Malattie cardiache ereditarie e cellule staminali

Mimare la malattia cardiaca in vitro, riprodurre e osservare le cellule portatrici del difetto genetico, testare diversi farmaci per verificare come potrebbero agire sul cuore del paziente.
Ecco il tipo di approccio proposto dai ricercatori della University of Wisconsin-Madison School of Medicine and Public Health che stanno usando cardiomiociti derivati da cellule staminali per mimare in vitro le malattie cardiache ereditarie e testare trattamenti farmacologici.

I ricercatori sono riusciti ad avere a disposizione un modello cellulare “personalizzato” per studiare i meccanismi molecolari, per testare l’efficacia di nuovi trattamenti e terapie volte al miglioramento delle cure per i pazienti affetti da malattie cardiache ereditarie come l’aritmia ereditaria.

Usando cardiomiociti derivati dal paziente, i ricercatori possono isolare un processo legato alla malattia fuori dal corpo del malato. In questo modo è possibile ottenere con maggiore facilità informazioni su come il difetto genetico vada a colpire il tessuto cardiaco e quali potrebbero essere le risposte nei confronti di nuovi trattamenti e terapie, tutto questo senza avere alcun impatto sul paziente.

Fonte: University of Wisconsin-Madison School of Medicine and Public Health – Heart Rhythm Society’s annual scientific sessions