Perle naturali: storia di un ritrovamento eccezionale

Ostrica con perle - Foto di Gianpiero PivaSi tratta di un caso eccezionale quello di Gianpiero Piva che ha trovato 85 perle in un’unica ostrica. Le perle naturali sono una rarità riservata ormai quasi esclusivamente ai collezionisti.

Il ritrovamento di 85 perle naturali di acqua salata risale a circa venti anni fa in Egitto sul Mar Rosso. L’ostrica perlifera si trovava su formazioni madreporiche morte, a poche centinaia di metri dalla riva, tra il frangente corallino ed una serie di formazioni coralline ad una profondità compresa tra 8 e 15 metri. La zona del ritrovamento era caratterizzata da acque mosse e piuttosto torbide che permettevano una visibilità di appena pochi metri.

Quando Gianpiero Piva trovò l’ostrica con all’interno 85 perle pensò che si poteva trattare di un caso non comune, ma si accontentò di tenerla in vetrina per mostrarla agli amici, solo recentemente iniziò un periodo di ricerche e approfondimenti, ancora in corso, volti a chiarire la natura e le caratteristiche dell’ostrica perlifera ritrovata, oltre a verificare l’esistenza di altri casi simili al suo.

L’ostrica perlifera conteneva al suo interno 85 piccole perle ed altre numerose formazioni inglobate nelle due valve.
Le perle, ovoidi irregolari, sono state sottoposte ad analisi e sono provviste del certificato di analisi gemmologica. Alcune sono vere e proprie perle, altre sono perle in corso di formazione – concrezioni calcaree – cioè non hanno le stratificazioni sufficienti per essere definite perle pur essendo composte di madreperla.

L’ostrica è attualmente custodita presso l’Acquario di Milano a disposizione dei malacologi che proseguiranno le ricerche.

Le ostriche perlifere del Genere Pinctada hanno la capacità di produrre più di una perla per volta, si tratta tuttavia di casi particolari, a differenza delle cozze di acqua dolce come la Margaritifera margaritifera L., che produce comunemente decine di perle.

Sono stati documentati pochi altri casi di ostriche del Genere Pinctada con all’interno più perle, come le 26 perle naturali trovate nel 2008 da una cuoca a Tyro in Libano, ma tale ritrovamento sembra piccola cosa nei confronti delle 85 perle trovate da Gianpiero Piva sia per numero sia per qualità e dimensione delle perle e non è supportato da una seria documentazione.
Esiste un altro caso documentato di produzione plurima di perle naturali da ostriche del Genere Pinctada e si tratta di un esemplare dei primi del ‘900 sottoposto ad indagine radiografica ed incluso nel testo di Cavenago e Bignami – Ulrico Hoepli 1972 – Gemmologia, vol II, pag. 1125 e 1126.

Lo studio e una maggiore conoscenza dei rari casi di produzioni plurime di perle naturali potrà forse svelare caratteristiche inattese e fino ad oggi sconosciute delle ostriche perlifere.

Perle naturali

La perla naturale nasce come forma di difesa nei confronti di un corpo estraneo che entra in contatto con i tessuti molli del mollusco. L’animale avvolge il corpo estraneo in strati di madreperla con lo scopo di proteggersi ed in questo modo crea una perla.
Alcuni molluschi bivalvi, sia di acqua dolce sia di acqua salata, sono capaci di produrre perle ad esempio le ostriche perlifere come Pinctada margaritifera L..

Ai nostri giorni le perle naturali sono poche e molto rare, vengono trovate casualmente dai pescatori di molluschi e sono usate nelle creazioni orafe più preziose e ricercate. Mentre le perle naturali sono veri e propri esemplari da collezione, le perle coltivate vengono prodotte in quantità e rappresentano la quasi totalità delle perle immesse sul mercato.

 

Per maggiori informazioni sul ritrovamento delle 85 perle naturali in un’unica ostrica contattare Gianpiero Piva all’indirizzo gppiva@libero.it