Aglio

Aglio - Foto di Alessandro PaivaL’aglio viene impiegato sia in cucina sia nella medicina tradizionale fin dai tempi antichi in virtù delle numerose caratteristiche benefiche che contraddistinguono le diverse componenti attive presenti in questa pianta.

Il bulbo dell’aglio contiene composti solforati come i solfossidi della cisteina.
L’allicina viene cosiderata la più importante tra le componenti attive, tale sostanza è un tiosolfinato che non è presente nell’aglio integro ma viene prodotta per idrolisi del precursore alliina (S-allilcisteina solfossido, presente dallo 0,5% al 2% della droga) quando questa entra in contatto con l’enzima alliinasi che si libera dai tessuti danneggiati del bulbo schiacciato. In queste condizioni l’alliina si rompe per dare un acido solfenico, acido piruvico e ammoniaca. Due molecole di acido solfenico vanno a formare l’allicina.

Sia l’alliina sia l’enzima alliinasi sono stabili in assenza di acqua, infatti l’aglio essiccato libera l’allicina nel momento in cui viene a contatto con l’acqua. L’allicina è un composto instabile all’aria e in soluzioni acquose, si degrada facilmente per dare una serie di composti tra cui solfuri diallilici ed ajoene responsabili dell’odore e del sapore caratteristico dell’aglio.

In particolare il cattivo odore dell’alito e del sudore, dovuto ad una assidua ingestione di aglio sia a scopo medicinale sia gastronomico, è da imputare all’allilmetil solfuro e disolfuro e al diallil solfuro e disolfuro.

L’aglio è utile a scopo terapeutico: sono note sin dall’antichità le sue proprietà antibatteriche e stimolanti sul sistema immunitario, dovute all’allicina, che lo hanno reso un prezioso alleato nel trattamento di numerose malattie.

L’aglio viene impiegato contro l’ipertensione: una dose giornaliera di circa 2,5 g di aglio fresco o 600 – 900 mg di aglio in polvere riduce la pressione sistolica di 15-30 mm di mercurio e la diastolica di 10-20 mm Hg in pazienti con ipertensione essenziale.
Ha azione vasodilatatrice sui vasi periferici e grazie alla presenza dell’ajoene, l’aglio può agire sull’attività fibrinolitica, inibisce l’aggregazione piastrinica e la viscosità del sangue rivelandosi così un buon antitrombotico. L’ajoene è responsabile anche delle proprietà ipocolesterolemizzanti – poiché va ad agire sul metabolismo lipidico e sulla regolazione dei livelli di colesterolo – e sembra inoltre avere una buona attività antiossidante poiché è capace di ridurre la formazione dei radicali liberi presenti durante i processi degenerativi a livello cardiovascolare.

L’aglio ha anche azione vermifuga – contro gli ossiuri – e fungicida – in particolare contro la Candida.

Alcune delle proprietà che si attribuiscono all’aglio, come la prevenzione del cancro o la capacità di ridurre il rischio di infarto, non hanno ancora un adeguato riscontro scientifico e sono in corso studi volti a chiarire questi aspetti.

Studi recenti mettono in luce che l’attività antitumorale dell’aglio può essere attibuita a diverse componenti tra cui l’allicina che sembra indurre un aumento delle glutatione S-trasferasi.

Le Glutatione S-trasferasi (GST) sono una famiglia di enzimi con azione detossificante. Catalizzano reazioni di coniugazione tra una serie di molecole tossiche con il glutatione, in questo modo il prodotto coniugato è meno pericoloso e più solubile così da poter essere facilmente eliminato dall’organismo. Questi isoenzimi sono modulatori endogeni di proteine che regolano l’apoptosi (morte cellulare programmata) ed è noto che la sovra espressione delle GST si associa allo sviluppo di neoplasie oltre a portare alla resistenza verso i chemioterapici. Le Glutatione S-trasferasi sono attualmente al centro di numerosi studi poiché potrebbero rappresentare un bersaglio per lo sviluppo di nuovi farmaci chemioterapici.

L’allicina si comporta inoltre da scavenger per composti nitrosi ad azione cancerogena, inibisce la conversione dei nitrati in nitriti ad opera dei batteri, riducendo così la formazione di nitrosammine che sono cancerogene.

Le preparazioni a base di aglio comprendono gli oli ottenuti per disidratazione in corrente di vapore, aglio macerato in oli vegetali, aglio essiccato e polverizzato, sospensioni gelificate di polvere d’aglio.
La natura e la percentuale dei costituenti nelle diverse preparazioni sono molto variabili.
Gli spicchi di aglio fresco schiacciati contengono le più elevate percentuali di composti attivi tra cui l’allicina (circa 0,4%) ed altri tiosulfinati; la polvere d’aglio essiccato, se di ottima qualità, contiene quasi la stessa composizione del materiale fresco. Le polveri macerate in olio perdono fino all’80% dei composti solforati e contengono soprattutto ajoene mentre l’olio di aglio ottenuto per distillazione in corrente di vapore contiene numerosi componenti solforati come diallilsolfuro e allilmetilsolfuro.

L’aglio si usa principalmente sotto forma di polvere o di estratto in capsule per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, dell’aterosclerosi e dell’ipercolesterolemia.

Le capsule devono essere gastroresistenti perché l’ambiente acido dello stomaco inattiva l’enzima alliinasi che permette di ottenere i prodotti attivi come allicina e ajoene a partire dall’alliina. Ecco perché sia le preparazioni orali sia l’aglio fresco risultano poco attivi, in questi casi l’azione benefica dipende dalla quantità di sostanze attive che vengono liberate nel cavo orale prima che l’aglio raggiunga lo stomaco.

L’aglio fresco, per poter avere attività farmacologiche, dovrebbe essere masticato a lungo in bocca. Risulta pertanto più comodo assumere le capsule.

L’uso dell’aglio per scopi terapeutici è sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento oltre che in soggetti predisposti a reazioni allergiche.

E’ sempre necessario comunicare al proprio Medico l’uso di preparazioni a base di aglio poiché esse possono modificare, potenziandola, l’azione di farmaci anticoagulanti e farmaci antinfiammatori.

Aglio: aspetti botanici

Allium sativum L. appartiene alla Famiglia delle Liliaceae. Originario dell’Asia centrale, viene coltivato sin dai tempi antichi nelle regioni temperate.

E’ una pianta erbacea perenne con un bulbo da cui parte il caule cilindrico alto da 20 a 50 cm che porta, fino alla metà, foglie lineari-nastriformi, cilindriche, guainanti e accuminate.
I fiori, bianchi talvolta rossastri, sono poco numerosi e quasi sempre sterili, si trovano in una ombrella terminale mescolati a bulbilli. Il perigonio è a 6 tepali lisci, lanceolato-acuminati, l’androceo è a 6 stami ed il gineceo presenta ovaio triloculare. Il frutto è una capsula biloculare con 2 o più semi neri per loggia.

La droga è costituita dal bulbo che è formato da 8-12 bulbetti biancastri o rosati dalla forma ovoide oblunga che risultano compressi lateralmente ed arcuati, avvolti in una tunica membranosa biancastra.

La raccolta avviene durante l’estate e in seguito la pianta viene essiccata all’ombra e al caldo.

La parola aglio deriva dal celtico “all” che significa caldo, bruciante (con riferimento al sapore).

Bibliografia

Capasso F., Farmacognosia, farmaci naturali, loro preparazioni ed impiego terapeutico. Springer 2004
Senatore F., Biologia e botanica farmaceutica. Piccin 2004
Dewick P.M., Chimica, biosintesi e bioattività delle sostanze naturali. Piccin 2001
Pezzola S., Glutatione s-trasferasi p1-1 come possibile bersaglio per lo sviluppo di nuovi chemioterapici: un approccio bivalente. Tesi di dottorato 2010