Abbronzatura senza sole

abbronzatura - Foto di Ali FaridQuando non si può o non si vuole esporre la propria pelle ai raggi solari, ma il desiderio di esibire una splendida tintarella bronzea è irrinunciabile, si può ricorrere ai prodotti autoabbronzanti. Ne esistono di molti tipi ed è importante applicarli correttamente e con particolare cura.

I prodotti autoabbronzanti donano alla pelle un aspetto abbronzato molto simile a quello naturale senza bisogno di esporre il corpo ai raggi solari, evitando così i pericolosi ultravioletti e le dolorose scottature.

Gli autoabbronzanti si trovano in commercio sotto forma di creme, gel, lozioni e spray da applicare sulla pelle. Esistono, inoltre, dei diffusori professionali disponibili presso i centri estetici.

Il principale componente attivo di molti prodotti autoabbronzanti è un carboidrato, il diidrossiacetone (DHA). Questa sostanza reagisce con le cellule morte dello strato più superficiale della pelle donando una temporanea colorazione più scura. La naturale desquamazione delle cellule epiteliali morte determina una graduale perdita del colore nell’arco di qualche giorno.

Gli autoabbronzanti per uso topico sono considerati generalmente dei prodotti sicuri e possono essere impiegati come valida alternativa all’esposizione ai raggi solari.

Questi prodotti garantiscono un’abbronzatura simile a quella naturale se applicati in modo corretto e con particolare attenzione.
Per ottenere un buon risultato è utile adottare qualche piccolo accorgimento, come usare un esfoliante per il corpo o una spugna ruvida prima di applicare il prodotto così da rimuovere l’eccesso di cellule epiteliali morte dalla superficie della pelle. Inoltre, se si è soliti depilarsi, è bene eseguire l’operazione prima di applicare l’autoabbronzante.

L’autoabbronzante va steso sulla pelle in modo leggero e uniforme avendo cura di usarne una quantità molto piccola sulle aree di pelle secca o inspessita come nella zona delle ginocchia, caviglie e gomiti.
Dopo aver applicato il prodotto su tutto il corpo e sulla faccia, evitando che finisca negli occhi, nella bocca o che venga inalato, è fondamentale lavarsi molto bene le mani con del sapone per evitare che si colori anche il palmo della mano e sotto le unghie. Infine, per applicare l’autoabbronzante sul dorso delle mani basta usare un batuffolo di cotone imbevuto solo parzialmente con un po’ di prodotto.
Prima di vestirsi è necessario aspettare che l’autoabbronzante si sia completamente asciugato.

I risultati iniziano ad essere visibili a partire da 1 ora e generalmente il colore si può apprezzare a pieno dalle 8 alle 24 ore dall’applicazione.
I migliori risultati vengono ottenuti dalle carnagioni medie e prive di lentiggini.

La maggior parte dei prodotti autoabbronzanti non contiene filtri di protezione solare.

Tra le sostanze naturali è possibile ricorrere al mallo di noce che ha un’azione abbronzante ma non protettiva nei confronti dei raggi ultravioletti di tipo B. Il contenuto in naftochinoni, come lo juglone, rendono questo prodotto un autoabbronzante naturale: a contatto con le proteine dello strato corneo della pelle si ha la produzione di un complesso colorato di tonalità simile a quella dell’abbronzatura naturale oltre ad una stimolazione della produzione di melanina.

Esistono anche delle pillole autoabbronzanti che contengono comunemente l’additivo colorante cantaxantina, un carotenoide rosso. Non sono prodotti sicuri, soprattutto quando se ne fa uso in grande quantità. La cantaxantina produce una colorazione simile a quella di un’abbronzatura naturale, a differenza della tinta arancione prodotta dal beta-carotene, ma può modificare il colore della pelle e provocare eruzioni cutanee. Nei casi più gravi si possono riscontrare danni epatici e la formazione di cristalli nella retina – retinopatia da cantaxantina.

Oltre agli autoabbronzanti, un altro metodo per abbronzarsi senza esporsi al sole consiste nel ricorrere a lettini, docce o lampade abbronzanti. Questi sistemi però non rappresentano un’alternativa sicura rispetto ai raggi solari naturali.

L’esposizione agli UV (molti lettini, docce o lampade abbronzanti emettono principalmente UVA) può causare danni alla pelle, sia se i raggi provengono dal sole sia se provengono da una lampada. Nel lungo periodo il danno causato dai raggi ultravioletti può rappresentare un fattore di rischio maggiore per l’invecchiamento precoce della pelle o per lo sviluppo di tumori come il melanoma.

E’ utile tenere ben presente che abbronzarsi sotto il sole o sotto ad una lampada non fornisce la così detta “base” che previene dalle scottature. Essere già abbronzati prima di partire per le vacanze estive può fornire una protezione pari al massimo ad un filtro solare di SPF 4, ciò significa che si potrà stare appena qualche minuto in più sotto il sole prima di iniziare a scottarsi.