Infertilità femminile

donna e fertilità - Foto di Michael REsistono numerosi fattori che riducono la fertilità femminile e causano problemi nel concepire un figlio. Disturbi nell’ovulazione, danneggiamento delle tube, endometriosi, patologie uterine, età avanzata sono solo alcuni dei problemi che possono causare infertilità.

L’età della donna ha un ruolo molto importante quando si desidera pianificare una gravidanza. Posticipare il momento del concepimento può rivelarsi poco vantaggioso poiché all’aumentare dell’età si verifica una riduzione della fertilità femminile.

Superati i 32 anni, in genere, gli ovuli iniziano a subire un declino dal punto di vista qualitativo, la donna potrebbe ovulare con minore frequenza – pur mantenendo una buona regolarità del ciclo mestruale – e la fecondazione potrebbe essere un po’ meno facile rispetto ad una donna più giovane.

Oltre i 35 anni si ha una maggiore probabilità di abortire spontaneamente e di riscontrare anomalie cromosomiche nel feto.

La gravidanza è un periodo molto delicato nella vita di una donna e richiede che sin dall’inizio un insieme di processi vadano a buon fine, prima di tutto deve avvenire il corretto rilascio di un ovulo maturo che deve essere fecondato e si deve impiantare nell’utero dove potrà iniziare lo sviluppo.

Questi primi stadi della riproduzione risultano spesso i più complessi e alterabili da un elevato numero di fattori.

I disturbi dell’ovulazione – ovulare in modo irregolare o non ovulare – sono causa di infertilità in circa il 25% delle coppie. In alcuni casi possono essere dovuti a difetti nella regolazione ormonale a carico dell’ipotalamo o dell’ipofisi o più spesso a problemi delle ovaie.

I disturbi ormonali sono spesso associati ad una riduzione della fertilità, ad esempio una non corretta secrezione degli ormoni FSH (ormone follicolo stimolante) e LH (ormone luteinizzante) possono influire sull’ovulazione. Questi due ormoni stimolano l’ovulazione ogni mese e possono, in alcuni casi, subire alterazioni come avviene nei casi di un eccesso di attività fisica molto intensa, elevato stress emotivo, condizioni di sottopeso o sovrappeso, recenti cali improvvisi di peso corporeo o meno frequentemente nei casi di patologie dell’ipofisi che può condurre ad esempio ad una eccessiva produzione dell’ormone prolattina da parte della ghiandola.

L’alterazione dell’equilibrio ormonale si manifesta principalmente con mestruazioni irregolari o assenti.

La sindrome dell’ovaio policistico, con una produzione eccessiva di ormoni androgeni, va ad influire sull’ovulazione. Mentre una ridotta produzione di progesterone appena dopo l’ovulazione interferisce con la fase lutea per il corretto impianto nell’utero dell’ovulo appena fecondato.

L’endometriosi è una patologia che colpisce le donne in età fertile ed è caratterizzata dalla crescita di tessuto endometriale in sedi anomale.
Nell’endometriosi il tessuto che riveste la superficie interna dell’utero è presente anche in altre zone del corpo come ovaie, tube di Falloppio, peritoneo, vagina, intestino, dove causa vari problemi tra cui dolore, sanguinamenti interni, infiammazioni croniche, tessuto cicatriziale, aderenze ed infertilità.
Le formazioni endometriosiche non sono in genere maligne o cancerose, nella maggior parte dei casi si tratta di un tessuto normale situato in una sede anomala.
Ogni mese le lesioni endometriosiche, proprio come avviene nell’endometrio normalmente presente in utero, si sfaldano e sanguinano sotto l’effetto degli ormoni del ciclo mestruale. Però, diversamente dalla superficie interna dell’utero, il tessuto endometriale impiantato in sede anomala non ha modo di uscire all’esterno del corpo. Ne risulta pertanto un sanguinamento interno, con degenerazione del sangue e del tessuto sfaldato, infiammazione delle aree circostanti, formazione di tessuto cicatriziale e aderenze.

Anche i danni meccanici possono influire negativamente sul concepimento, ad esempio le ostruzioni o la chiusura delle tube di Falloppio dovute a infiammazione (causata ad esempio da malattie a trasmissione sessuale come clamidia o gonorrea), precedenti operazioni, precedenti gravidanze ectopiche – in cui l’impianto dell’embrione avviene in sedi diverse rispetto all’utero – o altro, possono impedire il passaggio degli spermatozoi che non raggiungono l’ovulo per la fecondazione oppure è l’embrione che non riesce a passare per potersi impiantare correttamente nell’utero.

La stenosi cervicale può determinare una ridotta produzione di muco che altera la mobilità degli spermatozoi, inoltre la chiusura totale può impedire completamente il passaggio degli spermatozoi.

Polipi o tumori (fibromi o miomi uterini) come anche malformazioni uterine possono ostacolare l’instaurarsi di una gravidanza.

Infine bisogna ricordare le cause non note di infertilità in cui è possibile che un insieme di problemi presenti nella coppia renda difficile il concepimento. Stress e tensioni interne alla famiglia, impegni lavorativi troppo intensi, tutte le condizioni che possono generare stati d’ansia a medio-lungo termine, riducono il benessere e la qualità di vita tanto da poter svolgere un ruolo negativo sulle capacità riproduttive della donna e della coppia.