Malattie a trasmissione sessuale: la prevenzione non ha età

passeggiata in coppia - Foto di John BoyerLa diffusione delle malattie a trasmissione sessuale è in aumento nella fascia di età compresa tra i 45 e i 65 anni. Il senso di sicurezza dato dall’esperienza e la mancanza di percezione del rischio sono tra le principali cause della maggiore diffusione registrata negli ultimi anni.

Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) comprendono numerose malattie tra cui l’AIDS e altre meno note ma altrettanto pericolose come la sifilide, la gonorrea, la clamidia, la tricomoniasi, l’herpes genitale e il papilloma virus.

Tra il 1990 e il 2010 i nuovi casi di HIV tra gli over 50 sono aumentati del 25% mentre nelle altre fasce di età l’incidenza è diminuita di 4 volte; i dati sulla sifilide mettono in luce che tra il 2001 e il 2009 c’è stato un aumento di 10 volte per gli over 45 – che costituiscono ormai un quarto dei casi totali – e in questa fascia d’età i più colpiti risultano gli uomini omosessuali. Sempre tra gli over 45, tra il 2004 e il 2009 si è assistito ad un raddoppio dei casi di gonorrea e condilomi (papilloma virus).

I fattori che concorrono alla diffusione delle malattie a trasmissione sessuale tra gli adulti oltre i 45 anni sono numerosi e comprendono i grandi cambiamenti nelle abitudini sociali e di vita che si stanno consolidando negli ultimi anni. Sicuramente l’allungamento della vita media e la possibilità di mantenersi in salute più a lungo giocano un ruolo primario nel prolungare la sessualità dei più maturi che possono usufruire anche dell’ausilio di farmaci per le disfunzioni erettili.

L’aumento dei divorzi determina l’incremento di nuovi incontri per la ricerca di nuovi partner e il senso di sicurezza dato dall’età e dall’esperienza può far abbassare la guardia rispetto alle malattie a trasmissione sessuale. Bisogna anche considerare i frequenti rapporti sessuali di molti uomini maturi con le prostitute che rappresentano un consistente serbatoio per le infezioni di questo tipo.

Gli adulti ultracinquantenni sono meno propensi a parlare della propria vita sessuale con il Medico di fiducia o a rivolgersi ad uno Specialista anche solo per semplici controlli periodici. D’altra parte il Medico di famiglia tende a dare scarsa attenzione alla sessualità dei pazienti che hanno superato una certa età e così viene a mancare un dialogo costruttivo volto a chiarire questi importanti aspetti della vita e della salute degli adulti e degli anziani.

E’ spesso difficile individuare la presenza di una infezione a trasmissione sessuale in individui over 50 perché molti sintomi, come possono essere quelli dell’infezione da HIV/AIDS (stanchezza, perdita di peso, confusione mentale), si possono confondere con altri disturbi causati dall’età.

Alcune infezioni largamente diffuse sono molte volte asintomatiche e quindi difficili da diagnositicare, come l’infezione da Chlamydia trachomatis, da Neisseria gonorrhoeae e da Trichomonas vaginalis.

Dopo una certa età si può avere una vita sessuale attiva ma troppo spesso si tende a praticare sesso poco sicuro sottovalutando la pericolosità di alcuni comportamenti sessuali a rischio per la trasmissione di infezioni.
Il rischio può aumentare per le donne a causa dell’assottigliamento della pelle e della secchezza vaginale date dall’età, queste possono facilitare la formazione di piccole ferite durante i rapporti sessuali e aprire la strada a possibili infezioni.

Tra adulti e anziani manca una corretta percezione del rischio e ciò comporta l’assenza di prevenzione, come l’uso di preservativi, per proteggersi dalle malattie. Manca inoltre l’abitudine di sottoporsi in modo periodico a test di screening, soprattutto quelli per valutare la presenza di specifiche malattie a trasmissione sessuale.
Proprio per questo motivo si presume una incidenza delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmesse) superiore a quella stimata.

Quando viene diagnosticata una malattia a trasmissione sessuale è diffuso il timore della discriminazione e la pericolosa tendenza a nascondere e non curare in modo appropriato l’infezione.

Bisogna ricordare che la diagnosi precoce e un tempestivo intervento dello Specialista permette di calibrare al meglio la terapia più appropriata e offre ottime opportunità di curare o trattare la malattia per vivere meglio e più a lungo.

Nascondere la malattia significa ritardare le cure e aggravare le proprie condizioni di salute che col passare degli anni possono peggiorare ulteriormente per la presenza di altre malattie concomitanti come diabete, disturbi cardiovascolari, disturbi cognitivi,… che vanno a pesare sullo stato fisico e mentale del paziente portando alla necessità di assistenza da parte dei famigliari e di strutture specializzate.

Le campagne di informazione sono sempre attive e aggiornate per avvisare i giovani riguardo ai pericoli delle abitudini sessuali a rischio: viene messa in primo piano la fondamentale importanza di una corretta prevenzione, perché queste malattie, se non curate, possono causare gravi danni a lungo termine e compromettere la fertilità. Tuttavia sarebbe necessario studiare campagne di prevenzione anche per adulti e anziani affinché si proteggano per mantenere una vita sessuale consapevole e priva di rischi. Il messaggio deve arrivare chiaro e corretto utilizzando un linguaggio appropriato all’età e alla diversa sensibilità culturale dei più maturi.

Adulti e anziani non sono mai stati i destinatari di campagne educative di prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale e quindi risultano meno sensibili a queste tematiche rispetto ai giovani.

L’uso del preservativo deve diventare un’abitudine anche dopo una certa età e si deve diffondere la cultura della prevenzione portando sempre più persone – adolescenti, adulti e anziani – a sottoporsi in modo periodico a test di screening per diagnosticare in modo puntuale le malattie e soprattutto per “togliere la paura del test” e fare in modo che diventi una routine utile anche ad aprire un dialogo tra medico e paziente sulle malattie a trasmissione sessuale.

Glossario

Sifilide: malattia infettiva a prevalente trasmissione sessuale, è causata dal batterio Treponema pallidum e può essere curata con antibiotici. La sifilide si manifesta inizialmente con un sifiloma – lesione cutanea a cui segue l’ingrossamento dei linfonodi. L’infezione prosegue con eruzioni cutanee (le lesioni ospitano i batteri infettivi), febbre, mal di gola e malessere generale. Se non trattata la sifilide evolve ulteriormente in sifilide gommosa, neurosifilide e sifilide cardiovascolare in un arco di tempo compreso in media fra i 3 e i 15 anni dopo l’infezione iniziale.

Gonorrea: malattia infettiva a prevalente trasmissione sessuale, è causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae e può essere curata con penicillina o diversi tipi di antibiotici. In molti casi la gonorrea è asintomatica, l’infezione può causare minzione dolorosa e secrezioni viscose gialle o verdi. La gonorrea può provocare dolore ai testicoli negli uomini e dolore al basso ventre nelle donne che possono soffrire durante i rapporti e avere sanguinamenti anomali.
Se la gonorrea non viene diagnosticata e curata può diffondersi attraverso il sangue e causare infiammazioni ad articolazioni, pelle, ossa, tendini, cuore e fegato; può causare cicatrici all’interno dell’uretra negli uomini, mentre nelle donne può diffondersi e causare infiammazioni croniche della pelvi, infezioni dell’utero, delle tube di Falloppio o delle ovaie.
La gonorrea si può presentare insieme alla sifilide e, in mancanza degli esami di laboratorio, si può confondere con una uretrite da clamidia.

Clamidia: il batterio Chlamydia trachomatis viene trasmesso per via sessuale e può causare forme infiammatorie, secrezioni anomale, febbre e dolore soprattutto nelle donne, tuttavia risulta spesso asintomatica. L’infezione può essere trattata con antibiotici.

Tricomoniasi: malattia sessualmente trasmissibile causata da Trichomonas vaginalis un protozoo parassita unicellulare. Risulta più spesso sintomatica tra le donne e provoca perdite vaginali verde giallastre schiumose e dall’odore forte, dolori durante i rapporti sessuali e durante la minzione, irritazioni nella zona genitale.
L’infiammazione da tricomoniasi può aumentare il rischio di contrarre altre infezioni a trasmissione sessuale come l’HIV.
La tricomoniasi può essere curata con il metronidazolo, un farmaco (con obbligo di ricetta) che viene somministrato per via orale in un’unica dose.

Herpes genitale: è causato dal virus Herpes simplex di tipo 2 (che può infettare anche la bocca), mentre il tipo 1 infetta più comunemente bocca e labbra. L’herpes si manifesta con bolle e vesciche che evolvono in ulcerazioni. Spesso i sintomi sono più sfumati e il virus si manifesta in forma molto lieve o è asintomatico. Non esiste una cura per l’herpes genitale, ma sono in commercio efficaci trattamenti antivirali per alleviare i sintomi dell’infezione. La presenza dell’herpes può aumentare il rischio di contrarre altre malattie a trasmissione sessuale come l’HIV.

Papilloma virus: sono virus a DNA che si trasmettono per via sessuale e che si replicano nelle cellule dell’epidermide. Ne esistono più di 120 tipi che si differenziano per i diversi tessuti che infettano. Alcuni fra questi sono definiti Hpv ad alto rischio, sono cioè collegati all’insorgenza di tumori, soprattutto il carcinoma cervicale, oltre al tumore del pene, dell’ano, della vulva e altri.
Gran parte delle infezioni da Hpv è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. Quando l’infezione è persistente, il tempo tra infezione e insorgenza delle lesioni precancerose è di circa 5 anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può arrivare a 20-30 anni. Il Pap-test è un valido strumento per prevenire il carcinoma cervicale ed in Italia è raccomandato ogni 3 anni per le donne tra 25 e 64 anni.

Fonte

Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute – Istituto Superiore di Sanità
Centro Operativo Aids – Istituto Superiore di Sanità
Centers for Disease Control and Prevention
National Institutes of Health – U.S. Department of Health & Human Services