe permettere lo studio in vitro di numerose malattie. Inoltre nel prossimo futuro le cellule iPS potrebbero rivoluzionare i test per lo sviluppo dei nuovi farmaci.
Già oggi la Cellular Dynamics, uno start up della University of Wisconsin, fornisce cellule cardiache derivate dalle cellule iPS alle case farmaceutiche che le impiegano per i test di screening di farmaci con effetti collaterali particolarmente dannosi.
Saranno presto disponibili altri tipi cellulari compresi gli epatociti che sono di elevato interesse per le case farmaceutiche poiché numerosi farmaci mostrano la loro tossicità a livello epatico.

Thomson spera che l’uso delle cellule possa svelare eventuali problemi dei farmaci già nelle prime fasi di ricerca e sviluppo evitando così inutili sprechi di tempo e di denaro.

Ancora più rilevante è avere finalmente un modello che permetta di valutare eventuali effetti collaterali prima che il farmaco venga somministrato a individui umani, si tratta di un traguardo molto importante.

Grazie alle cellule iPS i ricercatori potrebbero ottenere cellule staminali da cellule adulte di individui di diverse etnie, affetti dalle più svariate patologie e da coloro che risultano poco sensibili a determinati farmaci così da indurre il differenziamento nel tipo cellulare danneggiato dalla malattia.

Non è ancora chiaro come le cellule iPS ottenute da individui malati possano riflettere in modo affidabile la malattia, ma i ricercatori sperano di impiegare queste cellule per studiare in dettaglio i processi patogenetici e come determinati composti agiscono su individui differenti al fine di sviluppare efficaci trattamenti farmacologici.