Nitrato negli ortaggi e salute dei bambini

Il consumo di grandi quantità di ortaggi come gli spinaci si associa ad elevati tenori di nitrato che aumentano il rischio di metaemoglobinemia.

Da uno studio EFSA emerge che lattanti e bambini di età compresa tra 1 e 3 anni possono assumere più di un pasto al giorno con verdura cotta – oltre 200 g di ortaggi a foglia (ortaggi di cui si mangiano le foglie) – e potrebbero quindi essere esposti a livelli elevati di nitrati.

Oltre a controllare le quantità è molto importante conservare in modo corretto gli ortaggi, infatti, tenere la verdura cotta a temperatura ambiente per lungo tempo è dannoso perché può facilitare la conversione del nitrato che risulta accelerata quando le verdure vengono frantumate (es. passato di verdura).

Gli esperti EFSA raccomandano di evitare il consumo di spinaci da parte di bambini colpiti da infezioni gastrointestinali batteriche perché questo tipo di malattie aumentano la conversione del nitrato in nitrito e quindi incrementano il rischio di metaemoglobinemia.

I risultati delle analisi mettono in luce che appena l’1% dei campioni di lattuga e il 5% dei campioni di spinaci superano i limiti massimi di nitrato previsti dalla normativa UE. Bisogna comunque considerare che la lattuga non entra a far parte in modo assiduo nella dieta dei bambini piccoli mentre gli spinaci cotti vengono più spesso somministrati nella fascia di età compresa tra 1 e 3 anni.

Gli esperti affermano che livelli anche poco più alti di nitrato negli ortaggi avrebbero un impatto marginale sull’esposizione dei bambini a tale sostanza. Tuttavia la cautela è d’obbligo e risulta sempre più importante far seguire ai nostri bambini una dieta sana, equilibrata e soprattutto varia.

I nitrati sono presenti in modo naturale negli ortaggi, soprattutto in quelli a foglia come lattuga e spinaci. Una volta ingeriti, i nitrati vengono convertiti in nitriti che possono ossidare il ferro del gruppo eme presente nell’emoglobina causando la perdita della proprietà di trasportare ossigeno. Questa condizione è alla base della metaemoglobinemia – patologia che riduce l’apporto di ossigeno all’organismo.

Fonte: EFSA – European Food Safety Authority