Bioremediation

Buongiorno, ho letto l’articolo “Batteri mangia-uranio” ed essendo del settore volevo proporvi un mio commento sulla bioremediation.

Lo scopo della bioremediation è di rimuovere le specie contaminanti da un’area inquinata, sfruttando le naturali attività degradative di alcuni microrganismi.

Si distingue in due tipi di trattamento che differiscono per il luogo in cui avviene il trattamento:
IN-SITU: area contaminata e luogo di trattamento coincidono.
EX-SITU: nella quale il materiale contaminato viene rimosso e trattato altrove.

I microrganismi ricavano l’energia necessaria per la loro sopravvivenza decomponendo le sostanze organiche e i nutrienti inorganici presenti nell’ambiente. Nel caso di un sito contaminato, i microrganismi utilizzano le sostanze inquinanti come substrato nutritivo riducendole in sostanze più semplici, fino ad arrivare ad anidride carbonica e acqua.

Ci sono alcuni limiti:

  • La tecnica non è applicabile nel caso di concentrazioni troppo elevate di sostanze inquinanti, in  quanto in tal caso le condizioni diventano tossiche per i microrganismi.
  • I tempi di trattamento sono mediamente lunghi (dell’ordine di alcuni anni)
  • Possono essere potenzialmente prodotti composti intermediari nocivi. Infatti le reazioni di degradazione, che portano alla produzione finale di anidride carbonica ed acqua, passano attraverso la produzione di una serie di intermedi che possono essere pericolosi.