Un bersaglio molecolare per il carcinoma epatocellulare

Un team di ricercatori americani ha identificato un nuovo target molecolare per la messa a punto di trattamenti contro il carcinoma epatocellulare.
Si tratta della proteina SND1 che, insieme a AEG-1, svolge il ruolo di aumentare l’attività di RISC – RNA-induced silencing complex, un importante fattore di regolazione genica post-trascrizionale coinvolto nella regolazione della crescita e della duplicazione cellulare.

L’incremento dei livelli delle due proteine, che si riscontra nei casi di carcinoma epatocellulare, aumenta l’attività di RISC nelle cellule malate e questo si correla allo sviluppo del tumore.

RISC degrada l’mRNA soppressore tumorale – utile a prevenire la formazione di tumori – così da permettere ad altri fattori oncogeni di promuovere la crescita neoplastica. L’idea dei ricercatori è di inibire SND1 per ridurre l’attività di RISC senza creare danni alle cellule epatiche sane.

SND1 è un nuovo fattore di regolazione per questo tipo di tumore del fegato.
Di particolare rilevanza è la possibilità di inibire l’attività della proteina SND1 con l’impiego di farmaci, pertanto si auspica la messa a punto di nuove strategie terapeutiche volte al trattamento di questa neoplasia epatica.
La strada è ancora lunga, sarà necessario trovare un buon inibitore di SNC1 dopodiché serviranno molti test per verificare sicurezza ed efficacia della sostanza ed infine, se tutto andrà bene, si potrà pensare di effettuare trials clinici su pazienti affetti da tumore al fegato.

Fonte: Virginia Commonwealth University Massey Cancer Center