Caffé e tumore alla prostata

Il caffè, normale o decaffeinato, grazie alle numerose sostanze bioattive che contiene, può ridurre il rischio di tumore alla prostata.

Un team di ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston ha condotto un’analisi prospettica su 47911 uomini seguendo il consumo di caffè per 20 anni.

Dallo studio emerge una forte associazione inversa tra consumo di caffé e rischio di tumore alla prostata letale.

Dal 1986 al 2006, tra i soggetti posti sotto indagine, sono stati diagnosticati 5035 casi di tumore alla prostata di cui 642 mortali.

Le analisi mettono in luce un’associazione tra consumo di caffè e tumore alla prostata: gli uomini che bevono 6 o più tazze di caffé al giorno risultano avere un rischio di sviluppare tumore alla prostata ridotto del 18% rispetto agli uomini che non bevono caffè e l’associazione risulta più forte per i casi di tumore avanzato o letale. Inoltre l’effetto protettivo del caffé sul tumore alla prostata avanzato o letale è simile per il consumo della bevanda normale o decaffeinata quindi si può ipotizzare che l’azione benefica sia dovuta alle componenti del caffè diverse dalla caffeina.

Studi precedenti hanno documentato che le sostanze presenti nell’infuso di caffé possono agire positivamente sul metabolismo del glucosio, sulla secrezione di insulina e sui livelli di ormoni sessuali.

Il caffè contiene numerosi composti attivi tra cui la caffeina, l’acido clorogenico, oli volatili, trigonellina e tannini.
L’effetto eccitante è dato dalla caffeina – un alcaloide purinico che inibisce competitivamente l’enzima fosfodiesterasi con il conseguente aumento del cAMP e successivo rilascio di adrenalina che stimola il sistema nervoso centrale, rilassa la muscolatura liscia ed ha un debole effetto diuretico.
La presenza di acidi fenolici conferisce spiccate proprietà antiossidanti mentre l’aroma e il profumo sono dovuti ai tannini e agli oli volatili.

Fonte: Journal of the National Cancer Institute