Metodo ERAS per un veloce recupero dagli interventi chirurgici

Intervento chirurgico - Foto di Lisa Setrini-EspinosaIl metodo ERAS prevede una serie di procedure ottimizzate che assicurano degenze più brevi del 30%, minori complicanze post-operatorie e un rapido recupero del paziente alla vita normale oltre ad una sensibile riduzione della spesa sanitaria.

Le tecniche mini-invasive, i progressi dell’anestesia, il controllo del dolore e un’accurata preparazione del paziente consentono interventi mirati e drastiche riduzioni della degenza post-operatoria anche nella chirurgia addominale maggiore e in altri interventi invasivi, grazie a procedure innovative chiamate FTS (Fast Track Surgery) o ERAS (Enhanced Recovery After Surgery) di cui si sta parlando al 113° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia (Firenze, 2-5 ottobre 2011).

Nelle procedure ERAS i tempi di degenza si riducono in media da 6 a 4 giorni, le complicanze non vanno oltre il 3-5% e i pazienti presentano condizioni psicofisiche post-intervento decisamente migliori tanto che possono tornare a una vita normale molto più rapidamente.

Questo avviene perché prima dell’operazione si cerca di ottimizzare le funzioni cardiache, renali e polmonari, si forniscono supporti nutrizionali orali che contengono particolari nutrienti in grado di stimolare le difese immunitarie (per migliorare o prevenire il deficit immunitario e diminuire le complicanze post-operatorie) e si riduce il digiuno preventivo a sole due ore. Inoltre durante l’intervento si associano una analgesia loco-regionale a tecniche chirurgiche mini-invasive cercando di mantenere una normale temperatura corporea – normotermia.

Mantenere la normale temperatura corporea durante e dopo l’intervento chirurgico evita diverse complicanze. L’ipotermia rappresenta infatti un fattore di rischio dopo l’operazione soprattutto se la durata è superiore a 2 ore. Si ritiene che la diminuzione di 1-3°C porti ad un aumento del catabolismo e ad una maggiore incidenza di infezioni della ferita, aritmie cardiache e tachicardie ventricolari.

Mentre nel post-operatorio è necessario controllare il dolore, prevenire eventuale nausea o vomito e ricorrere il meno possibile a drenaggi, sonde e cateteri. Il paziente viene sollecitato a nutrirsi in modo regolare e a rimettersi in movimento il prima possibile.

Studi clinici hanno dimostrato che la pulizia dell’intestino non è necessaria, infatti l’incidenza di complicanze post-operatorie è uguale o inferiore a quella osservata nei casi in cui i pazienti sono stati sottoposti a diete e pulizie intestinali prima dell’intervento chirurgico.

Per quanto riguarda il digiuno pre-operatorio è possibile assumere bevande a base di maltodestrine fino a due ore prima dell’intervento: serve per mantenere un buon livello di glicemia così da evitare resistenze all’insulina e attenuare il calo di peso corporeo.

Le prime esperienze osservazionali sono state condotte in questi anni in ambito polmonare, vascolare, ortopedico, urologico e nell’obesità. I risultati hanno dimostrato una riduzione delle complicanze post-operatorie e della durata della degenza. Studi successivi in chirurgia colo-rettale hanno evidenziato che il metodo ERAS si correla ad una diminuzione della morbilità di tipo chirurgico.

Per garantire il successo del metodo ERAS è richiesto un team apposito di professionisti – chirurgo, anestesista, rianimatore, dietista, infermieri della sala operatoria e del reparto, fisioterapisti – capaci di garantire la puntuale esecuzione di ogni singola fase dal pre-operatorio al post-operatorio. E’ altrettanto importante la corretta informazione del paziente affinché si ottenga una collaborazione completa per instaurare il necessario rapporto di fiducia medico-paziente e massimizzare così i benefici dell’intervento.

Fonti

Ufficio stampa Catola & Partners, Firenze
Società Italiana di Chirurgia