Effetti tossici dell’aconito nella medicina ayurvedica

Aconito - Foto di Cristina GandolaI preparati della medicina tradizionale indiana che contengono aconito possono determinare l’insorgenza di effetti avversi come ipotensione e bradicardia dovute alla tossicità degli alcaloidi diterpenici presenti nelle piante del Genere Aconitum. Risulta pertanto necessario attenersi in modo scupoloso alle dosi raccomandate e assumere questi preparati sotto stretto controllo medico.

L’aconito entra a far parte di molte preparazioni della medicina tradizionale indiana sotto il nome di Vatsanabha (Aconitum ferox Wall.), ingrediente presente nelle formulazioni che vengono prescritte come antipiretico, analgesico, antireumatico, stimolante e digestivo.

La dose di Aconitum ferox (radice) raccomandata per tali preparazioni è di 15 mg.

I preparati della medicina tradizionale, come ad esempio quella indiana, vengono generalmente percepiti dalle persone come innoqui e sicuri tanto da essere presi troppo spesso senza la dovuta cautela. Tuttavia bisogna sempre tenere presente che si tratta di prodotti contenenti sostanze farmacologicamente attive che hanno quindi indicazioni terapeutiche, effetti collaterali e interazioni con altre sostanze. Inoltre, la maggior parte delle preparazioni ayurvediche sono vendute come farmaco da banco (OTC) e questo ne facilita l’uso senza alcun controllo medico.

Nella maggior parte dei casi le reazioni avverse legate all’uso delle preparazioni mediche tradizionali sono dovute ad errori nella composizione del medicamento, interazione con altre sostanze farmacologiche o sovradosaggio causato da un impiego fai-da-te.

L’avvelenamento da aconito conseguente all’uso di preparati della medicina tradizionale indiana si può presentare con sintomi quali intorpidimento della bocca, nausea, lingua pesante, vertigini, dolore nella parte posteriore della testa, intorpidimento e formicolio sul palmo delle mani e sulle piante dei piedi, sudorazione intensa, pressione molto bassa e pulsazioni basse e irregolari (es. 30/10 mmHg e 46 pulsazioni/minuto). Come riportato in un case report dell’Ayurveda Regional Research Institute dove il paziente aveva assunto 70 mg di aconito processato quando la dose raccomandata è di 15 mg.

I problemi di intossicazione riscontrati dai ricercatori dell’Ayurveda Regional Research Institute si sono verificati con l’assunzione di Mahashankha Vati che contiene 8 ingredienti tra cui il Vatsanabha (Aconitum ferox processato). La dose raccomandata di Mahashankha Vati è compresa tra 125 e 250 mg (250 mg contengono 17,8 mg di aconito).

Di solito l’avvelenamento da aconito viene gestito con una terapia di supporto che pone immediatamente attenzione alle funzioni vitali dell’organismo e tiene strettamente monitorata la pressione sanguigna e il battito cardiaco. Nel caso in cui l’ipotensione sia persistente viene attuata una terapia inotropica e somministrata atropina per trattare la bradicardia.

In base all’Ayurveda “anche un veleno può essere un eccellente medicinale se somministrato in modo corretto e d’altra parte anche la migliore medicina può essere tossica se usata in modo sbagliato”.

Nella medicina tradizionale indiana si usano molte specie botaniche contenenti sostanze pericolose e tossiche per la salute umana come il papavero da oppio (Papaver somniferum L.), la marijuana o canapa (Cannabis sativa L.), la noce metella (Datura metel L.), l’oleandro (Nerium indicum Mill.), la noce vomica (Strychnos nuxvomica L.), il giglio rampicante (Gloriosa superba L.), l’aconito (Aconitum ferox Wall.), il crotontiglio (Croton tiglium L.) e altre.

Aconitum ferox Wall. viene sempre processato prima di essere usato nella medicina ayurvedica, lo scopo è di ridurne drasticamente la tossicità.
Il Vatsanabha (Aconitum ferox Wall.) è presente in numerosi preparati ayurvedici come Mrutunjaya rasa, Saubhgya vati, Rambana Rasa, Kaphaketu Rasa, Sanjeevani Vati, Mahashankha Vati ed altri.

I tuberi processati di Aconitum ferox contengono fino allo 0,8% di alcaloidi diterpenici mentre la pianta fresca ha un contenuto di alcaloidi tra lo 0,3 e il 2% nei tuberi e tra lo 0,2 e l’1,2% nelle foglie. Le concentrazioni più elevate si ottengono durante il periodo invernale.
I principali alcaloidi presenti in Aconitum ferox Wall. sono aconitina, pseudoaconitina, bicaconitina, diacetil pseudoaconitina, aconina, picro-aconina, camaconitina.

L’aconitina e i suoi derivati mostrano proprietà antipiretiche, antinfiammatorie, analgesiche, antireumatiche e su modello sperimentale alcune specie del Genere Aconitum hanno attività antitumorale e hanno la capacità di regolare disturbi neurologici. Tuttavia la finestra terapeutica è molto stretta.
L’avvelenamento da aconito comporta disturbi del sistema nervoso centrale e del sistema cardiovascolare. Casi descritti in letteratura descrivono tachicardia ventricolare, fibrillazioni atriali e ventricolari, morte. La tachiaritmia ventricolare è stata descritta nei casi di avvelenamento da aconito come anche ipotensione e bradicardia.

Quando si assumono medicinali, preparati erboristici o preparazioni della medicina tradizionale è importante attenersi strettamente alle indicazioni riguardanti le dosi e i tempi di somministrazione. Ogni medicina dovrebbe essere prescritta da uno Specialista capace di consigliare le dosi opportune caso per caso e supervisionare lo stato di salute del paziente prima, durante e al termine della terapia.