Oppio nei semi di papavero per uso alimentare

Pane con semi di papavero - Foto di Søren FaurbyL’uso dei semi di papavero come ingrediente per la preparazione dei cibi può determinare l’ingestione di significative dosi di morfina soprattutto per alcune fasce della popolazione come i bambini fra i 3 e i 10 anni.

I semi di papavero, ricavati dalle piante della Specie Papaver somniferum L., vengono largamente usati in numerosi Paesi Europei per la preparazione di prodotti da forno dolci e salati, in molti piatti come ingrediente, condimento o decorazione e per produrre olio edibile.

Sebbene i semi di papavero non contengano alcaloidi, possono essere contaminati quando le piante subiscono l’attacco di parassiti oppure in fase di raccolta.
L’ingestione di semi di papavero contaminati può portare effetti avversi riferibili al contenuto di morfina oltre alla possibilità di misurare livelli di questo alcaloide nel sangue e nelle urine sufficienti per interferire con i test antidroga.

La Commissione Europea, attraverso l’EFSA (European Food Safety Authority), ha iniziato a verificare i possibili rischi per la salute umana dati dal consumo di alimenti contenenti semi di papavero contaminati ed i risultati delle analisi condotte con tecniche di cromatografia liquida associate a spettrometria di massa hanno rilevato la presenza di alcaloidi dell’oppio come morfina, codeina, tebaina, papaverina e noscapina nei campioni di alimenti contenenti semi di papavero.

Il principale alcaloide presente nei semi contaminati è la morfina a cui seguono codeina, tebaina, noscapina e papaverina. Gli effetti avversi causati dall’ingestione di questi alcaloidi con i semi di papavero sono dovuti alla presenza di morfina e codeina che agiscono sul sistema nervoso centrale e periferico causando sedazione, sonnolenza e difficoltà respiratoria, la papaverina agisce invece come miorilassante.

Effetti riferibili alla morfina sono stati osservati in concomitanza all’ingestione di semi di papavero contaminati con gli alcaloidi dell’oppio, tuttavia le segnalazioni su questo tipo di reazioni avverse sono poche.
Allo stato attuale è possibile ricavare solo una stima del consumo di alimenti contenenti semi di papavero in Europa, infatti molti Paesi non hanno dati a questo riguardo. Pertanto i risultati dell’indagine sono stati ottenuti tenendo conto delle abitudini alimentari dei singoli Paesi, delle analisi condotte sui campioni di semi e su alcuni prodotti alimentari.

L’uso alimentare dei semi di papavero varia notevolmente da Paese a Paese, in alcune cucine tipiche delle regioni centro-orientali dell’Europa se ne fa largo uso soprattutto nel pane, nei dolci da forno e nei prodotti da pasticceria, mentre in altre regioni l’uso è limitato alla semplice decorazione degli alimenti.

I prodotti di pasticceria risultano più ricchi di alcaloidi mentre nel pane e nei prodotti da forno le concentrazioni sono mediamente più basse.

L’ingestione di grandi quantità di semi del papavero può portare ad una significativa esposizione agli effetti della morfina. Queste stime sono risultate valide soprattutto per 3 Paesi centro-europei in cui l’uso alimentare dei semi di papavero è molto diffuso e dove sono presenti dati scientifici a riguardo. L’esposizione alla morfina è risultata in alcuni casi superiore alla dose massima di riferimento, soprattutto nei bambini fra i 3 e i 10 anni che possono occasionalmente superare i 10 microgrammi di morfina per kg di peso corporeo.

Il contenuto di alcaloidi nei semi di papavero può essere ridotto drasticamente, fino al 90%, pretrattando e processando i semi. I metodi più efficaci per abbattere il contenuto di alcaloidi e quindi ridurre il rischio di ingerire tali sostanze sono lavare, mettere in ammollo, macinare o trattare termicamente i semi.

Appare pertanto chiaro che il rischio di assumere dosi significative di alcaloidi dell’oppio è legato principalmente al consumo dei semi di papavero non trattati.

Infatti i dati provenienti dalla Germania – dove i cibi contenenti elevate quantità di semi di papavero sono molto diffusi – risultano simili a quelli di altri Paesi Europei dove i semi di papavero vengono impiegati come semplice decorazione o condimento. Ciò è dovuto al tipo di processo (cottura) a cui sono stati sottoposti gli alimenti prima di essere consumati.

Oppio

Il papavero da oppio (Papaver somniferum L.) contiene nel suo lattice alcaloidi ad effetto narcotico come morfina e codeina, sostanze che vengono impiegate nella pratica clinica per il trattamento del dolore.

Gli alcaloidi dell’oppio sono presenti nel lattice che permea tutti i tessuti della pianta ad eccezione dei semi. Il lattice rilasciato dall’incisione delle capsule immature viene essiccato e si chiama oppio. L’oppio ha un contenuto di alcaloidi compreso tra il 20% e il 25%.
I circa 50 alcaloidi isolati possono essere suddivisi in alcaloidi fenantrenici e alcaloidi benzilisochinolonici. Gli alcaloidi fenantrenici principali sono morfina, codeina e tebaina, mentre i principali alcaloidi benzilisochinolonici sono la papaverina e la noscapina.

La morfina è in genere l’alcaloide più abbondante.

Fonte: EFSA – European Food Safety Authority “Scientific Opinion on the risks for public health related to the presence of opium alkaloids in poppy seeds”