Screening per il tumore alla prostata

Il metodo più efficace per diagnosticare precocemente il tumore alla prostata è lo screening periodico dopo i 50 anni di età. Attualmente il test di screening maggiormente praticato è il PSA a cui seguono altri test, anche in fase sperimentale, come ad esempio il PCA3.

Il tumore alla prostata è molto diffuso, basti pensare che il 30% degli uomini oltre i 50 anni e il 70% di quelli con età superiore ai 70 anni hanno questo tipo di cancro. Bisogna comunque ricordare che gran parte degli uomini che ricevono una diagnosi di tumore alla prostata muore per altre cause.

Uno studio europeo, The European Randomized Study of Screening for Prostate Cancer, ha valutato l’importanza dello screening tramite PSA ed ha coinvolto 9 centri medici per un totale di oltre 182 mila uomini di età compresa tra i 50 e i 74 anni.

Durante un periodo di follow up di 9 anni, il test PSA eseguito ogni 4 anni ha permesso di diagnosticare un tumore alla prostata nell’8,2% dei soggetti contro il 4,8% del gruppo di controllo che non ha eseguito il PSA come test di screening.
Sebbene la differenza in percentuale tra i due gruppi sia molto elevata, la differenza in mortalità è appena di 0,7 morti ogni 1000 uomini.

Dai risultati dello studio si evince pertanto che per prevenire 1 decesso a causa di tumore alla prostata è necessario eseguire due volte il PSA su 1410 uomini nell’arco di 9 anni.

Lo screening basato sul test del PSA permette nel suo complesso di ridurre del 20% il tasso di mortalità in seguito a tumore alla prostata, tuttavia questo tipo di test risulta associato ad un elevato rischio di sovradiagnosi.

Fonte: Screening and Prostate-Cancer Mortality in a Randomized European Study – The New England Journal of Medicine