Sclerosi laterale amiotrofica: verso una diagnosi precoce

Un prelievo di sangue potrebbe essere lo stumento per diagnosticare precocemente la Sla, valutarne la gravità e la capacità di risposta ai trattamenti sperimentali.

A proporlo è un team di ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano guidati da Valentina Bonetto, ricercatrice dell’Istituto Telethon Dulbecco.

Gli studiosi hanno identificato delle proteine i cui livelli risultano alterati solo in caso di Sla e sono in parte correlati con lo stato di progressione della malattia. Inoltre, su modello animale, i livelli di alcune di queste proteine sono alterati già prima dell’esordio dei sintomi: si apre così la strada verso una possibile diagnosi precode della malattia anche nell’uomo. A tale scopo è importante definire quali biomarcatori possano rappresentare il miglior segnale di avvertimento precoce per la Sla e quali possano essere utili per valutare la progressione della malattia.

Il monitoraggio dell’evoluzione della Sla tramite il dosaggio di proteine presenti nel sangue può essere un metodo veloce, oggettivo e non invasivo per valutare l’efficacia dei trattamenti clinici.

Questi risultati di laboratorio fanno sperare in una rapida applicazione nella pratica clinica, in ambito diagnostico e soprattutto prognostico.

La Sla è una malattia neurodegenerativa non curabile che colpisce i motoneuroni. Nel 90% dei casi l’insorgenza è sporadica, mentre nel restante 10% è ereditaria. La sclerosi laterale amiotrofica prevede la perdita progressiva della funzionalità motoria fino alla paralisi dei muscoli respiratori.

Fonte:
G. Nardo, S. Pozzi, M. Pignataro, E. Lauranzano, G. Spano, S. Garbelli, S. Mantovani, K. Marinou, L. Papetti, M. Monteforte, V. Torri, L. Paris, G. Bazzoni, C. Lunetta, M. Corbo, G. Mora, C. Bendotti, V. Bonetto, “Amyothrophic lateral sclerosis multiprotein biomarkers in peripheral blood mononuclear cells”. PloS ONE, 2011

Ufficio stampa Telethon