Come correggere lo splicing di geni difettosi

Foto di Flavio TakemotoPiccoli RNA mirati per correggere lo splicing, ecco come bypassare il difetto genetico agendo sulla sintesi proteica. In questo modo si potrebbe aprire la strada a nuove terapie per il trattamento di molte patologie di origine genetica ancora senza cura come fibrosi cistica, atrofia muscolare spinale ed emofilia.

I ricercatori dell’Icgeb di Trieste e dell’Università di Ferrara hanno messo a punto una strategia terapeutica che va ad agire sulla sintesi proteica in modo tale che alla fine del processo risultino delle proteine corrette nonostante perduri il difetto genetico.

Quando un gene viene copiato in RNA messaggero, prima che questo faccia da stampo per la sintesi proteica alcune sue parti vengono tagliate e questa attività si chiama splicing.
E’ molto importante che lo splicing avvenga con precisione affinché la proteina sia sintetizzata in modo corretto e risulti funzionante. Può accadere però che, a causa di un difetto genetico, lo splicing non avvenga correttamente e si abbia così la sintesi di una proteina difettosa.

Piccoli RNA chiamati U1 snRNA possono guidare correttamente il processo di splicing dei geni difettosi poiché vengono creati apposta per appaiarsi in modo specifico al gene bersaglio e riescono ad evitare che vengano rimosse porzioni proteiche che invece devono essere mantenute nella proteina definitiva.

Fino ad oggi i ricercatori hanno sperimentato con successo la nuova strategia terapeutica su modello cellulare riuscendo ad ottenere il ripristino di livelli sufficienti di proteina funzionante nei tre modelli di emofilia, fibrosi cistica e atrofia muscolare spinale (SMA) sottoposti ad indagine.

La nuova strategia ad RNA ha il vantaggio di correggere il difetto genetico agendo in modo selettivo sulla sintesi della proteina, lasciando il gene nel suo contesto e mantenendone i naturali meccanismi di regolazione. Questo potrebbe potenzialmente aprire la strada al trattamento di malattie genetiche dovute a difetti in geni molto grossi e complessi, oppure malattie a eredità dominante dove il risultato del difetto genetico è una proteina anomala generata da uno splicing scorretto.
La nuova strategia promette di agire sia in modo mirato sia ad ampio raggio d’azione. Serviranno comunque ulteriori indagini e sperimentazioni per assicurarne l’efficacia ed infatti i ricercatori puntano ora a perfezionare la tecnica e valutare l’effetto su modello animale.

Fonte: E. Alanis, M. Pinotti, A. Dal Mas, D. Balestra, Nicola Cavallari, M. Rogalska, F. Bernardi, F. Pagani, “An exon specific U1 small nuclear RNA (snRNA) strategy to correct splicing defects”. Human Molecular Genetics, 2012.

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