Agenti antivirali per il trattamento dell’epatite C

Foto di Flavio TakemotoNuove prospettive per il trattamento dell’epatite C cronica: l’aggiunta di due inibitori della sintesi proteica in combinazione alla terapia convenzionale che prevede l’uso di peginterferone e ribavirina può facilitare l’eradicazione dell’ HCV.

I pazienti infettati dal virus dell’epatite C potrebbero beneficiare di un nuovo trattamento terapeutico che si differenzia dalla terapia standard per l’aggiunta di 2 agenti antivirali.

Il regime terapeutico prevede la somministrazione di daclatrasvir – un inibitore della proteina NS5A del complesso proteico della polimerasi virale – e asunaprevir – un inibitore della proteasi virale NS3 – in combinazione con peginterferone e ribavirina per 24 settimane di trattamento.

Le quattro sostanze combinate hanno dato buoni risultati a 12 e 24 settimane dopo il trattamento sui pazienti infettati dal virus dell’epatite C genotipo 1a e 1b che non hanno ottenuto risposta dalla terapia standard con peginterferone e ribavirina.

Le proteine NS3 e NS5A del virus dell’epatite C (HCV) possono influenzare profondamente il comportamento della cellula infettata mediante la modulazione di numerosi meccanismi intracellulari di trasduzione di segnali. Tra le attività della proteina non strutturale 5A (NS5A) si ha l’inibizione della chinasi PKR indotta dall’interferone che è un mediatore chiave della risposta antivirale e antiproliferativa. Il meccanismo di down-regulation di NS5A sulla PKA porta le cellule ad essere più resistenti all’apoptosi e aumenta la resistenza del virus.

Fonte: Preliminary Study of Two Antiviral Agents for Hepatitis C Genotype 1 – The New England Journal of Medicine 2012